L’Onda torna in piazza contro la Gelmini

Antonio Scotti

In cinquemila sfilano lungo le vie della città: “Non vogliamo la privatizzazione delle università”

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Un serpentone di cinquemila persone. Tutti studenti. Tutti smaniosi di urlare al mondo che la riforma Gelmini su università e scuola non “ci piace”. E’ durato più di due ore la manifestazione di protesta degli universitari e degli studenti delle scuole medie superiori lungo alcune vie centrali della città. L’occasione è data dalla giornata internazionale di mobilitazione studentesca che sta vedendo la partecipazione di centinaia di migliaia di studenti in ogni parte del mondo. A Bari il corteo si è mosso da Piazza Umberto I, dove giovani provenienti sia dalle scuole medie che dal Politecnico si sono uniti a quelli dell’ università. In testa al corteo lo striscione ‘Privati del sapere, riprendiamocelo’.

“Il nostro Paese sta vivendo un periodo di declino sia dal punto di vista economico che sotto il profilo civile e culturale, e l’unica risposta che il governo riesce a elaborare è l’attacco alle basi del nostro futuro, alla conoscenza, al lavoro, ai beni comuni, ai diritti, alla democrazia” spiegano i rappresentanti di Link, il coordinamento studentesco che sta portando avanti da giorni la protesta contro i provvedimenti del Governo.

“Le uniche risorse di cui disponiamo e su cui possiamo costruire una speranza per il futuro, sono la ricerca, la formazione, il sapere libero – continuano -. Crediamo davvero di poter uscire dalla crisi senza l’università pubblica?“.

Gli studenti baresi hanno aderito così ad una protesta globale contro i processi di privatizzazione delle università e alla politica dei tagli promossa dall’attuale esecutivo nazionale. “Lo stiamo ripetendo da giorni, la riforma Gelmini prevede la possibilità che i privati possano entrare nei consigli d’amministrazione degli atenei in modo quasi maggioritario, ben il 40 percento sul totale”, ci spiegano gli studenti. “Determineranno le proposte formative, i criteri d’accesso e gli studenti saranno relegati a ruoli minori. Noi vogliamo che il sapere rimanga pubblico e non sia a disposizione di pochi eletti” .

Il Corteo ha poi raggiunto l’atrio della facoltà di Giurisprudenza, dove si è deciso di avviare un’assemblea di approfondimento sui contenuti della riforma universitaria. Un gruppo di studenti medi ha invece occupato simbolicamente la sede del Consiglio regionale della Puglia per chiedere l’approvazione immediata della nuova legge regionale sul diritto allo studio.
La nuova legge prevede misure indispensabili per gli studenti pugliesi “per accedere liberamente all’istruzione”. Tra questi il comodato d´uso per i libri di testo negli istituti, la facilitazione nei servizi di mensa e di trasporto, le borse di studio straordinarie finanziate dalla Regione e misure di integrazione per favorire l´inserimento scolastico di immigrati.

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Commenti

  • solosole (utente non verificato)

    Speriamo che siano i sintomi di un risveglio da un lungo torpore per ristabilire i valori dei diritti e della legalità, e dare un calcio o meglio una spinta di popolo per fermare leggi costruite ad personam gridando a facendo sentire sul collo la nostra grande indignazione.

  • nicola20 (utente non verificato)

    Gelmini, femminile di Berlusconi come il suo maschile da a parole e toglie con i fatti: la cosidetta politica del fare!