Business e amore per Promessi Sposi
Sale ricevimenti, tour operator, esperti di bon ton in Fiera
Tulle, confetti, carrozzerie cromate, riflessi di luce e tanto amore: Promessi Sposi chiude i battenti alla Fiera del Levante dopo un intenso week end di visite, sfilate e laboratori di alta pasticceria e con quasi duemila iscrizioni online. Grazie agli inviti scaricati e con i mille euro devoluti dalle coppie di sposi la Pubblivela potrà adottare a distanza con l’Amahoro onlus dieci bambini ruandesi.
La rassegna dopo dodici anni da Galatina è giunta a Bari: tra gli espositori moltissimi salentini ma anche un ampio panorama dell’imprenditoria di settore a livello regionale. Non manca nulla a Promessi Sposi, dalla lunga rassegna di abiti da cerimonia, dai grandi marchi ai piccoli ma preziosi atelier pugliesi passando per gli stand dei finanziamenti a tasso agevolato. Perché sposarsi costa, da poche decine di migliaia di euro fino ad arrivare a superare i 70-80 mila euro (casa e arredamento esclusi ndr). Ed in Puglia, nonostante la crisi, ancora oggi non si bada a spese, con il rischio molto spesso di cadere nella rete dell’usura.
Ma oltre ad una panoramica sui costi Promessi Sposi ha offerto un quadro delle tendenze per i matrimoni del 2010: accanto alle dimore storiche, le masserie, le ville patrizie che puntellano la Murgia barese e tarantina, restaurate e riattate a sale ricevimenti extralusso, si affacciano sul mercato nuove strutture, dove il matrimonio diventa arte minimale e ultramoderna. Non mancano poi le alternative fronte mare, con la possibilità di celebrare il matrimonio sulla spiaggia. “E’ una declinazione del matrimonio all’americana – spiega Olimpia Veronico, esperta nelle creazioni floreali – quello che molte donne sognano, con candele e petali di rosa sul tappeto bianco. E’ una situazione che non è possibile creare in chiesa ma che è adatta per le piccole cappelle, per matrimoni celebrati all’aperto, riti civili officiati nei chiostri o anche nella baresissima Chiesa Russa”. Una tendenza ricercata e naturalmente più costosa, perché la banda bianca che accompagna la sposa non può essere certo riciclata, ma che in caso di seconde nozze dona un’allure particolare alla nuova unione. “I colori dell’addobbo floreale naturalmente devono concordare con il vestito della sposa – ricorda Olimpia Veronico – e le ultime tendenze oltre al recupero della geometria delle forme prevede l’uso di tutte le nuance del rosa, dal fucsia al glicine, cosa che già avviene negli abiti da sposa”. Per un addobbo floreale della chiesa e della casa bisogna spendere più di mille euro, duemila euro invece servono per un buon servizio fotografico. Chi si lamenta dei tempi lunghi dei fotografi però deve fare ammenda: “Ci impegniamo a consegnare il lavoro finito entro tre mesi – ricorda uno dei numerosi fotografi presenti a Promessi Sposi – ma spesso i cd con i provini tornano indietro dopo più di tre mesi. Non possiamo produrre nulla senza l’assenso degli sposi”.
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