Lo strepitoso Aznavour continua a incantare il suo pubblico

Marcello Spadaro

Chansonnier d’eccellenza, nonstante l’età dialoga e scherza con i suoi fan e tiene il palco come pochi artisti

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Il suo tour di commiato è iniziato ben tre anni fa. Charles Aznavour, 85 anni compiuti e magnificamente portati, non ha un momento libero, stretto tra impegni canori e diplomatici (per conto dell’amata terra d’origine, l’Armenia).
Dopo 26 anni di assenza dalle scene musicali italiane, però, l’artista francese torna ad esibirsi nel nostro Paese con sei concerti esclusivi, interrompendo così un’attesa che dura dal lontano 1983.

Ieri è stata la volta di Bari, ultima data del tour italiano nella cornice del TeatroTeam, laddove un pubblico eterogeneo, fatto di conoscitori e assidui frequentatori delle vicende amorose raccontate da Aznavour, ha riservato al mitico chansonnier una calorosissima accoglienza con lunghi applausi tra una canzone e l’altra, che Aznavour ha cantato quasi ininterrottamente per più di due ore.
Una volta all’interno del teatro, la strana disposizione e il tipo di strumenti musicali sul palco, dava già una idea della particolare atmosfera che avrebbe avvolto lo spettacolo.

Una leggenda, Aznavour, proprio come le canzoni che ha portato al successo: ovazioni quando è il momento di “Istrione”, ma anche gli altri classici “italiani” quali “L’anniversario”, “Ed io tra di voi”, “Com’è triste Venezia” e “Morir d’amore” (commovente storia di una professoressa suicida per amore di un giovane studente) hanno riscosso unanime consenso.
Lo spettacolo si è snodato in occasionali dialoghi con il pubblico, battute e riproposizione anche delle celeberrime ballate “francesi”, come “La Bohème”, “Emmenez moi”, “Sa jeunesse” e “Je voyage”, quest’ultima particolarmente emozionante perché cantata in coppia con la figlia Katia.

Canzoni tristi e spezzacuore e altre più allegre, aneddoti autobiografici e ballate, jazz e blues, il tutto condito magnificamente dalla sua anima immersa in ogni brano. Viene chiesto addirittura il bis, che però non concede, il suo addio è un inchino con in mano un mazzo di fiori gentilmente donato da un fan con il pubblico barese tutto in piedi a rendere omaggio a uno straordinario artista, poeta e cantore dell’amore.

Di ritorno verso casa abbiamo incontrato un amico appena uscito dal cinema. Aveva appena terminato di vedere “il Nastro Bianco” di Michae Haneke. Vorrebbe raccontarci molte cose, indubbiamente interessanti, ma guardandoci capisce che stanotte avremo ben altro a cui pensare.

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