“Anche l’Olimpo è contro la riforma Gelmini”

Antonio Scotti

A Giurisprudenza gli studenti attaccano un cartello provocatorio attorno al collo della statua Atena

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Procede senza sosta l’organizzazione dello sciopero generale studentesco fissato per il prossimo 17 novembre in tutta Italia. A Bari il coordinamento universitario Link sta da giorni preparando una mobilitazione mirata non solo alla preparazione dello sciopero, ma anche alla maturazione di una consapevolezza diffusa tra tutti gli studenti universitari circa gli effetti della riforma presentata dal ministro Mariastella Gelmini ed approvata dal Consiglio dei ministri a fine ottobre.  

In settimana sono state fissate assemblee in ogni facoltà. Stamattina è stata la volta di Scienze Politiche, mentre domani toccherà a Lingue (ore 11) e a Veterinaria (13.30). Sempre in mattinata gli studenti hanno appeso attorno al collo della statua raffigurante Atena (dea della Sapienza, ndr), collocata nell’atrio di Giurisprudenza, un cartello con su scritto “Anche l’Olimpo è contro la riforma Gelmini”.
“Si tratta di una iniziativa dal sapore provocatorio – afferma Claudio Riccio, rappresentate del coordinamento Link – che nasce con lo scopo primario di riportare l’attenzione di tutti sul tema della riforma che, se dovesse passare, nel giro di nove mesi trasformerebbe le università statali in università di fatto private”.

Con la proposta lanciata dal governo Berlusconi, si avvia una riformulazione della presenza dei privati nel consigli di amministrazione degli atenei. Questi, infatti, potranno prevedere l’apertura per almeno il 40% ad esterni. Agli studenti verrà assegnata una rappresentanza minoritaria. “Questo spiega il favore della Conferenza dei Rettori italiani alla riforma – prosegue Riccio -. Praticamente loro avranno la possibilità di comporre un Cda come meglio ritengono opportuno, con una partecipazione degli studenti praticamente nulla”.
Qualche docente, nei giorni scorsi, nei corridoi delle facoltà non ha fatto mancare appunti negativi nei confronti dei provvedimenti voluti dalla Gelmini. Al momento non c’è una presa di posizione ufficiale da parte dei professori, anche se un certo malumore serpeggia in modo abbastanza evidente. L’apertura degli studenti  per cercare di costituire un fronte unico di mobilitazione è massima: “Siamo disponibili a confrontarci con tutti – conclude Riccio – a patto che si riconosca la nostra battaglia non come una crociata a sostegno dei baroni, ma come una lotta per il merito e l’accesso al sapere da parte di tutti”.

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