Bari in bici: nuove piste, vecchi problemi
Prossima pedalata verso la pista del Libertà
Lunga quasi due chilometri, un otto volante rosso che stringe il parco Due giugno e che fa volare Bari verso una mobilità più ciclabile e meno automobilistica. Antonio Decaro assessore comunale al traffico segna un altro punto a suo favore: “Ora voglio proprio vedere chi mi dirà che la pista della discordia, quella di viale Unità d’Italia e viale della Repubblica collega il nulla al nulla. Ora abbiamo dall’extramurale Capruzzi a viale Einaudi uno sviluppo di tre chilometri di pista ciclabile e di certo non ci fermiamo qui”. I lavori, tutti con progettazione interna del Comune di Bari e firmati degli ingegneri Pasquale Paticchio e Claudio Laricchia sono costati 370 mila euro. Nei prossimi giorni invece sarà inaugurata la pista ciclabile tra Catino e Enziteto: “Non esisteva neppure la strada lì, per trent’anni le donne sono andate a far la spesa a loro rischio e pericolo – ha ricordato Michele Emiliano – ma ora a Bari si cambia musica, gli automobilisti devono sapere che prima dei loro diritti devono essere rispettati quelli dei pedoni, dei ciclisti, delle persone che usano i mezzi pubblici. Abbiamo tolto posti auto e c’è chi è diventato rosso di rabbia. Bene, quello è il colore della nostra città e di questo nuovo circuito ciclabile”. Sulla pista del parco però non solo ciclisti, anche tanti podisti, soprattutto la sera: non si potrebbe, il rischio di essere investiti da una bici è minimo ma la realtà è che anche i podisti cercano protezione per correre. Il circuito dovrebbe essere pulito dall’Amiu ma con il vento di questi giorni servirebbe ben altro: le foglie secche sono un problema relativo, il vero danno alle bici lo fanno i detriti di asfalto e i vetri rotti che si trovano in diversi punti. Con questo nuovo circuito e le prossime realizzazioni ciclabili in via Omodeo e via Di Vittorio è la circoscrizione Carrassi-san Pasquale ad essere la più ciclabile di Bari. Ne è contento Leonardo Scorza, presidente della circoscrizione che per l’ultimo anno della Fiera di Natale al parco spera che non ci siano problemi per la pista: sarà necessario rimodulare il tendone, attesi problemi prima dell’otto dicembre. Il prossimo quartiere che beneficerà della pista ciclabile sarà il Libertà: il cantiere dovrà attendere i tempi dell’appalto e coinvolgerà corso della Carboneria – corso Mazzini – via Trevisani – via Perrone.
I lavori, per un importo di 610mila euro circa (interamente finanziati dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito del Fondo per la mobilità sostenibile), prevedono la costruzione di una pista ciclabile, di pari livello della carreggiata, separata da cordolo blu in calcestruzzo prefabbricato, che sarà lunga complessivamente 1200 metri. Ai margini del quartiere e in collaborazione con la Fiera del Levante sarà poi riqualificato il percorso ciclabile che collega il quartiere fieristico con il castello Svevo, ma i tempi si preannunciano lunghi.
Tempi brevi invece, almeno si spera, per dotare Bari di nuove colonnine di bike sharing: sono in fase di montaggio tre nuove postazioni, altre tre dovranno essere implementate entro la fine dell’anno e potranno essere così riaperti i termini per l’abbonamento al servizio. Saranno 800 le bici in circolazione nel 2010 grazie agli ulteriori 700 mila euro finanziati con l’Accordo di Programma con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare relativo al Fondo nazionale per la Mobilità Sostenibile. In piazza Moro ( se ne parla da due anni) dovrebbe invece nascere un parcheggio privato e multipiano per le bici “Sono 260 i portabiciclette installati sul territorio cittadino – ha ricordato Decaro – abbiamo visto che il modello ad “arco” è il migliore e che soprattutto in Piazza Moro e nei parcheggi di corso Mazzini e della caserma Rossani i posti vanno a ruba. Con il parcheggio riservato e a pagamento potremmo arginare invece i furti e gli sfregi alle biciclette in città”.
Sembra tutto perfetto ma per rendere la politica della ciclabilità urbana reale e consapevole serve uno sforzo in più: Japigia avrà la sua pista in via Caldarola, via Amendola nelle more dell’allargamento vedrà nascere una pista ciclabile ma le periferie non sono finite qui. Loseto aveva una pista ciclabile che ha causato più morti che altro, Carbonara e Ceglie invece sono fuori dalla Bari ciclabile: nell’appalto per il completamento dell’asse nord-sud è inserita la pista ciclabile, ma un ciclista non può oggi percorrere l’asse in sicurezza, lo scorrimento veloce delle auto lo trancerebbe di netto. Corso Alcide De Gasperi poi sarebbe una strada perfetta per costruire un percorso ciclabile. Ma, si sa, ci sono troppi accessi alle ville dei signori della Bari Bene per poter garantire il diritto alla mobilità di tanti poveri illusi che all’auto, anche dalla periferia, preferiscono la bici.
Rettifica: i progettisti interni del Comune di Bari sono i geometri Umberto Urbano e Pasqua Lusito. L’ingegnere responsabile del procedimento e direttore dei lavori per la pista è stato l’ingegnere Claudio Laricchia mentre l’ingegnere Pasquale Paticchio è il Direttore della Ripartizione Mobilità urbana, traffico e progetti speciali.
Commenti
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Ma cosa c’entra quel riferimento “alle ville dei signori della Bari bene”? E’ una colpa essere proprietari di una villa su Corso Alcide De Gasperi? Non mi sembra che essi abbiano posto il veto alla costruzione di una pista ciclabile.
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Lei forse non sa che le paline dell’Amtab negli ultimi trent’anni sono state spostate più volte per “gentile richiesta” dei proprietari. Con tutti gli accessi alle ville che ci sono sull’antico Corso Sicilia il privilegio avrà sempre la meglio sui diritti dei ciclisti.
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La strada migliore per costruire la pista ciclabile è Via Giulio Petroni, che collega la città con Carbonara, Loseto e Adelfia (con collegamenti a Ceglie e Bitritto) e, nel weekend viene utilizzata da quelli che vanno in giro in campagna fino a Cassano. C.so De Gasperi si ferma a Carbonara. Così come un’altra bella pista sarebbe quella del lungomare: da Fesca a San Giorgio. Però erano state pensate da altre amministrazioni, per cui nulla!
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Noto con piacere che oggi in una città come bari si discute su dove sia opportuno realizzare piste ciclabili. Qualche annetto fa a bari non si immaginava neanche che ciò potesse accadere, anzi, le prime piste che vennero realizzate furono oggetto di feroci critiche da parte di elettori ed eletti del centrodestra. Morale: quando un’amministrazione di centrosinistra funziona, fa crescere in senso civico la propria comunità.
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Forse De Caro ha ragione, e col tempo otterrà i risultati sperati. Ora, però, la situazione non è incoraggiante: la pista ciclabile è semivuota, ed era semivuota anche questa estate; il traffico veicolare non è affatto diminuito, così come inquinamento e i rumori. Speriamo che continuando con il programma i risultati migliorino. Meno male che ci sono i podisti ad animare quei tre chilometri.
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“Corso Alcide De Gasperi sarebbe una strada perfetta per costruire un percorso ciclabile.”Ma scherziamo? E’ stretta e già gli abitanti di Carrassi alta,Carbonara-Ceglie e Loseto sono molto penalizzati nei collegamenti e negli spostamenti.E come la mettiamo con le auto provenienti dalla tangenziale?Una città civile deve avere spazi per tutti:ma non è detto che una minoranza debba diventare necessariamente maggioranza e che vada tutelata a discapito di chi non è in condizone di usare la bici!
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Gentile Antonella, non sapevo fossero state spostate, visto che la mia fermata del 4 sta lì da quando sono nato (pur non abitando in una di quelle ville, ahimè).
Concordo con quanto dice Dante sulla pista in via Giulio Petroni. La si potrebbe facilmente fare (data l’ampiezza della via) da Loseto fino a Viale Kennedy, per poi ricongiungersi con quella del Parco.
Strano non rientri affatto nei progetti futuri.
In ogni caso, avanti tutta con queste piste! -
Gentile Antonella, non sapevo fossero state spostate, visto che la mia fermata del 4 sta lì da quando sono nato (pur non abitando in una di quelle ville, ahimè).
Concordo con quanto dice Dante sulla pista in via Giulio Petroni. La si potrebbe facilmente fare (data l’ampiezza della via) da Loseto fino a Viale Kennedy, per poi ricongiungersi con quella del Parco.
Strano non rientri affatto nei progetti futuri.
In ogni caso, avanti tutta con queste piste!






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