Il procuratore in libreria: Laudati presenta il suo Mafia Pulita
Prima presentazione di novembre in Laterza
‘Mafia pulita’ è titolo ossimorico, è l’amara constatazione degli autori Elio Veltri ed Antonio Laudati, per un’opera che si propone il facile messaggio di denuncia delle tante, troppe associazioni mafiose presenti in Italia, e il difficile obiettivo di smuovere l’indifferenza e l’immobilità dello Stato di fronte ad esse.
Una presentazione di denuncia, con una denuncia appunto comincia; è quella, sacrosanta, di Elio Veltri, rivolta alle alte sfere istituzionali: ‘Secondo il Sole 24ore, ed altri autorevoli istituti di ricerca, la mafia ha un fatturato annuo complessivo di circa 450 miliardi di euro; i beni della mafia sono valutati oltre i 1.000 miliardi di euro. Sono cifre enormi, è un problema enorme: un paese in cui un terzo della ricchezza è illegale non è governabile, neppure un genio vi riuscirebbe, e di geni non ne vedo tanti in giro… Eppure, gli unici che mantengono un inquietante silenzio sulla questione sono proprio i politici!’.
In platea, in prima fila, Nichi Vendola, il primo ad applaudire, il primo ad essere applaudito. E pubblicamente ringraziato dall’anfitrione della serata, Alessandro Laterza: ‘E’ un piacere avere fra noi il nostro Presidente della Regione Puglia, la sua partecipazione attiva alla vita sociale e culturale della nostra città è graditissima, e non rara’.
L’occasione, come detto, è la presentazione del libro ‘Mafia pulita’, un saggio capace di svelare e spiegare come le organizzazioni criminali siano in grado di viziare l’economia legale, pervadere lo Stato, inquinare la società. L’opera si struttura in un puntuale contrappunto fra particolare e generale, tragici esempi della storia recente italiana, e riflessioni concettuali d’autore e competenza: cinque storie si susseguono rimestando nel torbido della società del bel paese, cinque figure di spicco della mafia nostrana le cui vicende risvegliano le sopite coscienze degli Italiani: Palazzolo, il finanziere di Totò Rina; la famiglia dei Ciardi e i loro giro d’affari di falsificazioni; i Casalesi e il riciclaggio di rifiuti; i traffici internazionali di droga della n’drangheta; Giuseppe Morabito e il radicamento ancora della n’drangheta a Milano. Queste vicende, esemplari nella loro particolarità, descritte attraverso una cronaca sobria ed illuministica, fungono da spunto e fondamenta per approfondimenti sulle mille vite della mafia italiana, al nord, al sud, all’estero, e soprattutto in politica…
E se sugli esponenti di quest’ultima si scaglia Elio Veltri – medico chirurgo, ex sindaco di Pavia e onorevole del senato italiano, già coautore di Marco Travaglio in “L’odore dei soldi” -, l’altro autore, Antonio Laudati – magistrato procuratore della Repubblica di Bari – prima si presenta e benedice il suo futuro operato in terra barese: ‘Ammetto subito che questo libro manca di un capitolo importante, quello sulle mafie pugliesi: spero di poterlo scrivere presto, non in un libro ma negli atti giudiziari, quando avrò avuto modo di studiarle, combatterle, debellarle!’. Poi, proseguendo, muove a spiegare spirito ed origine dell’opera: ‘E’ la prima volta che attendo alla stesura di un’opera rivolta al pubblico e non solo agli addetti ai lavori. E’ stata la mia coscienza di magistrato e di cittadino quasi ad impormelo: perché la questione è della massima gravità, e tocca gli interessi, la vita di tutti noi Italiani. La mafia oggi è così potente e radicata da non aver più bisogno di uccidere, può comprare. E’ la mafia pulita del terzo millennio, non meno spregevole di quella sanguinaria del passato: la corruzione inficia la normalità, la giustizia, che è il bene più prezioso per i cittadini. E’ lo stesso ordine democratico a venire intaccato ed essere leso!’.
Quasi in coro, autori e padrone di casa lanciano l’invito a cominciare a riflettere su quanto accaduto, per interrogarci su ciò che è possibile fare realmente…
Per lasciarsi convincere, lasciarsi entusiasmare sulle possibilità di vincere in maniera definitiva l’atroce cancro che da decenni ci divora dall’interno, basterebbe pensare al fatto che la confisca dei beni della mafia sarebbe più che sufficiente per appianare l’intero debito pubblico del paese. O che persino nella lontana America, persino nei decreti dell’ottuso Bush, Cosa Nostra, la Camorra, la N’drangheta sono annoverate nella lista nera delle associazioni criminali di minaccia internazionale… Ma basta rimembrare il nome di chi ci governa, e i processi a suo carico per porre fine ad ogni illusione. E tornare alla mestissima realtà che continuerà a circondarci…
‘Mafia pulita’, Longanesi editore: 251 pagine, un grido lancinante d’allarme, una disperata richiesta d’aiuto…
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