Bari, vittoria corsara sfumata d’un soffio

Christian Montanaro

Finale infuocato: rigore fallito e goal regolare annullato. In porta bisogna però tirare di più, e meglio. Buono comunque il pareggio

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Il dispiacere c’è tutto, e si taglia con il coltello. Fette di disperazione servite a tavola. Difficilmente Giampiero Ventura le digerirà. Un pareggio a “Marassi” contro una Sampdoria arrabbiata dopo le cinque “pappine” incassate dalla Juventus rimane pur sempre un buon risultato. Quei cinque minuti di recupero, però, rodono, e si poteva ottenere anche di più. Prima Barreto, poi Bonucci: due occasionissime. Non sono venuti fuori i tre punti. Un autentico peccato, che, però, non toglie nulla alla bella prestazione di una squadra, brava a non lasciarsi travolgere dalla classe dell’ex Cassano e dalla abilità realizzativa dell’”uomo mascherato” Pazzini.

Un finale convulso, in cui davvero è successo di tutto. Il rigore, innanzitutto, fallito da uno specialista come Barreto. Un errore non da lui, forse troppo preoccupato di far ottenere dai suoi l’intera posta in palio. E poi la svista arbitrale di un direttore di gara sino a quel momento eccellente, con il goal annullato ingiustamente a Bonucci, sulla schizzata aerea di Barreto.

Ancora una volta punti lasciati per strada, per la gioia di una Samp, che ora ha raggiunto la Juventus al secondo posto. Pecche ce ne sono anche oggi. Indipendentemente da queste due occasioni, come non commentare l’erroraccio di Alvarez nella ripresa? L’honduregno si è mosso abbastanza bene, ma non è mica la prima volta che fallisce quella medesima situazione di gioco. Con un pizzico di freddezza in più, basterebbe alzarla un pochetto la palla lì e beffare il portiere. Andranno svolti evidentemente esercizi specifici.

Buono l’impatto nel primo tempo di un Langella propositivo, al pari del solito encomiabile (fino al momento del tiro) Vitaly Kutuzov. La Sampdoria, ispirata dal genio di un Cassano pervenuto solo a tratti, ha incontrato evidenti difficoltà, costretta a mutare veste tattica almeno tre volte nel corso del match. Bene come le è andata nel finale. La disapprovazione sul volto di Del Neri è stato lo specchio fedele di un qualcosa che non andava e a cui non si è riuscito a porre rimedio strada facendo. Con il passare dei minuti è cresciuto invece un Bari corsaro, limitato solo dal consueto poco cinismo sotto la porta, oltre che quest’oggi dall’errore del brasiliano e dalla svista arbitrale.

Marassi comunque ha confermato il dato di un Bari in salute e capace di giocarsela contro chiunque, come desiderava Ventura alla vigilia. Gli errori arbitrali ci sono sempre stati, e sempre ci saranno. Bisogna solo imparare a buttarla con maggior precisione dentro, e, soprattutto, a tirare di più in porta. Ecco, questo, in confronto alla mole di gioco creata, accade purtroppo ancora troppo poco.

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