Ferrhotel: dai Somali solidarietà ai baresi senza casa

Fortunata Dell'Orzo
I ragazzi somali accanto agli studenti baresi. © Domenico Mastropasqua

E alla fine l’assemblea annuncia una petizione popolare per richiedere le immediate dimissioni di Fabio Losito

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Scienze Politiche, piano terra aula I. E quella per le matricole del primo anno, che una volta si massacravano le meningi dietro l’impossibile statistica del Prof. Di Comite. Il pomeriggio appena imbrunito dell’incipiente inverno si divide fra giovani e giovanissimi in kefiah e dreadlock, ragazzi neri come l’ebano e sottili come canne di fiume, molti dei quali altissimi e seri dai volti in cui la vita ha scolpito ogni genere di vicenda.

C’è molta gente a questo incontro dibattito, voluto dalla Rete Antirazzista che da un paio di settimane si sta occupando di questi giovani e giovanissimi Somali, tutti con un asilo politico riconosciuto che, una volta buttati fuori dal C.A.R.A., non potendo espatriare, si sono trovati a dormire all’addiaccio, senza garanzie di poter mangiare, senza che in effetti nessuno se li prendesse in carico in attesa dei documento definitivo per andare all’estero.

E si, perchè loro a Bari non hanno intenzione di restare: le loro famiglie sono tutte nel Nord Europa dove esistono politiche di accoglienza degne di questo nome e dove davvero nessuno è straniero. Bari, sede di un Centro di Accoglienza per i Richiedenti Asilo (C.A.R.A.), in realtà non è in grado di fare nulla, una volta che i migranti sono stati buttati per strada.

Lo ha ribadito con forza e argomentando Dario Belluccio, avvocato, della rete Antirazzista, cui hanno fatto eco Don Angelo Cassano e un cittadino Somalo, da anni residente in Italia, che con lucida e implacabile precisione ha raccontato cosa significhi davvero decidere di lasciare tutto e cambiare paese, continente, orizzonte.

“Scappiamo dalla guerra” ha detto “ma questo non ci priva della nostra dignità, della nostra umanità”. Si emoziona ed emoziona, “è difficile essere razionali” aveva infatti premesso al suo intervento. “Cosa volete che ci importi di avere diritto al voto se non abbiamo la casa, se non abbiamo da mangiare”. Come dargli torto. Di colpo tutte le teorie, le elucubrazioni a freddo, tutte le ipotesi sull’immigrazione cadono miseramente nel nulla della loro inconsistenza di fronte a questa dura e coerente testimonianza.

Il punto è questo: di fronte ad un’emergenza abitativa e sociale che colpisce i somali (che non sono clandestini), il silenzio assordante dell’amministrazione comunale e in particolare dell’assessore all’accoglienza Fabio Losito rende drammaticamente visibile ed evidente l’emergenza sociale ed abitativa che colpisce tutta la popolazione bisognosa: gli sfrattati, i senza casa, gli studenti fuori sede costretti ad esosi affitti in nero.

Ecco che dunque la Rete Anztirazzista, confortata anche dalla numerosa affluenza alla manifestazione, coglie l’occasione per legare la vicenda dei cittadini somali che hanno occupato il ferrhotel (“come si fa a rispondere a chi chiede acqua e luce che siamo per la legalità, quando la prima a essere fuori dalla legalità è un’amministrazione inadempiente con i suoi doveri di accoglienza e solidarietà” dice don Angelo Cassano) alle decine di altre vicende e storie di senza casa o di sfruttamento del bisogno abitativo.

Una vertenza, insomma, una vertenza ed un discorso complessivi sul’emergenza abitativa e più in generale sulle politiche dell’accoglienza a Bari.

“Ringraziamo tutti quelli che ci stanno aiutando – ha ricordato ad un certo punto il cittadino Somalo che faceva da portavoce alla comunità – in particolare gli studenti (della Cattedra di Sociologia delle Relazioni Etniche, n.d.r.) che ci stanno assistendo. Questa è una lotta comune, non solo dei somali, ma di tutti i nostri fratelli, africani e italiani, che devono affrontare le nostre stesse difficoltà“. 

Fra gli interventi, quello di una studentessa appartenenente ai Giovani Comunisti che ha proposto con successo una petizione poolare per chiedere le immediate dimissioni di Fabio Losito, l’assessore all’accoglienza che non riesce ad accogliere nessuno.

Prossimo appuntamento di solidarietà domenica, per un pranzo in comune, sempre presso il Ferrhotel.

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Commenti

  • rocco12 (utente non verificato)

    Fabio Losito è un ottimo assessore, per impegno, abnegazione, serietà ed umiltà.
    Da cittadino, mi rattristano questi attacchi.

  • sanspapier (utente non verificato)

    Caro rocco12, gli “attacchi” all’assessore Losito non sono per nulla gratuiti,e comunque non fa mai piacere muoverli. Ma come fate a non vedere, o a non voler vedere (il che è peggio!),il suo fallimmento come assessore all’accoglienza?. “Impegno, abnegazione, serietà ed umiltà” sono doti inestimabili in un politico. Ma che farcene, se nei fatti non le vediamo? Quale operato dell’assessore intendete difendere, se non ha mosso un dito in questa disgraziatissima vicenda?

  • marcel (utente non verificato)

    sono contro l’articolo di Fortunata che ha evidenziato la proposta di dimissioni di Losito.
    Queste sono beghe politiche tra ex appartenenti allo stesso partito che si fanno la guerra, l’ass. somala e la rete antirazzista devono starne fuori
    Non e’ solo Losito che non accoglie nessuno ma il sistema delle istituzioni.
    Marcello Signorile
    cofondatore ass. comunita’ somala

  • berlin (utente non verificato)

    Che si facciano pure la guerra. A noi interessa la sorte di tutti coloro non hanno un posto dove dormire, mangiare, lavarsi. Questo è il problema caro Signorile. Un’amministrazione, di centrosisnistra (?), che non si occupa dei più deboli non è degna della stima di coloro che si aspettano solidarietà e attenzione per chi vive in uno stato di forte disagio. Losito se ne sarebbe già dovuto andare, se ha un po’ di dignità.