Bari, una sconfitta salutare

Nel calcio ci sta. Kutuzov non la butta dentro nel primo tempo, e nella ripresa arriva la punizione
La miglior difesa si poteva battere solo così. Con due tiri imprendibili. Il primo di Bojinov, da destra, il secondo, di Paloschi, da sinistra. Entrambi imparabili per Jean Francois Gillet, uno che in queste settimane ci ha abituato ai miracoli.
Il Bari cade al “Tardini” nella settimana dell’esaltazione generale. Tipico del mondo del calcio, dove non ci si può mai concedere il lusso di cullarsi sugli allori. Non è il caso di farne un dramma. Contro il Parma anche l’Inter di Josè Mourinho ha incontrato qualche difficoltà, prima di superarla, e del resto basta vedere la classifica degli emiliani per rendersi conto del gran lavoro operato da un maestro del calibro di Alberto Guidolin.
Che si sarebbe rivelata una gara delicata si sapeva. Ne avevamo abbondantemente parlato in fase di presentazione della gara. Allora il centrocampo gialloblu fece la differenza, oggi non è stato poi tutto questo diverso copione. La partita non è stata di quelle che lasciano il palato buono. Basti dire che nei primi 20’ l’episodio saliente è stata l’ammonizione rimediata da Christian Panucci. Poi, però, qualcosa ha iniziato a decollare, ed è stata proprio la formazione di Ventura ad avere una buona chance per portarsi in vantaggio, con Vitaly Kutuzov, la cui conclusione, superato Mirante, veniva salvata un attimo prima che la palla varcasse la linea della porta.
Parisi, Gazzi e Meggiorini al posto di Barreto. Non poche le differenze rispetto a tre giorni fa.. Il brasiliano è entrato nella ripresa al posto del bielorusso, e non ha inciso. L’esatto contrario di quel che è accaduto all’ex leccese Bojinov, subentrato proprio all’ex biancorosso Lanzafame, e delizioso al 12’ della ripresa, nell’arpionare la palla tra tre avversari, prima di esplodere un sinistro vincente nel sette.
Il raddoppio con il solito Alberto Paloschi. Una palombella diabolica la sua, che ancora una volta non ha ammesso repliche da parte dell’estremo difensore belga.
Il Bari ha cercato di reagire fino alla fine, ma non gli è riuscita l’impresa uscita invece oggi al Napoli di Mazzarri. Lo si è capito chiaramente che la partita fosse incanalata su binari sbagliati, quando, al 45’ della seconda frazione di gioco, Sergio Almiron, direttamente su punizione, ha fatto, come si diceva un tempo, la “barba al palo”. Proprio quando, al San Paolo, invece Cigarini riapriva la partita, prima che nei minuti di recupero Denis la raddrizzasse.
Al Bari è mancato anche questo oggi. Il “Tardini” ha impartito una dura lezione, riportando tutti alla realtà. E’ arrivata la seconda sconfitta di questo campionato, la prima in trasferta dopo tre pareggi e una vittoria, con la difesa che oggi ha incassato quasi metà dei goal sin qui subiti in dieci giornate. E’ la dura legge del calcio. Non scopriamo niente di nuovo.
Commenti
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La sconfitta nel calcio ricorda uaglio, non è mai salutare.
P.S. Generale Kutuzov sorrida di meno e si concentri di più sotto rete, in quanto francamente sono indecenti le occasioni da rete che spreca.
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bè insomma, solosole, qui i complimenti si erano sprecati come ciliegie. Torniamo sul pianeta terra, non è un gran male, dai
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Non per essere pedanti, ma Guidolin si chiama Francesco e non Alberto. Saluti.






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