Il Parma ai raggi X
E’ Guidolin il vero punto di forza, ma occhio a Paloschi
Insieme lo scorso anno, insieme finora in questo. Bari e Parma sempre appaiate, forse le più belle sorprese stagionali, considerando che entrambe provengono dalla cadetteria.
Anche la squadra di Guidolin, infatti, al pari di quella pugliese, sta disputando una gran stagione. Che l’ex tecnico del Palermo fosse un tecnico di valore in pochi lo dubitavano. Il suo Vicenza anni fa espresse un calcio di ottimo livello, e un po’ tutte le formazioni che in seguito ha allenato hanno confermato questo dato. Bravo a battere le grandi, meno a destreggiarsi con le piccole. Questo di lui faceva arrabbiare a Palermo il patron Zamparini, consapevole comunque che, in Italia, bravi a “leggere” le partite come lui sono davvero in pochi.
Questo Parma è una squadra frizzante e assai dinamica. L’attacco è prevalentemente composto da elementi di così giovane età (Amoruso a parte) da beneficiare di tale vitale entusiasmo, imperniato sulla capacità realizzativa dell’ex prodigio rossonero, Alberto Paloschi. A coadiuvarlo nel gioco offensivo soprattutto l’ex modenese Biabiany (attualmente indisponibile), una scheggia nera impazzita, che in velocità sa far male in modo estremamente efficace, ma anche Valery Bojinov, persosi un po’ per strada dai tempi di Lecce, e l’ex biancorosso Davide Lanzafame (in foto con la maglia dei galletti), che sa fare la seconda punta, ma che sin qui si è disimpegnato soprattutto da laterale di centrocampo.
Il centrocampo è forse il reparto più solido, con la potenza di Marìga, il peso dell’ex torinista Dzemaili, ed il grande dinamismo di un Galloppa in formato nazionale. E’ partito Leon, che mai si è integrato con Guidolin (un po’ come Vantaggiato), ma è arrivato un altro buon stoccatore dalla distanza come l’ex Bari e Messina Nicolas Cordova.
Se l’attacco è il reparto più giovane, la difesa è composta da veterani, come è un po’ tradizione di questo mister che bada innanzitutto a non prenderle. Ecco allora arrivare Zaccardo e Panucci, due che la nazionale l’hanno frequentata svariate volte, e che possono, pertanto, conferire il proprio contributo di esperienza a un reparto che comunque, tra i vari Paci, Della Fiore, Zenoni, Castellini e Lucarelli è piuttosto ben presidiato. In porta occasione d’oro per mettersi in mostra per il giovane Mirante, atteso alla classica prova del nove, dopo tanta gavetta.
Il Parma in nove giornate ha collezionato quattro vittorie, tre sconfitte e due pareggi. E’ reduce da un passo falso contro la dirompente Atalanta di Antonio Conte. Segna parecchio (10 reti sinora), ma concede anche tanto (12 goal subiti), il che significa che i sincronismi tra i reparti non sono ancora ben oliati. Lo schema è sempre quello, il 3-5-2 o 5-3-2, che dir si voglia, a seconda della fase di gioco di riferimento, con la cerniera a tre di difesa e quella a tre di centrocampo molto molto strette, e le due punte, agili e guizzanti in avanti, pronte a ricevere i traversoni dalle corsie esterne.
L’anno scorso, al San Nicola, la formazione emiliana impartì una dura lezione al Bari di Conte, una delle poche mai ricevute dall’ex trainer dell’Arezzo. Fu soprattutto l’impianto di gioco a mandare in crisi il gioco sulle corsie esterne del Bari, tanto che si invocò inutilmente un cambio di schema da parte del mister. Ventura utilizza lo stesso schema, ma maschera un po’ più gli esterni, e con l’ingresso in squadra di Almiron si è capito che questa formazione può anche giocare meglio in zona centrale. Staremo a vedere. Di certo quella del “Tardini” non si presenta come una partita facile. Gli spazi mancheranno e si prevede un intasamento a centrocampo. In trasferta, però, si sa, il Bari dà il meglio di sé, e pertanto, non parte battuto affatto.
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