Non diamo i numeri

Mariano Leone

Viaggio incompleto intorno all’uso e all’abuso delle rilevazioni statistiche

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Diciamocelo, dare i numeri significa dare di matto.
Dare i numeri per i nostri rappresentanti politici ha assunto un ulteriore significato .
Significa beffeggiarsi dell’opinione pubblica. Cominciamo dai dati cosidetti di gradimento. Li sentiamo più volte. Sono il rappresentante più gradito al popolo italiano.
Sono gradito al 70 per cento degli italiani. Naturalmente nessuno verifica questi dati. Anzi vengono detti perché non possono essere verificati.

Spieghiamo che cosa sono queste rilevazioni di gradimento.
Sono indagini che vengono promosse anche da grandi marche di prodotti per verificare il grado di gradevolezza che accompagna la loro politica commerciale o i loro prodotti.

Prima considerazione.
Queste indagini valgono solo per il committente. Sono fatte per dare risposte operative alla committenza. Valgono solo per chi li ha pagati e per i loro particolari petitum. Non valgono per essere dati al pubblico. Se una grossa marca di bevande dà un incarico per valutare l’impatto di gradimento lo fa perché da questo dato deve monitorare o correggere alcune strategie commerciali.
Non lo fa perché questi dati arrivino alla concorrenza. La società che fa le rilevazioni lo fa solo in funzione dei desiderata e dei quesiti del committente.
Se la committenza dovesse incaricarla di una indagine da dare al pubblico indistinto, l’azienda seria di rilevazione direbbe
: aspetta, se è questo l’uso, debbo modificare le modalità di rilevazione, non sono strutturata per dare risultati da dare in pubblico; se hai bisogno di dati da dare al pubblico indistinto c’è l’ISTAT.
Se il committente usa i dati della rilevazione non per avere risposta ai propri personalissimi quesiti ma per farne un uso pubblico e strumentale commette due scorrettezze.
La prima scorrettezza nei confronti del rilevatore statistico al quale non ha comunicato che ne avrebbe fatto un uso improprio.
La seconda scorrettezza, più grave, nei confronti dell’opinione pubblica alla quale ha sciroppato una rilevazione senza dare la possibilità di verificare la bontà del metodo della rilevazione. Se si dovesse continuare ad usare in modo improprio questa tendenza arriveremmo ad annullare completamente l’utilizzo delle rilevazioni statistiche. Ciascuno se ne farebbe una propria. La novità di questi giorni ci porta a prevedere che questo utilizzo improprio rischia di essere istituzionalizzato.
L’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) fino ad oggi aveva un crisma e modalità di indagine scientificamente consolidate ed aveva una valenza che le derivava dall’essere un ente pubblico, fra poco sarà una società di rilevazione come le altre.
Tutta la parte del lavoro relativo alle rilevazioni sarà affidato ad una ditta privata ed esterna all’ISTAT.
Se questo comporterà una perdita di affidabilità è un argomento che non interessa a nessuno.

(continua)

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