Politically under: il punto di vista

Antonella Ardito

Intervista a Domenico De Santis, per capire le differenze tra Emilab e Giovani Democratici

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La questione tutta under 30, tra feste e correnti, primarie e schieramenti ha tenuto banco nei giorni passati. Emilab versus Giovani Democratici, scintille e poi proclami di amore futuro, vendette da servire fredde dopo il 25 ottobre o buone intenzioni per provare a risanare il Partito democratico. Qualche spiegazione l’abbiamo chiesta a Domenico De Santis, 27 anni, giovane uomo di partito, apertamente schierato con Blasi e con Bersani. Attendiamo altre giovani ma consapevoli visioni da parte del Pd.

I giovani del Partito Democratico sono divisi nelle varie correnti per le primarie del 25 ottobre. Rispondono alle strategie dei loro padri o pensano di fare più velocemente carriera?
Io sono dirigente del Pd provinciale, non sono un iscritto ai Giovani Democratici. Io ho seguito comunque la loro discussione interna: tra loro hanno idee diverse, e sono rappresentate sulle diverse mozioni del partito. Non è vero che sono tutti schiacciati sulla candidatura di Sergio Blasi. Io invece vorrei porre una riflessione ai ragazzi di Emilab. Loro sono stati promotori del progetto dei 30 mila posti di lavoro del candidato sindaco Michele Emiliano. Ora perché i ragazzi di Emilab non chiedono a colui che è diventato sindaco e che è candidato alla segreteria regionale del Pd di occuparsi solo della città di Bari e di quella grande promessa? Servono risposte concrete ai giovani di questa città, molti di loro sono disoccupati e precari: ecco perché c’è bisogno di Michele Emiliano sindaco di Bari a tempo pieno.

Cosa ha sbagliato Michele Emiliano nel rapporto con i giovani democratici?
Eletto sindaco, Emiliano chiese ad Emilab di essere la sua spina del fianco. Questa cosa non è successa, i ragazzi di Emilab non hanno detto nulla, non hanno chiesto al sindaco di essere primo cittadino a tempo pieno. Due settimane dopo ci fu una critica a mezzo stampa di Angelo Petrosillo, segretario regionale dei giovani democratici: ci fu una reazione scontrosa di Michele Emiliano. Io invece credo che la critica sia utile, l’accetto e la chiedo anche io, che rappresento il partito su base provinciale. Non bisogna essere appiattiti sulle correnti e sugli uomini. Ricordiamoci che senza critica sfociamo nel populismo e poi nella dittatura.

Ma Angelo Petrosillo ha alzato la testa solo ultimamente perché teme di essere defenestrato dal suo ruolo in caso di vittoria di Michele Emiliano?
Emiliano è segretario regionale del Pd ed è candidato, Petrosillo è segretario regionale dei giovani democratici. Chiariamo una cosa: chi è iscritto al Pd ed è sotto i 29 anni non è automaticamente iscritto ai giovani democratici, chi è iscritto ai giovani democratici non è automaticamente un iscritto del Pd. Sono due realtà collegate ma distinte, Michele Emiliano non può influenzare le scelte della giovanile.

Quanto ha speso la corrente Bersani-Blasi per la propaganda delle primarie del 25 ottobre?
Ad oggi sono stati spesi 4mila e 500 euro su base regionale per i manifesti. A Bari e in tutta la Puglia ci sono pochi manifesti con Blasi e Bersani: il regolamento del partito, votato anche da Michele Emiliano, prevede che non si sprechi denaro del partito o dei singoli durante le primarie. Dall’altra parte io credo che si sia speso molto di più: ho vissuto la campagna elettorale di Michele Emiliano, ho visto che per affiggere un 6×3 si spendono almeno 400 euro. Io credo che ci sia una differenza mostruosa. Questa non è solo una questione etica, Michele sta violando il regolamento.

Qual è il limite dei ragazzi di Emilab, pronti a sostenere Michele Emiliano anche per queste primarie?
Emilab è stato un grande progetto politico, Michele Emiliano ha aggregato i ragazzi attorno ad un progetto politico di riqualificazione e di crescita della città. Il loro entusiasmo è eccezionale, ha permesso la candidatura di tante giovani persone. Questo è volontariato politico, ma anche i giovani democratici fanno volontariato politico: loro lo fanno da anni e tutti i giorni, montano palchi anche loro, fanno proposte e diventano consiglieri e poi assessori nei comuni della Provincia.

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Commenti

  • zagreo555 (utente non verificato)

    Giovin signori di Emilab,mi spiegate cosa centra”la riflessione politica” con le discoteche e qualcos’altro che immagino?Mi dite di quante ore è la giornata di Michelone Sindaco/Segretario/Presidente?Mi dite perchè questa spasmodica libine di potere?Il Sindaco di una città come Bari,appena si alza ha mille problemi sul tavolo.Buon senso vorrebbe che si dedicasse ad essi per risolverli alla men peggio.Invece ci ha preso gusto,come il sodale Vendola,all’orgia di potere!E poi lo chiamano servizio!

  • wadirum (utente non verificato)

    Da cittadino barese ho seguito l’evoluzione di Emilab, un gruppo di giovani pieni/e di entusiasmo e passione per la città. Vogliamo dare tempo al tempo? Possibile che tutti montino subito in cattedra per tagliare le gambe a chi in questa benedetta città s’impegna in prima persona? Ho un po’ di anni sulle spalle e sono avvilito nel vedere sempre i soliti tromboni (anche i “giovani” clonati); facciamo spazio a chi ha un po’ di creatività e (grazie a Dio) di competenze NON VERBALI!!!

  • Lorenzodago (utente non verificato)

    Grazie a wadirum per la stima.
    Parlando a nome di Emilab, posso dire a zagreo che la maggior parte di noi frequenta le discoteche davvero poco, se non per niente: ciò non significa che le discoteche siano delle specie di ghetti impolitici. Chi crede nella democrazia non può decidere a priori di escludere e disprezzare un luogo di aggregazione e un fenomeno sociale importante come la discoteca. E’ una visione della politica inclusiva che, mi rendo conto, stenta a farsi strada.