‘Guarda in faccia la violenza’, sagome umane raccontano l’omofobia

Michele Falcone
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Il progetto Guarda in Faccia la Violenza (GFV) è un evento di sperimentazione culturale e di animazione sociale che ricorre allo spazio pubblico, allo scopo di far emergere in contesti diversi il tema della violenza omofobica e soprattutto lesbofobica. Quello che vedi sono quindici sagome a grandezza naturale che raccontano altrettante storie di violenza subita da donne lesbiche e uomini gay. Create da Barbara Marzocchi e Catia Campo, le sagome hanno un volto, abiti, portano oggetti che le caratterizzano, fanno parlare donne e uomini in carne e ossa che ogni giorno vivono storie di violenza solo perché sono quello che sono. L’evento usa lo spazio pubblico per raggiungere tutte e tutti, per informare e sensibilizzare, per creare consapevolezza e per spingere alla reazione, per dire che lesbofobia e omofobia sono un problema di tutta la società e che insieme dobbiamo pretendere un cambiamento nella vita quotidiana come nelle leggi dello Stato.

Il progetto è nato dalla collaborazione tra ReteDonne Arcigay e ArciLesbica e le donne del Collettivo “Un desiderio in Comune”in occasione del BolognaPride 2008; nel corso del 2009 Guarda in Faccia la Violenza è diventata una vera e propria campagna di comunicazione sociale. L’evento continuerà il proprio viaggio nelle città italiane per agire come strumento di visibilità dei fenomeni di violenza e discriminazione omofobica e lesbofobica, per proseguire l’opera di sensibilizzazione e l’azione culturale delle associazioni promotrici e per rivendicare una legge contro lesbofobia e omofobia.

Il nuovo lancio di Guarda in Faccia la Violenza nell’autunno 2009 in Puglia e in Campania, è in partnership con la campagna Europea For Diversity Against Discrimination (FDAD), organizzata a livello paneuropeo dalla Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Pari Opportunità della Commissione Europea. La campagna FDAD si pone l’obiettivo di combattere le discriminazioni, siano esse legate all’orientamento sessuale, all’età, alla disabilità, alla razza o origine etnica, alla religione o al credo. Inoltre, intende informare i cittadini sui loro diritti e i loro doveri in relazione alle norme UE sull’anti-discriminazione, così come promuovere i vantaggi della diversità negli ambienti di lavoro.

Il Report sulla situazione sociale e legale delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender in Europa, pubblicato nel giugno 2009 dall’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali, presenta una drammatica situazione italiana, che vede l’assenza di una legge contro omofobia, lesbofobia e transfobia. Il movimento LGBT chiede da anni l’estensione all’orientamento sessuale e all’identità di genere della cosiddetta “legge Mancino”, la legge 205/1993 “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”, come primo passo, necessario anche se non sufficiente, per sviluppare azioni concrete di prevenzione e di lotta al pregiudizio.

A questo link la notizia della settimana contro la violenza nelle scuole e del protocollo siglato da carfagna/gelmini, che non considera affatto l’omofobia tra le motivazioni di bullismo e di violenza da prevenire (solo genere razza religione) http://www.cismai.org/NewsDettaglio.aspx?ID=10

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Commenti

  • sanspapier (utente non verificato)

    Non è da Carfagna e Gelmini, due ministre prese in prestito da qualche parte, firmare un protocollo dove sia ben chiaro che è autentica violenza anche quella contro omosessuali, lesbiche e trans. Ci vogliono ministri che abbiano grande coraggio civile e che sentano veramente sulla loro pelle le violenze perpetrate sui gay ecc. Spunterà qualcuno di questa pasta?