Disabili pronti al lavoro: il Comune non risponde
Quattro “visite” in ufficio, numerose mail e centinaia di telefonate (rimaste sempre senza risposta) non sono bastate a convincere i funzionari degli Uffici del Settore Personale del Comune di Bari a fornirci i dati che la redazione di Barilive ha richiesto quasi due mesi fa per l’inchiesta sull’applicazione della Legge 68 del 1999.
Non nascondo che quando il 4 settembre ho fatto il mio primo ingresso nelle stanze di viale Ballestrero, pensavo (come si suol dire) di andare a colpo sicuro: l’inchiesta sarebbe partita senza grossi inghippi, perché il Comune di Bari, stando a fonti attendibili, sembra rispetti gli obblighi della legge e copra la percentuale del 7% di disabili assunti.
"Noi eravamo in regola già con l’obbligo al 25% della Legge 482 del 2 aprile del 1968 – mi rassicura G.S., uno dei responsabili della Ripartizione Personale – si figuri se non lo siamo ora che la soglia dell’obbligo si è abbassata", e mi elenca una serie di iniziative che il Comune promuove a sostegno dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
Il quesito che pongo al Comune, così come alla Regione e agli altri enti pubblici che ho intercettato per l’inchiesta, è semplice: siete in regola con le assunzioni dei disabili previste dalla legge? Se la risposta è sì (cosa che qualsiasi cittadino si aspetta), è possibile fornirci qualche dato numerico in modo che noi possiamo verificare anche, anno per anno, cessazioni del rapporto lavorativo, pensionamenti e nuove assunzioni?
Assolutamente lecito, crediamo. E invece, in barba alla tanto sbandierata “trasparenza” delle istituzioni, dopo una serie di rimandi, non risposte, rinvii a date da destinarsi, ci viene detto che stiamo chiedendo “dati sensibili”.
Da quando una cifra numerica è un dato sensibile? Forse lo diventa nel momento in cui un funzionario che ha a disposizione una lista dei nomi e cognomi dei disabili assunti non vuole “prendersi la briga” di estrapolare da questo elenco, semplicemente, un numero.
Lungaggini burocratiche, scarsa flessibilità e assenza di dialogo con i cittadini sono le “brutte bestie” contro cui combatte chi cerca di innovare e riorganizzare le nostre amministrazioni, e sono questi i problemi contro cui ci siamo ancora una volta scontrati (fatto paradossale, a mio avviso, visto e considerato che il Comune da questa inchiesta poteva averne un ritorno positivo in immagine).
L’utilizzo a cui i dati in questione erano destinati costituisce un’ulteriore aggravante alla negligenza dei funzionari contattati: l’informazione, non dimentichiamolo, è uno strumento fondamentale, democratico di garanzia per i cittadini.
Aspettiamo che il Comune di Bari corra ai ripari.
Commenti
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In quanto a a questo articolo e bene che Barilive intervista Gli X Assessori
al Personale Sig. Pasquale DI RELLA e A. Rinella. E le Associazioni Sindacali che oltre ad essere diventati diigenti sono anche dirigenti Sindacali. Per di più l’Inseggna della Ripartizione del Personale non ce più, e il portone resta chiuso, come all’Ingresso e sempre stato privo del custode (Portinaio, Usciere).- (SEGUE). -
Barilive molti dipendenti Comunali del posto che occupano credo che dovrebbero ringraziare la disabilità, o di non aver dato assistenza, agli disabili, in quanto il ruolo era di addetti alle assistenza, che di seguito sono diventati amministratori, se cosi fosse hanno fregato chi aveva titoli in materia di Amministratori e ai disabili. (vedasi concorso interno dei 19/03/2009.
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Già,si riempiono la bocca di”trasparenza” ma poi nei fatti sono “sepolcri imbiancati” e li abbiamo al Comune, alla Provincia e alla Regione.Signori:giù la maschera!






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