Perché mi candido? Una risposta under 30
È una domanda che molti di voi mi stanno ponendo in queste ore. Non è proprio facile da spiegare. La massima ambizione di chi oggi si affaccia alla politica è quella di diventare rappresentante istituzionale.
Io mi candido per sostenere Pierluigi Bersani a segretario nazionale del Partito Democratico. Un ruolo di direzione politica in un momento in cui tutti rifuggono dall’impegnarsi in quello che un tempo era tra i luoghi di emancipazione degli individui e che oggi viene vissuto come una scorciatoia per raggiungere ambizioni individuali: il partito.
Voglio credere ancora che si possa dare un senso a questa storia!
Una vecchia canzone di Gaber recitava: “Libertà è partecipazione”. Oggi tutto questo sembra tramontato ma non ci dobbiamo rassegnare. Occorre lavorare per trasformare tante storie individuali in un grande progetto, una grande ambizione collettiva.
Per queste ragioni è importante ritornare alla politica, invadere i partiti con la nostra presenza e far sentire la voce della gente comune.
Questo è il mio pensiero da sempre, dall’età di 14 anni, da quando mi iscrissi per la prima volta al Pds ho sempre lavorato per affermare questi principi.
Ho cercato di influenzare le scelte dei leader locali e ho utilizzato tutte le mie energie per contribuire a dar forza al progetto del Partito Democratico. Il Partito che ho sognato e che sogno non deve sdoganare semplicemente le culture politiche del novecento, ma mettere a disposizione le culture progressiste dell’Italia repubblicana per affermare una nuova idea di società: quella che deve vedere protagonista la mia generazione.
Noi giovani, viviamo in una società che presenta tante diversità da quella che ha visto protagonisti i nostri genitori. Quest’ultima era fondata sull’idea del lavoro “fisso” e sulla certezza del reddito.
Noi, invece, siamo sottoposti alla precarietà nel lavoro e alla totale assenza di garanzie. Tutto diventa così profondamente incerto.
La domanda ricorrente è: “cosa sarà di noi, quale prospettiva per le nostre vite”. I nostri salari non ci consentono di comprare casa e spesso nemmeno di emanciparci dalle nostre famiglie. Gli affitti sono alti e quando ci innamoriamo, o confidiamo nei sacrifici dei nostri genitori o dobbiamo rinunciare all’idea di “mettere su famiglia”!
In Italia la mobilità sociale è pari allo zero e così chi di noi studia, spesso, si vede superato “dai figli di”, quelli che finiscono generalmente per occupare i posti nelle università, nelle professioni, nella vita lavorativa in generale, umiliando ogni valutazione meritocratica. Ed allora si rinuncia ai sogni, agli studi, e si da priorità al portare “quattro soldi” a casa, talvolta migrando al nord o all’estero per vedersi finalmente riconosciuti i propri meriti.
Chi di noi decide di aprire un’attività deve scontrarsi con le banche che non finanziano idee vincenti, con le istituzioni che quando erogano risorse per start-up pongono paletti quasi invalicabili. E’ così che in troppe occasioni le nostre idee progettuali vengono accantonate.
Chi di noi si reca in ospedale deve fidarsi del medico che ha dinanzi sapendo che molto spesso è la politica e non la capacità professionale a determinare l’accesso a tali postazioni.
Tutto ciò deve finire e i partiti devono stare più lontano possisibile da decisioni che rischiano di pregiudicare la salute delle persone!
Il lavoro che ci aspetta è assai duro ma altrimenti perché dar vita al Pd rinunciando alla gloria e ai fasti dei partiti dell’Italia della prima Repubblica? Il nostro Paese è in forte ritardo rispetto alla media europea di crescita scoiale, culturale ed economica.
Vorrei contribuire a liberare le tante energie che noi giovani possediamo.
Vorrei che le menti migliori possano rimanere qui a far crescere il nostro territorio.
Vorrei che il merito venga premiato.
Vorrei che il Partito Democratico decida, una volta per tutte, di mettere al centro della propria agenda politica i problemi reali delle persone.
Vorrei che i leader politici non pensassero solo a vincere le elezioni ma a cosa fare il giorno dopo delle vittorie.
Recarsi nelle sedi del pd e votare per le liste a sostegno di BERSANI e BLASI domenica 25 ottobre, significa ribellarsi a queste ingiustizie e chiedere di cambiare per non tornare indietro.
Da anni mi impegno per questo e Vi chiedo di sostenermi per dar forza alle nostre idee.
L’enorme affetto dimostratomi in queste ore da tanti amici, da tanti militanti e sostenitori del Pd mi conforta per la scelta che ho assunto.
Un partito nazionale può cambiare le nostre vite e può cambiare la società… possono sembrare solo belle parole, ma se saremo in molti il 25 ottobre le stesse potranno tradursi in realtà!
Domenico De Santis – Candidato n° 2 Lista Bersani – collegio Bari città
Commenti
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me lo domando anch’io, ma perchè vi candidate?
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La mia fede indiscussa sulla mozione Bersani,caro De Santis, incomincia avacillare se dopo i tuoi tanti, troppi vorrei,arrivi alla conclusione di votare per Blasi,tradendo dico letteralmente tradendo il nostro Emiliano, l’unico vero interprete di una politica pulita che tenta, con generosità di far saltare i dicKat del tuo ledaer Massimo,a cui ossequisamente
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vedo che ti adegui.Registro con dispiacere che malgrado la Tua giovane età, hai capito che in Puglia, per diventare Cardinale bisogna schierarsi sempre dalla parte del più forte e mai dalla parte di chi con generosita e spirito di servizio vuole scardinare questo sistema ormai logoro, intriso di troppi compromessi e poca trasparenza.
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Solosole… La Limpidezza tradita dal tuo Michele Emiliano, e suoi delegati e di una valenza di personalità super Vergognosa. Ecc. Ecc. Vedi anche la recente Trasmissione di Anno Zero del 01 ottobre 2009. Vedi il mandato dato all’avvocatura per sanare i due licenziamenti “premedtati” anche in violazione al dlg. 165/2001. e della legge 30070 dignità del lavoratore.
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l’amico solosole deve sapere che noi non facciamo nessun tradimento all’amico Michele Emiliano ma gli diciamo solo di fare solo il SINDACO DI BARI e di continuare a fare questa attivita’ meglio dei primi 5 anni.
Il resto e’ ricerca di maggior potere e non vuol dire niente far saltare il dicktat del tuo leader Massimo perche’ D’alema non ha bisogno di Emiliano per continuare la sua attivita’ Politica -
Caro De Santis quella sviolinata verso la voce della gente all’interno delle sedi di partito somiglia tantissimo alla vecchia demagogia del secolo scorso. Ma quando mai la gente comune è stata ascoltata all’interno delle sedi di partito, dove già tutto è deciso ed alla gente comune non resta che annuire ed ingoiare il rospo? Scusa ma mi sembri l’ennesimo furbetto che si sente più furbo di tutti.
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Anch’io mi auguro qualcosa dall’evento del 25 c.m. 1)Che non sia un’operazione gattopardesca. 2)Che non serva solo a fare ammuina o peggio ancora ad autofinanziarsi.3)Che Blasi possa fare una vera “tarantolata” alla Serracchiani maniera e non il manichino anovrato. 4)Che Michelone pasticcione possa concentrarsi a fare bene,se gli riesce, il sindaco di Bari. 5)Che si possa mettere in piedi per il csx un progetto forte che possa suscitare una minima di possibilità di vittoria.






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