Corrado Guzzanti show, grande successo al Teatroteam
Satira doc a 360°: il finale è da non perdere
Possiamo dirlo forte: Corrado Guzzanti è un patrimonio della nostra cultura. Perché definirlo soltanto un comico o un attore satirico diventa riduttivo. Nel suo genere è un artista assolutamente versatile, amaro, cinico, pungente, spassoso, unico. Lo ha dimostrato negli anni. E non solo per la sua satira antiberlusconiana (ne ha davvero per tutti).
Per quasi due ore e trenta minuti è riuscito a tenere incollato ai loro posti il pubblico barese del Teatroteam, cui non è rimasta neanche una poltrona libera (per gli assenti: la replica si terrà il 1 dicembre).
Una carrellata di personaggi, i suoi più famosi e probabilmente quelli cui è più affezionato, hanno sfilato sul palco uno a uno. Il via è affidato a un Tremonti rintanato nella sua corte a fantasticare con la sua finanza creativa, mentre il popolo, fuori dai cancelli, chiede di poter mangiare. Tra un taglio e l’altro alla cultura, si giustifica spiegando che le rappresentazioni teatrali propongono la stessa storia da sempre. Come per la Traviata: “La baldracca è morta di tisi, lo sanno tutti”.
A tenere insieme tutte le caricature, una trasmissione televisiva a due tra il disfattista presentatore-giornalista e il pacato prete (interpretato da un spalla fenomenale come Marco Marzocca) intento a cercare il dialogo con i giovani “per salvarli dalla droga e avvicinarli al Signore”.
Pian piano intervengono Bertinotti, leader politico più attratto dagli ‘scherzetti’ con i suoi compagni che dalle sorti del Pese, Di Pietro, imitazione più somigliante all’ex pm di Mani pulite dell’ex pm stesso, Padre Pizzarro, teologo del vaticano che svela con naturalezza una serie di menzogne storiche della dottrina cattolica, la biondissima e strampalata presentatrice di Rieducational Channel Vulvia e il messia del ventunesimo secolo Quèlo, personaggio di assoluto successo ancora oggi a distanza di più di dieci anni dalla sua nascita.
Lo spettacolo è arricchito da Caterina Guzzanti, sorella minore di Corrado. A lei (come accadrebbe alla vera Gelmini) è toccato l’ingrato compito di prendersi, nei panni della ministra, “una serie di vaffanculo” nell’attesa della fine del puttan tour degli ‘altri’ della sua parte politica.
Il finale, dolcissimo per la scelta del personaggio e amarissimo per la morale, è da manuale. Dall’aldilà Gianfranco Funari commenta un paradiso che tanto paradiso poi non è. Sporcizia, caos, costo della vita insostenibile e scimmie che fanno i propri bisogni dall’alto degli alberi.
Insomma, non proprio la pace dei sensi. Anzi. Una realtà alquanto aspra e molto simile al momento storico che sta attraversando l’Italia. Senza considerare ciò che il futuro le riserva.
Commenti
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Più che satira a 360°,sembra satira a senso unico.Ma tanto si sa …
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Beh, dall’altra parte avete Emilio Fede & company che fanno satira …
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Grande Corrado: peccato che me lo sia perso!






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