Scudo fiscale, domande e risposte

Mariano Leone

Il provvedimento varato dal governo Berlusconi consente di rimpatriare o meglio di regolarizzare le attività finanziarie o patrimoniali detenute all’estero alla data del 31 dicembre 2008

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Diciamocelo,
proseguiamo a rispondere ai quesiti del popolo di Bari Live facendo una premessa secondo me degna di nota. Per dovere professionale ricevo richieste di utilizzo dello scudo da chi non è obbligato a farlo. Si tratta quasi sempre di genitori con figli all’estero che hanno trasferito denaro in conti esteri. Vorrei tranquillizzare che se regolarmente monitorata e registrata nell’apposito quadro della dichiarazione dei redditi non debbono sentirsi in colpa nel non fare nulla. Lo scudo fiscale non è diretto a loro. Ma mi commuove il loro eccesso di zelo. Vorrei inoltre avvertire che prima di procedere alla attivazione dello scudo, come forse suggerito semplicisticamente da alcuni, di verificare se sia il caso di non farsi prendere da sensi di colpa.

Piccoli evasori e grandi evasori.
Ho avuto il fermo macchina per alcune bollette non pagate, anzi ritengo di non averle neppure ricevute. Ho perso tempo e denaro per sanare il fermo.
Perché a me non è consentito quello che ai grossi evasori viene consentito con lo scudo fiscale?
G.L. Bari

Ho un piccolo negozio. La mia attività commerciale non va molto bene ma continuo a pagare le tasse. Ho avuto un accertamento per uno scontrino di 2 euro non emesso per distrazione.
Mi sento molto stupida quando sento che ai grossi evasori vengono concessi condoni mentre la sottoscritta continua a pagare regolarmente le tasse nonostante la crisi.
A.L. Bari

In effetti il fisco ha esasperato l’attività di riscossione con provvedimenti come le ganasce fiscali, ai limiti della legalità. Non sono in grado di dire come funziona in altri paesi ma credo che dare alla cartella esattoriale efficacia esecutiva sia un atto di non eccelsa civiltà giuridica.
Questa durezza nella riscossione del fisco cozza con i provvedimenti dello scudo fiscale ma fa parte di una visione politica che vede l’amministrazione forte con i deboli e accondiscendente con i forti.

Viaggiamo con una evasione fiscale che pare collocarsi intorno ai 250 miliardi di Euro ma non vedo nessun provvedimento serio per la lotta all’evasione.
Gli ultimi provvedimenti efficaci risalgono alla gestione di Visco che era scomodo sia alla sinistra che alla destra ed infatti è stato liquidato con soddisfazione di tutti.
Abbiamo anche esponenti del governo che hanno incitato allo sciopero fiscale, esponenti che coincidono con quelli che hanno proposto lo scudo fiscale. Non si tratta di posizioni politiche ma di scadente civiltà giuridica.

A chi serve lo scudo?
Ho l’impressione che si stia troppo drammatizzando lo scudo fiscale. Forse manchiamo di realismo. Forse il ritorno di capitali può servire a rifinanziare le imprese in difficoltà. Ne stiamo facendo solo una campagna politica.
G. L. Bitonto

Ritorno sull’aspetto del rimpatrio delle risorse. Non è così come viene presentato, lo scudo. Non necessariamente comporterà il rimpatrio di capitali.
Il rimpatrio dei capitali è previsto solo se i capitali si trovano in paesi con i quali l’Italia non ha scambio di informazioni.

In tutti gli altri casi, e secondo la mia limitata esperienza sono la gran parte, la maggioranza di capitali illegali si trova in paesi verso i quali esiste questo regime di scambio. Tenere denari in paesi completamente non riconosciuti da rapporti internazionali rende pericolosa la detenzione.
Inoltre colui che trasferisce capitali all’estero viene definito “viaggiatore fiscale”. Sposta i propri capitali continuamente alla ricerca di paesi a fiscalità ridotta. Li sposta back to back (estero su estero) quindi è attrezzato per una mobilità dei capitali accelerata. I capitali fermi in paradisi fiscali sono solo un parte che di solito coincide con la cassaforte di famiglia, la maggior parte dei capitali si muove continuamente.
Lo scudo fiscale riguarda i depositi alla data del 31/ 12/ 2008. La veridicità della data e del paese effettivo ritengo che possa essere manovrata in funzione della possibilità di utilizzare lo scudo fiscale senza dover rimpatriare i capitali. Ma si tratta di una mia illazione.
Ipotizziamo pure che i capitali rientrino ( si prevede per una cifra da 3 a 5 miliardi di euro).
La somma recuperata dalla fiscalità italiana non potrà essere dedicata ad interventi permanenti.
Insomma, non potrà essere dedicata per esempio a rinnovi dei contratti dei dipendenti pubblici perché si tratta di una una tantum, una entrata eccezionale che non è possibile dedicare ad interventi strutturali.

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