Bari calcio: cosa va e cosa non va

Campionato comunque soddisfacente sin qui
Approfittiamo della sosta prima della gara contro il Chievo Verona dell’ex Marcolini per fare il punto sul campionato sin qui disputato dal Bari, cercando di rimarcare aspetti positivi e negativi dell’inizio di stagione biancorosso.
COSA VA:
a) l’organizzazione di gioco: il Bari è una squadra ben messa in campo. Ognuno sa qual è il ruolo che deve ricoprire, e raramente “sgarra”, evitando di occupare zone di competenza altrui ;
b) il gioco sulle fasce: così come con Conte, anche stavolta con Ventura. Alvarez a destra e Rivas, ancor meglio di Allegretti, a sinistra. Il gioco sulle corsie esterne è ampio e i due laterali, come da protocollo, si trasformano in due attaccanti aggiunti ;
c) la tenuta difensiva: era il principale rischio, ma i due giovani centrali difensivi, Ranocchia e Bonucci, Cagliari a parte, hanno sorpreso tutti con prestazioni autorevoli e confortanti
d) l’atteggiamento in trasferta: uscire due volte su due indenni da San Siro è cosa non da poco, specialmente ove si consideri che in entrambe le partite si poteva anche vincere. La squadra comunque fuori casa sembra maggiormente a suo agio ;
e) l’esperienza del mister: Ventura contro le grandi dimostra di avere saggezza tattica, mettendo con le sue mosse in difficoltà il collega avversario ;
f) il contributo di Donati: per essere un nuovo arrivo è diventato subito il leader del centrocampo, coordinando la manovra, andando al tiro, e fornendo un vasto repertorio in termini di esperienza
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COSA NON VA:
a) le poche vittorie: il Bari, rispetto a quanto produce, segna troppo poco. Kutuzov dopo la gara d’esordio non si è più ripetuto, Sforzini non è praticamente mai pervenuto, Greco ora inizia ad affacciarsi in squadra, Barreto, a lungo infortunato, si è ripreso così così, e comunque lontano parente finora del cecchino dello scorso campionato, e Meggiorini, infine, sbatte contro pali e imprecisione sotto porta ;
b) l’atteggiamento in casa: contro Bologna, Cagliari e Catania il Bari ha dimostrato di non saper sviluppare una trama continua e fatica contro avversari abbottonati dietro e soprattutto ben coperti a centrocampo ;
c) la mancanza di varianti tattiche: è vero, ci sono un sacco di infortunati, però v’è comunque la possibilità di mutare talvolta veste tattica, magari con l’inserimento di un trequartista dietro (possono farlo all’occorrenza anche Allegretti, Almiron, Rivas e Langella), aspettando il rientro di Donda ;
d) la poca spinta dei terzini: il Bari sfonda sulle fasce, ma non con i terzini. A sinistra un pizzico di più, ma a destra il volenteroso A. Masiello, oltre a coprire, si vede che ha limiti in fase di corsa e di cross. In certe partite in casa, correndo il rischio di sbilanciarsi troppo, la spinta dei terzini da dietro potrebbe essere un ingrediente fondamentale
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