Bari calcio: cosa va e cosa non va

Christian Montanaro

Campionato comunque soddisfacente sin qui

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Approfittiamo della sosta prima della gara contro il Chievo Verona dell’ex Marcolini per fare il punto sul campionato sin qui disputato dal Bari, cercando di rimarcare aspetti positivi e negativi dell’inizio di stagione biancorosso.

COSA VA:

a) l’organizzazione di gioco: il Bari è una squadra ben messa in campo. Ognuno sa qual è il ruolo che deve ricoprire, e raramente “sgarra”, evitando di occupare zone di competenza altrui ;
b) il gioco sulle fasce: così come con Conte, anche stavolta con Ventura. Alvarez a destra e Rivas, ancor meglio di Allegretti, a sinistra. Il gioco sulle corsie esterne è ampio e i due laterali, come da protocollo, si trasformano in due attaccanti aggiunti ;
c) la tenuta difensiva: era il principale rischio, ma i due giovani centrali difensivi, Ranocchia e Bonucci, Cagliari a parte, hanno sorpreso tutti con prestazioni autorevoli e confortanti
d) l’atteggiamento in trasferta: uscire due volte su due indenni da San Siro è cosa non da poco, specialmente ove si consideri che in entrambe le partite si poteva anche vincere. La squadra comunque fuori casa sembra maggiormente a suo agio ;
e) l’esperienza del mister: Ventura contro le grandi dimostra di avere saggezza tattica, mettendo con le sue mosse in difficoltà il collega avversario ;
f) il contributo di Donati: per essere un nuovo arrivo è diventato subito il leader del centrocampo, coordinando la manovra, andando al tiro, e fornendo un vasto repertorio in termini di esperienza

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COSA NON VA:

a) le poche vittorie: il Bari, rispetto a quanto produce, segna troppo poco. Kutuzov dopo la gara d’esordio non si è più ripetuto, Sforzini non è praticamente mai pervenuto, Greco ora inizia ad affacciarsi in squadra, Barreto, a lungo infortunato, si è ripreso così così, e comunque lontano parente finora del cecchino dello scorso campionato, e Meggiorini, infine, sbatte contro pali e imprecisione sotto porta ;
b) l’atteggiamento in casa: contro Bologna, Cagliari e Catania il Bari ha dimostrato di non saper sviluppare una trama continua e fatica contro avversari abbottonati dietro e soprattutto ben coperti a centrocampo ;
c) la mancanza di varianti tattiche: è vero, ci sono un sacco di infortunati, però v’è comunque la possibilità di mutare talvolta veste tattica, magari con l’inserimento di un trequartista dietro (possono farlo all’occorrenza anche Allegretti, Almiron, Rivas e Langella), aspettando il rientro di Donda ;
d) la poca spinta dei terzini: il Bari sfonda sulle fasce, ma non con i terzini. A sinistra un pizzico di più, ma a destra il volenteroso A. Masiello, oltre a coprire, si vede che ha limiti in fase di corsa e di cross. In certe partite in casa, correndo il rischio di sbilanciarsi troppo, la spinta dei terzini da dietro potrebbe essere un ingrediente fondamentale

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