Farmatruffa, la prescrizione è dietro l’angolo

Antonio Scotti

Si rischia un allungamento dei tempi processuali per via della sostituzione dei giudici a latere

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Tutto daccapo. Il processo di primo grado, cominciato a Bari nel novembre 2008, sulla presunta farmatruffa da 20 milioni di euro ai danni del servizio sanitario nazionale, rischia di dover cominciare dall’inizio. La probabilità si trasformerà in certezza la prossima settimana, quando dovrebbero essere sostituiti i due giudici a latere del collegio giudicante, che si trasferiranno presso un’altra sezione.

Se ciò dovesse accadere, il pubblico ministero inquirente, Ciro Angelillis, dovrà ancora una volta citare tutti i testimoni d’accusa, già ascoltati, e farli deporre dinanzi al nuovo collegio. Una situazione che determinerà un allungamento dei tempi tale da impedire una chiusura del processo prima della fine dell’anno, data utile ad evitare la prescrizione dei reati che entrarà in vigore a partire dal 2010 su buona parte dei capi d’accusa di cui sono imputati i 101 rinviati a giudizio (nel 2008, uno di questi decise di patteggiare la pena e quattro sono stati prosciolti). Tra gli imputati ci sono medici, chirurghi, farmacisti, fisioterapisti, informatori scientifici di note case farmaceutiche anche multinazionali (Abbott,  Biofutura Pharma, Bracco, Pharmacia & Upjohn, Recordati spa, Astrazeneca spa, Novartis Farma spa, Copernico Farmaceutici, Kedrion, Valeass, Ipsen, Glaxo, Pfizer Italia, Schering Plough, Keryos, Bristol Myers Squibb, Almirall Prodesfarma, Promedica srl). A vario titolo sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa di corruzione, falso, riciclaggio e comparaggio.
Secondo l’accusa, alcuni medici di famiglia per prescrivere farmaci all’insaputa dei pazienti avrebbero ricevuto denaro e altri favori da informatori scientifici. Il tutto con la complicità dei farmacisti. Quest’ultimi, infatti, dopo aver ricevuto la prescrizione medica, avrebbero staccato la fustella da ogni confezione di medicinale e successivamente avrebbero gettato nella spazzatura i farmaci. In questo modo i farmacisti arrivavano ad ottenere rimborsi anche sui medicinali salvavita, il cui prezzo è nell’ordine di centinaia di euro a confezione. Le case farmaceutiche Pfizer, Astrazeneca, Lusofarmaco, Novartis, Recordati, Bracco, Bristol Myers Squibb, Biofutura, Glaxosmitkline hanno patteggiato la pena versando 7,120 milioni di euro, di cui quasi tre destinati alla Regione Puglia.

Intanto proprio oggi un medico 55enne di Molfetta è stato arrestato con l’accusa di aver inquinato le prove. Il provvedimento scadrà il 12 ottobre prossimo. Secondo i giudici tutti i pazienti dell’imputato hanno reso nell’udienza del 28 settembre scorso "dichiarazioni assolutamente contrastanti con quanto affermato nel corso delle indagini preliminari, a volte giustificando tale difformità sulla base della circostanza che all’epoca il teste ricordava peggio rispetto all’attualità". Gli interrogatori saranno completati il 12 ottobre prossimo. Da qui la decisione dei giudici di chiedere i domiciliari per un tempo così ristretto.

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Commenti

  • LUREAL (utente non verificato)

    Altro che truffa presunta,se le case farmaceutiche patteggiano e offrono oltre SETTE milioni di euro!!!Si tratta di associazione per delinquere,con tutte le aggravanti relative…si tratta di gent danarosa,tipo farmacisti e medici e di gente MOLTO danarosa,come i galantuomini delle case farm…che sporcaccioni!Come li vorrei vedere in galera questi miserabili che sfruttano i mali altrui…ma siamo in Italia!LUREAL

  • zagreo555 (utente non verificato)

    E vissero tutti felici e contenti, compreso Vendola che incassa circa 3 milioni di €. Una bella doccia e tutto come prima, anzi più di prima.