Ancora una volta più bravi fuori che dentro

Christian Montanaro

In casa occorrono varianti tattiche al 4-2-4

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Ancora una volta più bravi fuori, che dentro. Colpa delle caratteristiche tecniche dei singoli, più adatte alle ripartenze, che al possesso palla. Colpa della testardaggine di un tecnico così tanto di valore, da dover capire che, almeno qualche volta, bisognerebbe inventarsi una variante tattica diversa per mettere in difficoltà gli avversari. Il Catania come il Cagliari. Folto a centrocampo, con due rifinitori in questo caso pronti a ripiegare, e Bari in tilt nella prima mezz’ora. Ai primi affondi di Rivas e Alvarez due ammonizioni e qualche occasione da goal.

Le due ghiotte di Kutuzov e Meggiorini potevano portare una vittoria che non sarebbe stata meritata. il Catania non ha rubato nulla e ha espresso, se si vuole, un calcio a tratti anche più piacevole, specialmente in un primo tempo sicuramente più gradevole della ripresa. I movimenti di Ricchiuti e Mascara hanno dato fastidio, insieme agli inserimenti di un Llama che Andrea Masiello oggi ha ostacolato davvero molto poco. Nel Bari bene ancora Rivas, maluccio Barreto e Kutuzov, i due attaccanti, palo del bielorusso a parte. Si è mosso meglio nella ripresa Meggiorini, uno che deve solo imparare a calciare meglio in porta, cercando più precisi diagonali che conclusioni di potenza.

L’esperienza di Gazzi e Donati ha impedito che il centrocampo collassasse, ma, lo ripetiamo, occorrono varianti tattiche. Il 4-2-4 è un gran bello schema, se funziona. Il suo limite è la superiorità numerica del centrocampo avversario, ormai si sa. Un rifinitore ad un certo punto (si poteva spostare Almiron, o provare almeno Langella) sarebbe servito come il pane per innescare i due attaccanti. Ventura deve rifletterci sopra. Ormai le giornate si allungano, e tra sfortuna (Inter, Palermo e Milan) e gare non giocate al meglio (Bologna, Cagliari e Catania), qualche punto si sta perdendo per strada.

Il Bari ha i complimenti degli addetti ai lavori, prende pochi goal, ma è pur vero che segna anche poco. Un motivo ci sarà. Giusto domandarselo, ancor più giusto porsi il problema di capire come fare per risolvere quello che per fortuna ancora non è un problema, ma di certo sta diventando un campanello d’allarme ricorrente.

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