Berlusconi e Scarpia

Mariano Leone

Mellifluo consenso e contrapposizione di classe

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Diciamocelo,
stiamo assistendo ad un processo di ammorbidimento delle pulsioni e secondo alcuni alla fine della contrapposizioni di classe. Sembra un lessico desueto da abbandonare per sempre ma non vedo cosa lo abbia sostituito. Mi pare invece che sia ancora attuale e che lo abbia attualizzato Berlusconi. Non credo consapevolmente, ma ritengo che Berlusconi stia attuando uno dei principi di Gramsci sui valori dominanti.
I valori della nostra società secondo il dettato Gramsciano sono i valori della classe dominante.
I conflitto di classe superato dall’acquiescenza a nuovi valori. Il tutto senza violenza ma con mellifluo consenso. Questo atteggiamento collettivo è stato così definito da Giuseppe De Rita: mellifluo consenso. De Rita si riferiva al soliloquio di Scarpia nella Tosca: “ha più forte sapore la conquista con la violenza che il mellifluo consenso”. A differenza di Scarpia, Berlusconi preferisce il mellifluo consenso. L’identificazione tra Scarpia e Berlusconi ha una valenza associativa. L’evento ricattatorio della fucilazione sostituito dal consenso. Ho pensato a questa diversità di atteggiamento sentendo il nostro presidente nel dibattito tra lui ed un giornalista spagnolo alla presenza di un attonito Zapatero. Nessuna violenza ma acquiescenza gramsciana ai valori della classe dominante con mellifuo consenso. Perché usare la violenza come Scarpia quando è possibile ottenere lo stesso risultato con il mellifluo consenso, con l’adesione a nuovi valori imposti dallo Scarpia di turno.

Scompare l’idea di un valore etico morale che valga per tutti, sopraffatto da un tornaconto personale. Se c’è un vantaggio immediato tutto è consentito. Ma questo vantaggio deve essere personale, non di categoria sociale e men che mai di classe.
I precari della scuola si sono mossi solo e dopo che hanno verificato di essere singolarmente stati esclusi dalle graduatorie per reagire.
Non c’è stata nessuna reazione collettiva all’annuncio della cosiddetta riforma della Gelmini. Nessuno ha tradotto in perdita di posti di lavoro i tagli alla scuola pubblica e nessuno ha reagito.

Solo la verifica immediata della propria personale esclusione ha mosso la reazione. Si stanno perdendo posti di lavoro nell’industria ma senza reazioni collettive, addirittura senza citazioni mediatiche.
I licenziati per trovare accoglienza nell’informazione debbono salire sui tetti e minacciare di gettarsi giù. Anche le argomentazioni espresse sono di tipo privato anche se drammatico. Il proprio mutuo da pagare, i propri figli da mantenere.
Si respingono poche centinaia di disgraziati che arrivano per mare e che rappresentano meno del 5 per cento dell’immigrazione clandestina senza che nessun si ponga il problema della loro fine nelle carceri di Gheddafi.
L’importante è l’esito immediato, il respingimento. Che cosa succederà dopo non ci riguarda.
Un Ministro definisce i propri dipendenti, non i propri dirigenti ma solo gli ultimi gradi della gerarchia, come sfaticati e questo non provoca reazione. Nessuno dice che forse è colpa tua , Ministro se non sai dare efficienza ai servizi .

I giornalisti fin quando il licenziamento non riguarderà le proprie personali carriere non replicheranno all‘appiattimento dell’informazione, all’eccessiva ingerenza della classe politica. Con questo clima mentre noi tutti reagiamo con mellifluo consenso, la parte vincente agisce in modo collettivo. Recupera la coscienza di classe.
Come definire provvedimenti come lo scudo fiscale, le sanatorie penali sul falso in bilancio, la perdita della coscienza ambientale, l’impunibilità di fatto dei reati tributari e l’eccessiva persecuzione per i piccoli evasori. Una parte vincente agisce in nome della propria classe e la parte soccombente reagisce con mellifluo consenso.
Fino a quando la cosa non ci riguarderà personalmente non reagiremo. Le reazioni si producono solo quando viene minacciata la propria sfera esistenziale.
Qualcuno ha detto che è morta la lotta di classe. Ritengo che se è morta è perché qualcuno ha vinto.
Qualcuno ha ucciso la contrapposizione di classe con la complicità della vittima.

In questo senso è stata riaggiornata l’annotazione Gramsciana. I valori della nostra società sono i valori della classe dominante .
Il fatto nuovo è che la classe dominante lo ha fatto con la complicità della classe dominata, con il suo mellifluo consenso.

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Commenti

  • nickgabri48 (utente non verificato)

    Visto Anno Zero ieri sera alla Presenza del sig. Sinndaco di Bari. In quanto Dichiara che a indacato su Tarantini. Pertanto al presente nome Di un dirigente comunale M. T., e stato posto a conoscenza del comportamento di detto signore ma mi sono ritrovato dalla Amministrazione di M. E. due licenziamenti. Altro che Rispetto della Costituzione che ha citato anche alla Trasmissione di Anno Zero.

  • Levantino (utente non verificato)

    “Il fatto nuovo è che la classe dominante lo ha fatto con la complicità della classe dominata, con il suo mellifluo consenso.” SONO PIENAMENTE D’ACCORDO! Questo perchè:”l’ignoranza la fa da padrona”.
    (La Gelmini diventa ministro ? Ma neanche al Polo-Nord sarebbe accaduto).
    E la legge elettorale che cala i parlamentari dall’alto pare vada bene a tutti… Tutti ignoranti,sottomessi sodomizzati e contenti (altro che la Daddario).

  • LUREAL (utente non verificato)

    Per la verita’ Berlusconi,dinnanzi “…all’attonito Zapatero” ha risposto ad una precisa domanda del giornalista del Pais su questioni comunque private.A prescindere da questioni morali ecc. tutte da discutere,a B. pongono sempre quelle domande:Perche’ non parlano di lavoro,disoccupazione,terrorismo,mutui ecc?E ieri sera da Santoro?Altro che censura,utilizzo dei soldi di tutti per agevolare solo una parte,non e’ corretto

  • procivitate (utente non verificato)

    Scusi Dott. Leone,a Lei consta che nel recente passato quando governava il centro sinistra le categorie di lavoratori penalizzate dai provvedimenti dell’On.le Bersani si siano organizzare per manifestare il loro dissenso?L’obbligatorietà del possesso del conto fiscale obbligatorio a chi ha prodotto benefici agli artigiani e ai professionisti o alle banche, specie a quelle amiche?

  • procivitate (utente non verificato)

    Lei caro Dott. Leone parla di appiattimento dell’informazione e sinceramente non comprendo come faccia a trarre dette conclusioni atteso quanto si legge e si ascolta da taluni organi di comunicazione anche pubblica.Credo che dopo quanto si è visto nel corso del programma Anno Zero andato in onda ieri, ogni altro commento sia superfuo.