Niente donne e immigrati nell’agenda di Emiliano
Le osservazioni di Sinistra per Bari sulle linee programamtiche del Sindaco
Avevamo scritto nel nostro programma elettorale, e ne siamo convinti al di là della mera competizione trascorsa, che la città si sviluppa se aumenta il numero dei suoi cittadini che partecipano alla vita sociale ed economica, che partecipano direttamente alle scelte della propria amministrazione, che sono liberi di conoscere e di condurre una vita in buona salute e senza le paure per il futuro, che hanno un lavoro e non devono cadere nell’indigenza e nell’emarginazione a causa delle crisi e dell’isolamento sociale.
Abbiamo cercato le risposte alle nostre affermazioni per una città più bella, vivibile ed accogliente nelle linee programmatiche del Sindaco Emiliano, approvate ieri dal nuovo Consiglio Comunale. Alcune risposte le abbiamo trovate ancora più marcate nelle intenzioni politiche programmatiche complessive del Sindaco e in particolare sul Lavoro, sull’Ambiente e sul Decentramento, con un’enfasi sicuramente ancora più forte rispetto al passato, ma le risposte sono risultate marginali, in particolare su due questioni che a nostro avviso contribuiscono a migliorare la qualità delle relazioni sociali tra i cittadini e ci riferiamo alle questioni di Genere e all’Immigrazione.
Il coraggioso sforzo programmatico dell’Amministrazione di entrare a capofitto nella lotta alla disoccupazione richiede: una costruzione di patti sociali con una forte volontà politica, una qualificata azione progettuale e strette alleanze pubbliche e private. Un motivo in più per dare in questo mandato anche alla nostra azione amministrativa una dimensione reale di proposta, di vigilanza e di negoziazione politica.
Le stesse opere pubbliche per la città, richiamate anche nell’intervento in Consiglio dal nostro capogruppo Pierluigi Introna, inserite nelle linee programmatiche, con una forte valenza ambientale, anche per la fragilità dell’equilibrio idro-geologico del territorio barese, rappresentano il consolidamento di una correzione di rotta, rispetto a un recente passato, da dimenticare, quando le valutazioni ambientali nelle opere stesse (grandi e piccole), erano sempre state considerate postume, marginali o addirittura inesistenti in certe progettazioni di imprenditori avventurieri, come peraltro la gravosa realizzazione del parcheggio interrato di corso Cavour, di cui però nelle stesse linee programmatiche non è ancora ben chiaro il suo definitivo abbandono.
La visione della città in una concezione di sviluppo di area vasta, contenuta nelle linee programmatiche , non poteva che mettere l’accento, così come si evince, su un’ ipotesi di reale decentramento delle funzioni e di cessione di sovranità amministrativa ai quartieri, affinchè i Municipi sostituiscano le Circoscrizioni, facciano crescere la partecipazione dei cittadini e si rendano propedeutici alla nascita della Città Metropolitana.. Riteniamo comunque che una partecipazione responsabile in tal senso abbia però anche bisogno di essere alimentata culturalmente, non soltanto da atti amministrativi ma anche e soprattutto dalla possibilità per i cittadini stessi di verficarne strada facendo i risultati concreti.
Carente, se non assente,nelle linee programmatiche, salvo che nella dichiarata esigenza di dotarsi di un Piano dei Tempi e degli Spazi, tutta la impostazione di genere volta a superare gli stereotipi, alla educazione nel rispetto dei diversi orientamenti sessuali e per la rimozione di ogni forma di violenza e abuso e all’incontro fra donne di culture diverse.
Il programma del Sindaco ignora inoltre sia la necessità di dotarsi di una Consulta delle Donne, sia l’attenzione ad una rappresentanza femminile nell’esercizio delle deleghe e delle esperte negli specifici organismi istituzionali. Bari è una città dove hanno sede due delle strutture che rappresentano i nodi più spinosi e sensibili della problematica immigrazione (Cara e Cie ex Cpt) nel nostro Paese.
Registriamo la disattenzione del Programma nella individuazione di luoghi di transito e di accoglienza temporanea per i fuoriusciti dal Cara a Palese (centro accoglienza richiedenti asilo) nello status di rifugiati politici in situazioni di grave disagio e alla ricerca della costruzione di un progetto di vita.
Come, la più volte dichiarata condanna di incostituzionalità della prigione per immigrati al quartiere San Paolo del Cie ex Cpt (centro di identificazione e di espulsione), nonostante i numerosi episodi interni, anche recenti, di sommosse, pestaggi ed autolesionismo, non si è a tutt’oggi ancora tradotta, anche se solo nelle dichiarazioni programmatiche, ne’ in patrocini gratuiti sostenuti dalla stessa Amministrazione, nè in una presa di distanza politico- istituzionale nei confronti del business umanitario e dei loro gestori.
Aspetti anche questi, che per la sensibilità già dimostrata nel recente passsato in favore delle minoranze etniche della città, riteniamo possano essere oggetto di sucessivi e proficui confronti e dialogo con l’Amministrazione che abbiamo sostenuto.
Matteo Magnisi – Portavoce Sinistra per Bari
Commenti
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..è proprio vero, Matteo! assolutamente d’accordo, speriamo che il sindaco se ne ravvedi…
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Sinistra per bari…ma cosa capisce? Non fatemi ridere! E’ solo un’accozzaglia di comunisti! E i mitici socialisti, dove sono? INESISTENTI!






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