Odissea numero 4, quando l’Amtab non ha tutta la colpa

Antonella Ardito

Non il traffico ma un blocco su corso Benedetto Croce ha mandato in tilt la linea che dall’istituto agronomico porta nel centro città

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E’ sabato pomeriggio, è il 26 settembre e sono le 18.30: così almeno recita la palina dell’Amtab in piazza Umberto a Carbonara. Sapere a che ora arriverà il bus numero 4 non è semplice: la palina elettronica recita il suo orario, ore 18.49, copiandolo in maniera pedissequa dai calcoli della percorrenza fatti dai tecnici Amtab, perché il sistema di rilevamento non è attivo, è atteso da due anni ma funziona solo su alcuni nuovi bus…e sulla linea 4 viaggiano esclusivamente, salvo sporadiche apparizioni, i bus con più di dieci anni di vita. La fermata si riempie di gente: dodicenni pronti a partire per conquistarsi un gelato e annessa passeggiata "a Bari", madri di famiglia chiamate all’improvviso dalla "signora" per andare a preparare cene speciali, coppie attempate. Una variopinta moltitudine che aspetta fino alle 19.18, dopo aver visto tre bus risalire verso l’istituto agronomico, per prendere il numero 4, come sempre stracolmo. La vettura è la numero 5143 e la prima cosa che l’autista chiede è di fare silenzio: è visibilmente stanco, segno che qualcosa di storto è successo non tra Carbonara e Ceglie, dove, nel tardo pomeriggio di sabato anche i vigili urbani erano meravigliati di non vedere traffico, ma più a valle. Mancano tre bus, bloccati da un incidente su corso Benedetto Croce, che ha paralizzato la linea 4 fino alle 20 di sabato sera.

L’autista va piano, il bus è troppo pieno e tra i passeggeri c’è un uomo visibilmente ubriaco che lo invita in malo modo ad andare più veloce. Poi c’è un gruppetto di ragazzini che suona continuamente il campanello e non scende mai. L’autista ferma il mezzo e chiede di smetterla, chiede anche ai passeggeri più adulti di riprendere la cattiva condotta. La tensione nel bus è molto alta ma è una situazione da paradosso. All’altezza dell’ospedale militare l’autista chiede l’intervento dei vigili urbani. Il bus si ferma nei pressi del carcere: i vigili dicono all’autista che non possono fare nulla se non espone querela contro il presunto autore dello scampanellio molesto. I minuti passano, il bus è fermo e la gente a bordo chiede semplicemente di arrivare in centro. C’è un numero quatto che supera la vettura 5143 e dopo un lento incedere il quattro della follia arriva in centro alle 19.55.

Tutta questa storia paranormale insegna che per fare l’autista sui mezzi Amtab bisogna avere i nervi saldi e tanta pazienza ma anche che i percorsi sui quali viaggiano determinate linee, come la numero 4, non sono più al passo con i tempi. Corso Benedetto Croce è un budello dove i bus restano spesso intrappolati, come è successo sabato sera. Ad un isolato parallelo scorrono le larghe e quasi sempre sgombere dalle auto in doppia fila grazie all’effetto navetta del park and ride viale Unità d’Italia e viale della Repubblica. E’ una strada alternativa che garantirebbe anche un piccolo risparmio nei tempi di percorrenza. Dopo la grande scoperta della percorribilità del ponte XX Settembre con i bus male non sarebbe scrollare di dosso alle linee portanti del sistema filoviario barese quella capillarietà di fermate e di percorsi figli di trent’anni di favori politici, che si misuravano dal numero delle fermate che si riuscivano a far installare. Intanto sulla rivisitazione della mappa dei percorsi si attendono (da due anni) i risultati dell’analisi della mobilità urbana commissionati al Csst di Torino e all’azienda bolognese Sisplan. La mobilità barese non può essere solo bici e park and ride.

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Commenti

  • Silver97 (utente non verificato)

    La linea 4 è servita da bus che hanno non meno di 20 ANNI, quelli arancioni! Era stato promesso dall’inefabile Emiliano il raddoppio dei bus in campagna elettorale, il Park and Ride, oltre che insufficiente, è discriminatorio per chi non guida per età o mancanza dell’auto, CI VOGLIONO ANCHE PIU’ BUS PER LE PERIFERIE E NON LE NOTTI BIANCHE!

  • niza67 (utente non verificato)

    Con Decaro,prima di Natale scorso,sono andato a vedere un vasto appezzamento di terra (alle spalle delle casermette) da destinare a park & ride – sia pur provvisorio.Non [ successo niente!