Top five: cinque e più contraddizioni di Cuba
Un milione di persone a Cuba per un concerto: una festa per la pace o un assist per la storia contemporanea?
Juanes – la camisa negra
Ha speso 300mila euro di tasca sua per il concerto più atteso e discusso della recente storia di Cuba. Ha ricevuto i complimenti di Fidel in persona, che non ha perso occasione per costruirci attorno uno spot filo-governativo. Gli esuli cubani residenti a Miami lo hanno minacciato di morte, hanno boicottato i suoi concerti e i suoi dischi. Il 24 agosto un comunicato stampa ha addirittura annunciato che l’evento di Plaza de la Revolucion doveva essere annullato, perché la polizia riteneva serie quelle minacce. Lo show è andato avanti, il concerto è stato seguito da 1 milione di persone. Uno straordinario successo. Colorato di bianco, come gli abiti che Juanes ha fatto indossare al pubblico in segno di pace e fratellanza. Proprio lui, quello della camisa negra.
Jovanotti – l’ombelico del mondo
Lorenzo era l’unico italiano presente al mega-concerto, e insieme a Miguel Bosè (!) componeva la minuscola ma coraggiosa delegazione europea. Ha detto che Cuba è l’ombelico del mondo. Una dichiarazione forte per un italiano, di questi tempi. Tempi di denunce e querele, di allineamento forzato, di “se non la pensi come il Governo sei anti italiano”. E’ un anno che gira il mondo, Lorenzo, e non mi sembra abbia tutta questa voglia di ritornare in Italia. Sceglie Cuba per raccontare la sua versione delle cose. E sceglie il simbolo delle contraddizioni dell’economia e della politica globale per dire che non c’è niente di più centrale delle contraddizioni stesse.
Calle 13 feat. Orishas – Pal Norte –
Questo brano è stato scritto da un duo portoricano (quanto di più cubano fa parte degli Stati Uniti), i Calle 13, e gli Orishas, trio di ambasciatori involontari di Cuba nel mondo (involontari, perché sono fuggiti in Francia e Spagna, dove sono piuttosto popolari). In 5 fanno un Grammy Award nel 2007 per la migliore canzone “urbana”. Nel frattempo Cuba li disconosce perché i loro suoni sfrutterebbero la tradizione musicale dell’isola per fare successo. Gli Orishas come alfieri del capitalismo? Così è sembrato. Ma al concerto di Plaza de la Revolucion hanno suonato, e hanno fatto il loro solito, potentissimo, set, che mescola salsa, rumba e rap. Pace fatta, o la propaganda ha bisogno dei trucchetti degli occidentali?
Buena vista Social Club – Chan chan –
Questa domanda può essere tranquillamente rilanciata analizzando la folgorante carriera dei Buena Vista Social Club. Messi insieme da Ry Cooder (un americano!), rappresentano la storia musicale di Cuba. Il nome è preso da un locale punto di riferimento per la produzione di musica negli anni ’40; la superband è costituita da chi, da giovane, aveva animato quel luogo magico. Nel 1996 spunta l’album che poi farà il giro del mondo, anche grazie al documentario di Wim Wenders (un tedesco! Il capitalismo ci ha tolto proprio tutto) sulla realizzazione e sul successivo tour che li porterà in giro per il mondo. Sono impuri anche i Buena Vista? Ed è impuro realizzare un concerto alle 4 del pomeriggio, per fare in modo che l’Europa possa goderselo in prima serata?
Daniele Silvestri – Cohiba –
Provocazioni a parte, Cuba, e ciò che rappresenta in termini storici e politici, continua ad ispirare artisti, musicisti, politologi. Per alcuni è l’unica e ultima roccaforte del comunismo, e questo attrae sentimenti ambivalenti. C’è chi spera che la dinastia Castro crolli da un momento all’altro, chi invece vorrebbe che il tempo si fermasse, la nostalgia prevalesse per una Cuba come una specie di roccaforte dell’ideologismo. Non c’è Cuba senza Castro, non c’è Castro senza Che Guevara. Il Che forse gode di un credito di popolarità e di autorevolezza che Fidel non ha (più). Ed è per questo che il brano di Daniele Silvestri appare attuale ed emozionante nonostante abbia già 12 anni di vita.
Commenti
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Una quarantina di anni addietro Cuba era pastura per gangsters e trafficani varii,ma il tenore di vita era piu’ elevato…poi Fidel ha portato un’altra etica,moralmente migliore,ma di fatto:niente liberta’,gay in carcere,tenore di vita all’ingiu’,niente votazioni,cioe’ lui era il meglio,il massimo,e pensava per tutti…Jovanotti,resta li.LUREAL






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