Il Cagliari ai raggi X
Più bravi davanti che dietro, ma l’uomo simbolo è Cossu
Questa volta non lo lasciamo dire a mister Ventura, ma lo diciamo noi. Non sarà una partita facile. Vuoi perché, dopo una grassa vittoria si corre sempre il rischio di “saziarsi” anzitempo, vuoi perché di questo Cagliari non ci fidiamo. Ok, lo si diceva anche dell’Atalanta, ma francamente crediamo che nemmeno lo stesso Gregucci si aspettasse una prestazione di tale mollezza psico-fisica.
Il Cagliari è invece squadra diversa, e ne sa qualcosa l’Inter, che ha faticato non poco per averne la meglio.
Un solo punto in quattro giornate. Una formazione ancora a zero vittorie. Non guardiamo la classifica. Domenica potevano esserci i primi tre punti, e forse non sarebbero stati immeritati. L’anno scorso la squadra di Allegri inanellò sei sconfitte consecutive. Un record, o quasi. Cellino non lo cacciò, e la storia cambiò, con i sardi capaci di giocarsela contro tutto e tutti. L’avvio, quindi, è sempre a rilento, evidentemente. Se vogliamo, anzi, si può dire che quest’anno, con il punto sin qui ottenuto, ci sia anzi un leggero progresso, e ancora due partite da disputare per migliorare quel record negativo.
La squadra c’è, e gioca un buon calcio, è di questo che il Bari deve diffidare. In panchina sempre lui, Massimiliano Allegri, in estate adocchiato anche dal Milan, la scorsa stagione decisamente strepitoso. Non c’è più invece Robert Acquafresca, il bomber, sostituito nel ruolo di titolare dal dinamico, ma meno prolifico Matri. Punto fermo dell’attacco è però il brasiliano Jeda, “peperino” del fronte offensivo, mentre ancora lontano dal miglior ambientamento nel calcio italiano pare il “fisico” Larrivey. Tutto da scoprire, invece, Nenè, che non ci sembra affatto male, ma che è ancora presto per giudicare.
In porta c’è sempre il “nazionale” Marchetti. La difesa ci sembra il reparto meno competitivo, troppo imperniato sull’agonismo di Canini. Centrocampo dinamico con le geometrie di Conti (che, però, non sarà della sfida) e di Biondini, e le incursioni di Dessena. Attacco, come detto, composto dagli uomini sopra citati. L’uomo da cui però dipendono gli equilibri è Andrea Cossu, anello di raccordo tra centrocampo e attacco, costante nel rendimento e pericoloso nelle conclusioni da fuori.
In definitiva il Cagliari si può battere, ma bisogna temerne i contropiedi, dati i velocisti a disposizione di Allegri, tenendo ben presente che spazi il Bari, per ovvie ragioni di schema, li concede. Come dicevamo, non sarà una gara facile. Ventura, però, lo sa meglio di noi, e siamo certi prenderà le dovute contromosse.
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