Festa GD: da “Quattro” a “Tre contro tutti”

Michele Emiliano assente per motivi personali
L’incontro clou della Festa provinciale dei Giovani Democratici di Terra di Bari era un’ottima occasione per confrontarsi con i quattro candidati alla segreteria regionale del PD. Un’iniziativa fissata da più di un mese e molto attesa per chiarirsi le idee e, magari, levarsi anche qualche sassolino dalla scarpa. Perché, come scritto nell’articolo di presentazione all’evento, l’assenza di peli sulla lingua dei ragazzi è stata fondamentale per le loro domande smaliziate. Nessun timore di lesa maestà, ma, al contrario, dibattito serrato.
Il confronto “Quattro contro tutti” di sabato ad Altamura non ha tradito le aspettative, se non per un aspetto: il nome. Spiazzando gli organizzatori, Michele Emiliano ha comunicato la sua assenza, imprevista fino a qualche ora prima dell’inizio. Comunicandone il lecito motivo familiare, ha lasciato a bocca asciutta molti degli intervenuti, desiderosi di confrontarsi col segretario regionale del partito, protagonista, ultimamente, di qualche discussa uscita che ha sviluppato un certo dibattito nella giovanile e più di una dichiarazione stizzita del segretario regionale GD Angelo Petrosillo. Non sono invece mancati (in ordine di arrivo) Enrico Fusco – rappresentante della mozione Marino –, Guglielmo Minervini – mozione Franceschini –e Sergio Blasi – mozione Bersani –, pronti a rispondere alle domande dei GD.
L’inizio dei lavori è stato affidato al segretario provinciale Pierpaolo Treglia che, dopo aver elencato le fasi che hanno portato i GD a radicarsi nei circoli e a celebrare i loro congressi e dopo aver citato De Gasperi («Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione»), ha chiesto ai candidati come intenderanno avvalersi, nel partito, della giovanile.
Fusco ha ipotizzato delle quote, da rispettare nella composizione di organi e liste, non inferiore al 30%, senza però dichiararsi grande fan del nuovismo a tutti i costi «perché ci sono ragazzi già anziani». Altrettanto desiderosi di rinnovamento per svecchiare il partito, ma non accogliendo la proposta delle “quote”, Minervini («Il nostro compito è quello di superare questa fase e consegnare il partito nelle vostre mani») e Blasi («Appena ho saputo che il segretario, un ragazzo di 26 anni [Petrosillo, ndr], appoggiava la mia mozione, l’ho voluto accanto a me, per mostrare nei vari paesi il volto della nuova generazione a cui appartiene il PD»). Le domande del pubblico under 30 non si sono fatte attendere, evidenziando i maggiori problemi del partito: la questione morale («etica della politica», per dirla con Fusco), i temi per rilanciare l’evidente immobilismo del PD e del centrosinistra con cui il futuro segretario regionale possa pungolare i vertici nazionali e la questione dell’ecologia (al centro il manifesto che gli Ecodem, con il no al nucleare come punto invalicabile, chiedono di porre come scriminante per qualsiasi alleanza politica).
I tre contendenti si esprimono in maniera più o meno chiara, senza risparmiare qualche stoccata reciproca e al grande assente, e non si risparmiano nell’approfondire alcuni punti. In particolare è ovviamente la giustizia ad occupare più spazio, con i tre ad invitare tutti ad essere sì fermi contro i comportamenti ambigui che hanno riempito le pagine dei quotidiani in questi mesi, ma senza mai cadere nel qualunquismo. C’è chi sottolinea come sia necessario che si arrivi a una condanna certa prima di prendere decisioni definitive (Fusco), chi si dice d’accordo col “metodo Vendola”, prevenendo anche comportamenti non penalmente rilevanti (Minervini), chi ancora (Blasi) cita Giuseppe Di Vittorio e l’episodio del suo rifiuto di un omaggio da parte di un possidente «perché uomo pubblico» e quindi necessariamente legato a un comportamento che non lasciasse adito a equivoci. Poi una serie di cavalli di battaglia, spunti e proposte programmatiche.
Per Blasi il problema principale oggi è la secessione di fatto già in atto in Italia, a causa dell’esasperato nordismo del Governo centrale e contro cui il PD ha balbettato. Bisogna, per lui, ripartire dai temi ambientali, da un’attitudine federale del partito e propone una concentrazione di forze meridionaliste con cui sostenere Nichi Vendola nelle prossime regionali. Per Minervini l’errore più grande è stato quello di tentare di rincorrere il berlusconismo su temi su cui si è basato il suo sfruttamento delle paure degli italiani. Ci si è fatti prendere da quello stesso timore e bisogna invece costruire una risposta forte alla crisi, mettendo in campo i valori della fiducia e della speranza, smettendo con le scivolate del partito diventando davvero un Partito Democratico. Per Fusco, invece, la fondamentale criticità è rappresentata dall’incapacità di dare risposte chiare e unitarie. Bisogna invece cominciare a decidere, a dire «sì chiari e no chiari», vincendo le contraddizioni intrinseche e diventare credibili: «se lo diventiamo, possiamo parlare pure col diavolo, perché forti del nostro programma». Unitario, invece, l’accoglimento del manifesto Ecodem.
Una buona serata in cui non ci si è sottratti da responsabilità e risposte. Un’occasione che forse avrebbe meritato ancora più tempo, per i tanti quesiti e la voglia di fare vera politica, quella con la P maiuscola. Democrazia partecipata per recuperare credibilità: saranno il congresso e le primarie l’occasione per farlo?
Commenti
-
Devi andare a capo, ogni tanto, Rutiglia’! Men’! 😉
(VGA) -
è bellissimo vedere che l’autore dell’articolo (sostenitore di Blasi), nonchè moderatore dell’incontro in questione abbia voluto rimarcare un improbabile “errore” di Minervini addirittura nel box a destra. Complimenti per la professionalità.
-
E’ la riprova, se ce ne fosse bisogno, della confusione che regna sovrana nel PD.
-
stamattina, in radio, il direttore di questa testata ha ipotizzato il mio appoggio a minervini, dopo aver letto il pezzo. oggi tiresia dice che sono sostenitore di blasi. vuol dire che ho ben nascosto le mie preferenze. e meno male che al congresso non ho ancora votato! 😉
-
oltretutto non ha letto bene. quella parte a destra si riferisce al più grande errore che ha fatto il pd secondo guglielmo minervini.
-
Bè sembra ci sia movimento e se anche c’è confusione sotto al cielo è un bene.. e lo diceva uno che se ne intendeva. L’articolo è chiaro senza piaggerie e poi le preferenze dell’autore non sono importanti.Il meccanismo di queste primarie si sta rivelando macchinoso peraltro con un certo deficit di informazione a cui queste serate dovrebbero rimediare. Basterà ?






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito