Bari, buona la quarta

Galletti incontenibili e “ruspanti”. Atalanta “beccata” quattro volte e condannata sul fondo della classifica
Buona la quarta. Il Bari supera la “pareggite” e torna alla vittoria. La prima in questo campionato. Ne fa le spese una Atalanta che già oggi, prima del fischio di inizio, era all’ultima spiaggia, e che ora versa davvero in condizioni disperate. Non sappiamo se Angelo Gregucci, oggi indegnamente sostituito dal vice Luzardi, vedrà le luci dell’alba di domani da allenatore dell’Atalanta. Quel che è certo è che oggi, a prescindere dai tanti meriti di un Bari incontenibile, di cui tra pochissimo parleremo, una squadra allo sbando che vuole rialzarsi non può certo presentarsi con l’atteggiamento esibito oggi dai bergamaschi. A beneficiarne è stata la compagine di Giampiero Ventura, un esempio di organizzazione e di movimenti altamente sincronizzati, già con la vittoria in pugno al termine dei primi 45’.
Tre a zero e tutti a casa. Chi si aspettava una ripresa di contenimento è rimasto deluso. Al 5’ già Barreto, su rigore, poteva portare a quattro le realizzazioni, e a due le sue personali. Poi è arrivato il goal di Donati, e a dire il vero potevano arrivarne almeno un paio da parte di Meggiorini. Che il risultato non sia stato tennistico è forse un bene, per non infierire sull’onore degli avversari, ma, onestamente, nessuno avrebbe gridato allo scandalo.
Giornata magica per Bari ed il Bari. Pubblico festante e spettacolo alternato a un cinismo d’altri tempi. Il segreto? Il ritorno in campo di Vitor Barreto, davvero, senza nulla togliere ai compagni, la pedina che da sola alza di molto il tasso qualitativo della squadra.
In soli dieci minuti si è capito il perché: movimenti senza palla, triangoli con i compagni, servizi smarcanti, e conclusioni improvvise, come quella dalla trequarti, velleitaria, di “maradonesca emulazione”, che non ha centrato la porta. Questo, signori, è Vitor Barreto, degno del numero, il 10, che quest’anno indossa. Unica ramanzina: il rigore fallito, battuto malissimo, che, però, da solo non può bastare a rovinargli il voto in pagella che gli abbiamo dato, migliore in campo in maniera assoluta.
Oggi serviva la vittoria, e la vittoria è arrivata. Una vittoria meritata, bella e corale, che ha esaltato lo spirito di gruppo di una squadra in cui oggi, più di altre volte, si è vista l’efficacia di uno schema, il 4-2-4, interpretato egregiamente dai quattro attaccanti là davanti. Detto di Barreto, come non elogiare la prestazione di Emanuel Rivas, oggi schierato insolitamente a sinistra e realizzatore, oltre che di tante giocate sulla fascia, anche di una rete di pregevole fattura. O anche quella di Vitaly Kutuzov, l’unico a non andare in segno, ma estremamente funzionale alla causa nelle vesti di rifinitore e di uomo di raccordo tra il centrocampo e l’attacco. Il Bari ha a tratti dilagato, mettendo a nudo i tanti limiti di una Atalanta che si è fatta anche male da sola, non prendendo gli accorgimenti dovuti nella ripresa, con scelte però discutibili sin dall’inizio, come quella incomprensibile di Padoin in mezzo al campo invece che sulla fascia.
Un Bari che, ricordiamolo, è ancora imbattuto in questo campionato dopo quattro giornate e contro avversari di tutto rispetto. Un Bari che, ricordiamo anche questo, nonostante un atteggiamento plurioffensivo, subisce davvero pochi tiri in porta, come dimostra la voce reti subite, che indica in tre sole le reti sin qui incassate. Un Bari che, ricordiamo infine anche questo, ha recuperato solo oggi il suo miglior giocatore, e che ha una infermeria piena zeppa di giocatori. Non sarà facile trovare nelle partite che seguiranno uno sparring-partner che lascerà gli stessi spazi dell’Atalanta, ma è giusto tributare in questa giornata i meriti di una squadra alla vigilia del campionato probabilmente troppo sottovalutata, e che, a prescindere da come finirà, è seconda a pochi nella massima serie a livello di organizzazione e disciplina tattica.
Commenti
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una giornata semplicemente strepitosa!






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