‘Diversità e diverse abilità’, confronto in Ateneo

Francesco Radicci

“Non insegnanti crocerossini ma integrazione per crescita umana e sociale”

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Evitiamo atteggiamenti di compassione e buonismo. Per consentire davvero l’inclusione sociale di alunni diversamente abili non occorrono insegnanti crocerossini, tantomeno rapporti simbiotici ed escludenti, ma che ogni individuo sia e si senta parte integrante di una classe, una scuola, una società.
È la tesi condivisa da studiosi e rappresentanti scolastici e politici intervenuti questa mattina, nel Salone degli Affreschi dell’Ateneo barese, per il convegno nazionale ‘Diversità e diverse abilità’, organizzato dalla Fism (Federazione Italiana Scuole Materne) in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Pedagogiche e Didattiche dell’Università di Bari. Obiettivo dell’incontro quello di fornire materiale di approfondimento e riflessione in merito alle problematiche riguardanti la diversità e l’integrazione, per individuare percorsi e strategie che possano favorire il riconoscimento delle potenzialità dei bambini disabili, anche mediante un dialogo costruttivo con le istituzioni coinvolte in progetti affini e paralleli. “Il seminario – spiega il presidente regionale Fism, Vito Antonio Baldassarre – mira ad incentrare l’attenzione sui cambiamenti sociali, culturali e normativi del concetto di ‘diversità’ e ‘integrazione’, nonché sull’esigenza di un ambiente scolastico che offra pari opportunità e medesime prospettive di inclusione sociale e felicità”.
Numerosi gli interventi programmati nel corso dell’intera giornata di studio (cominciata con i saluti di Corrado Petrocelli, rettore dell’Università di Bari, Pietro Pepe, presidente del Consiglio Regionale, Lucrezia Stellacci, direttore regionale dell’Istruzione, e mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari e presedente Cep, entrata nel vivo con gli interventi di Luigi Morgano, segretario nazionale Fism, Biancamaria Girardi, responsabile Fism del settore ‘Disabilità e inserimento bambini stranieri’, Giuseppe Elia, direttore del Dipartimento di Scienze Pedagogiche e Didattiche dell’Università di Bari, e don Aldo Basso, consulente ecclesiastico nazionale Fism, e conclusasi nel laboratori pomeridiani), accomunati dalla necessità di un approccio didattico interattivo e propositivo, presupposto di una scuola che sia dei e per i bambini.
“Interagisco in questi contesti da più di quarant’anni – chiarisce subito Biancamaria Girardi presentando la sua relazione su ‘Diversità e diversa abilità nelle scuole dell’infanzia’ – e sono convinta che esista uno spiraglio di vita e vitalità anche nel bambino più compromesso. Ogni soggetto è in continua evoluzione e in ogni individuo è presente una positività, bisogna solo essere in grado di coglierla e valorizzarla, affinché sia il punto di partenza e non il fattore discriminante. Anzi, nei confronti della diversità occorre proprio lavorare partendo dal presupposto che ogni persona sia portatrice di idee, speranze e aspettative, evitando atteggiamenti di compassione e buonismo. I bambini disabili – aggiunge – non devono essere a carico dell’insegnante di sostegno vivendone in simbiosi e separati dal resto della classe, la loro inclusione sociale comincia proprio da lì: è necessario chiamarli con il loro nome, farli sentire parte attiva di una classe e far sì che i loro compagni li considerino tali. Non può esistere integrazione sociale se non c’è interazione con altri alunni, docenti e intera struttura scolastica. La vera integrazione – conclude – comincia costruendo realtà e dati di fatto tangibili e quotidiani: se davvero desideriamo per i bambini diversamente abili prospettive di crescita umana e sociale, anche una sola azione vale più di cento parole”.

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Commenti

  • BiagioElefante (utente non verificato)

    E BRAVI I CLERICO-CISLINI,pronti in socorso alla Gelmini e a Berlusconi. Adesso vogliono eliminare gli insegnanti di sostegno, dopo tante battaglie. Già quest’anno li hanno diminuiti. Vorrei vedere uno di loro, sordomuto o cieco, completamente isolato,con l’insegnante che non può certo sdoppiarsi per lui. Dopo un pò abbandona la scuola: è quel che volete, per diminuire la spesa!?