Nichi-Fitto: fiera da polemica
Le due prime donne di Puglia non si risparmiamo fendenti a distanza durante gli incontri istituzionali della Fiera del Levante
“Io non sono un ministro dimezzato, lui invece rappresenta una caricatura di presidente della Regione: visto che abbiamo aperto la campagna elettorale dovrebbe chiedere scusa per ciò che ha fatto per la sanità, per cinque anni ha raccontato sciocchezze. Abbiamo un debito altissimo e oggi i pugliesi hanno una pressione fiscale più alta grazie alle sue follie. Il presidente ha deciso di abbandonare un minimo di aplomb istituzionale. Leggiamo il suo programma elettorale di cinque anni fa: oggi cosa c’è di realizzato? Poco o quasi nulla: le favole non potrà raccontarle in campagna elettorale. Non tocco la vicenda morale – ha concluso Fitto – perché il presidente Vendola ha speculato, utilizzato e aggredito il sottoscritto e molti di noi con la vicenda morale e oggi chiede un atteggiamento bipartisan di rispetto. Noi siamo ancora garantisti e non diciamo nulla su questo. Lui invece modifica il suo atteggiamento, fa esattamente l’opposto di quello fatto prima. Vendola ha preannunziato le inchieste giudiziarie, le ha brandite e le ha utilizzate. Ora mi sono seccato di ascoltare le sciocchezze di Vendola”.
Si è conclusa con la nuova polemica con l’odiato Nichi Vendola la giornata intensa di ieri in Fiera per il ministro Raffaele Fitto: quattro convegni e poi l’abbraccio finale dei fedelissimi del Pdl, accorsi numerosi in Fiera del Levante per le due iniziative promosse dalla Provincia di Bari, la prima riunione del tavolo dei 41 sindaci che la compongono e un convegno sul codice delle Autonomie. “Entro il 31.12.2012 va emanata la Carta delle Autonomie – ha sottolineato il ministro per i rapporti con il mezzogiorno – Serve la condivisione comune, oltre alla maggiore conoscenza per una formulazione di un nuovo rapporto tra stato e cittadino. Entro due anni poi si avrà il riordino degli enti. Serve l’ottimale esercizio”. Poi dal codice delle autonomie Raffaele Fitto richiama subito l’asse di paragone del federalismo fiscale: “Abbiamo messo in piedi uno strumento, alle camere il provvedimento è arrivato solo dopo il confronto. Siamo partiti dal modello lombardo, ma è stato modificato. Ci sarà la perequazione verticale per chi ha minori entrate e garantire i servizi minimi oltre all’approccio della premialità e della responsabilizzazione perché bisogna migliorare la qualità della spesa e riorganizzarla con il rispetto dell’articolo 114 della Costituzione.
Intanto il nuovo testo del codice delle autonomie prevede un intervento importante in termini di semplificazione una riorganizzazione totale a partire dal numero dei consiglieri circoscrizionali fino alle comunità montane. Ora individuiamo forme di collaborazione: questo è un governo di legislatura, che ha i numeri per legiferare. Il Mezzogiorno deve rivendicare con forza ciò che gli spetta ma deve abbandonare la demagogia e valutare quali sono i passaggi: rivendicare le risorse ma anche capire come sono state spese. Si rivendica lo sblocco del Fas ma non si danno i numeri giusti: Impegno dei Fas precedenti pari al 16%, mentre per i Por siamo a settembre 2009, e le percentuali di spese sono irrisorie dopo due anni dall’avvio del nuovo programma 2007/2013”. L’intervento di Raffaele Fitto è avvenuto di fronte anche a numerosi sindaci del centrodestra intervenuti nel padiglione della provincia di Bari per la “prima” della conferenza permanente dei sindaci della provincia di Bari, un organismo che secondo gli intendimenti dell’assessore provinciale alla trasparenza Davide Bellomo deve riunirsi due volte al mese per ragionare in maniera congiunta dei temi caldi che vedono Comuni e Provincia legati ma spesso distanti. Lavoro, rifiuti, servizio socio sanitari sono i temi sui quali il presidente dell’ente Francesco Schittulli richiama i 41 sindaci della provincia di Bari al raccordo. Solo una metà però erano presenti, assenti molti rappresentnati del centrosinistra, come sottolineato dal sindaco di Bari Michele Emiliano. “La conferenza non vuole essere un bla bla – ha ammonito Schittulli – il coordinamento è necessario anche per rivedere alcune decisioni prese in precedenza come la definizione delle quattro aree vaste”.
Commenti
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No,cari signori Ministro e Presidente: non siamo al duello rusticano.Il vostro “potere” è al servizio delle genti di Puglia.Ne abbiamo le tasche piene dei vostri”scontri personali”.Sembrate dei galletti nel pollaio del potere!Quando la finite èsempre tardi!Cosa raccontate a chi perde il lavoro giorno per giorno?Le vostre diatribe non mettono il piatto a tavola alle famiglie dei disoccupati.Finitela una buona volta:la Puglia è oltre voi,ma voi non ve ne accorgete!
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Ok,BiagioElefante:io non ho tutte certezze,come le hai tu!Di una cosa però sono certo per cognizione di causa:le primarie del 2005 furono un imbroglio,perchè chi doveva lavorare per il candidato del suo partito(parlo del segretario),lavorava invece per il re di Prussia(o Russia che fa lostesso).Ora se tu segretario di partito non condividi il candidato che ti hanno imposto, coerenza vuole che ti dimetti,senza fare pastrocchi!
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Zagreo,è chiaro che intendo primarie generali e non di partito,e senza nessun uscente da qualsivoglia palazzo. Ma 5 ANNI FA Vendola ha vinto perchè era nel cuore di tutti gli oppressi,PD e non PD,e Boccia era uno sconosciuto,come lo è tuttora,un “nominato” da Prodi e Emiliano,un politico di professione. Con lui non si va da nessuna parte!
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No, caro BiagioElefante: le primarie senza regole sono un imbroglio, una furbata, la spuntano i furbetti del quartierno! E i rifondaroli, quanto a furbizia ne hanno da vendere! Ne sa qualcosa Losappio,si l’assessore,ma anch’io.No,primarie istituzionallizza, all’americana:queste si,per selezionare i candidati. Ma bisogna rivedere tutta la legge elettorale. Occhio ai furbi e chi grida alle primarie sa che già una volta ci ha messo nel sacco.
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“…le prime due donne…” e con questo inizio prliamo di spettacolo, teatro forse lirica: ma che stonature! Il Ministro Fitto, bastonato da Berlusconi per i risultati pietosi in Puglia, é inc..avolato; Il Presidente Vendola, tradito (?) da alcuni suoi Assessori,è
inc..cavolato: che cavolo di commedia ci si può aspettare! Almeno non ci fate pagare il biglietto…. -
“…le prime due donne…” e con questo inizio prliamo di spettacolo, teatro forse lirica: ma che stonature! Il Ministro Fitto, bastonato da Berlusconi per i risultati pietosi in Puglia, é inc..avolato; Il Presidente Vendola, tradito (?) da alcuni suoi Assessori,è
inc..cavolato: che cavolo di commedia ci si può aspettare! Almeno non ci fate pagare il biglietto…. -
Un candidato con questi requisiti, anche senza il PD,con la destra divisa dalla PoliBortone, potrebbe anche vincere!
Se poi si alleassero tutti gli onesti(oggi l’onestà è rivoluzionaria e la disonestà è alla base di tutti i mali sociali) di destra e sinistra su un programma di legalizzazione, trasparenza effettiva, controllo dal basso istituzionalizzato,ricambio obbligato degli eletti ad ogni livello tramite primarie,potremmo veder scomparire tanti politicanti pugliesi di professione. -
APRIAMO GLI OCCHI a SINISTRA Se vogliamo rivincere e proseguire in qualcosa(ce n’è)di buono che il governo di Puglia ha fatto, ci vuole una persona di notoria onestà competenza e DISTACCO DALLE POLTRONE,e indicata dalle primarie, come 5 anni fa appariva Vendola; che ormai ha politicamente fallito,specie quando agli assessori eliminati ha proposto e dato subito un’altra poltrona.
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Fitto vergognati, se non avessi avuto l’immunita’ parlamentare avresti avuto le manette ai polsi e avresti assaggiato il carcere! e ora vieni ancora a darci lezioni di moralita’. Taci che e’ meglio…
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A chi ha votato Di pietro alle ultime europee anzichè RC,SL,ecc…, non glielo ha mica ordinato il segretario di quei partiti.
La gente non è scema, ci sono molti più scemi fra gli attivisti(attivi per cosa?)di partito che fra la gente qualsiasi, e c’è molto più dibattito fra la gente qualsiasi che nei partiti.
Il fatto è che le persone che gli altri ascoltano molto spesso non sanno neanche loro se poter votare uno di questi pagliacci, e se ne stanno zitte.






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