Puglia, sanità da ricovero

Antonio Gelormini

Auspicabile una scelta personale di rigore per chiunque decida di fare politica

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La cancrena che da tempo devasta l’articolato settore della Sanità italiana è del tipo più aggressivo. Le sue metastasi sono talmente diffuse e radicate, che la stessa diagnosi espressa dal vicepresidente della Commissione senatoriale di inchiesta sulla sanità, Giuseppe Astore, denuncia la vastità dei fenomeni di corruzione segnalati dalle diverse inchieste: “Al di là di quanto sta avvenendo in Puglia o altrove, credo che tali fenomeni siano presenti in tutta Italia”. Dopotutto, proprio l’istituzione della Commissione d’inchiesta ne è testimonianza concreta.

Che il settore fosse tra i più critici lo si sapeva da tempo. Che il “pozzo senza fondo” della Sanità sia il verminaio attanagliante di qualsiasi governo in carica è sotto gli occhi di tutti. Una sorta di virus da blindare in contenitori ad azoto liquido, per l’altissima capacità di infettare l’azione di governo e, quindi, di provocarne crisi, instabilità e talvolta fine prematura. Sarà anche per questo che la Sanità non ha più un suo ministero specifico, che non esiste più un Ministro, che a guidarla, e a fare da parafulmine, ci sia un sottosegretario. Se non fossimo nel dramma comatoso, farebbe sorridere il paradosso di averlo chiamato Ministero della Salute, sebbene emulsionato con quello del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Ma se è vero che le attenzioni di turno, dopo gli scandali delle cliniche della morte in Lombardia, delle voragini finanziarie e di bilancio in Lazio, delle vicende incresciose in Abruzzo, sono oggi concentrate sul focolaio pugliese e sugli intrecci di natura piccante, che ne accentuano la vistosità delle prime pagine quotidiane, credo non vada trascurata la “controtendenza” che la Puglia fa registrare anche in questa occasione.
La disponibilità diffusa, a cominciare dal Presidente Vendola a non insabbiare, ma a usare “il bisturi del chirurgo”, per incidere se ci sono “i grumi di interessi illeciti nel sistema sanitario”. A fare in modo che il corto circuito di una sottovalutata questione morale, non travolga l’azione amministrativa virtuosa di una Regione e di una compagine dirigente competente, che proprio ora comincia a raccogliere frutti, risultati e riconoscimenti. “Perché”, afferma con forza il Governatore, “la mia amministrazione è stata sempre ossessionata dal controllo della legalità e dal rispetto delle regole. Sono in corso indagini interessanti, dobbiamo attendere che la magistratura racconti tutta la verità. A volte il sistema sanitario è luogo topico di affari illeciti e ci sono indagini anche su dieci anni di governo di centrodestra”.
C’è poi la presa di posizione coraggiosa del Segretario regionale del Pd, il sindaco di Bari Michele Emiliano, che se da un lato registra l’anomalia di un presidente del Consiglio che “non può andare in giro per il mondo a parlare della sua vita privata”, dall’altra rivendica il tempismo nel rimpasto di giunta alla Regione Puglia. Chiede l’espulsione dal partito di Sandro Frisullo (ex vice presidente di Vendola) e invita l’ex assessore alla Salute ed ora senatore, Alberto Tedesco, “a riflettere sulla prosecuzione del suo mandato parlamentare”.

L’orgoglio di una regione che non ci sta a vedere il proprio lavoro offuscato dalle inchieste è racchiuso nelle esortazioni di uno dei suoi elementi di punta, l’assessore Guglielmo Minervini: “Fa rabbia constatare lo scarto tra il cambiamento prodotto dal nostro lavoro (Svimez attesta che la Puglia soffre la crisi meno di altre regioni) e la rappresentazione che invece emerge dalle notizie sulle indagini. Forse la Puglia che funziona rompe un cliché che fa comodo. C’è un Sud che vuole redimersi. La Puglia ne è prova”.

E continua: “Lo squarcio desolante, aperto dalle dichiarazioni di Tarantini, riguarda anche la politica non solo le persone e la fragilità umana. Il cedimento della morale pubblica, la formazione e la selezione degli eletti, certo. Ma anche il rapporto tra politica ed economia, specie nella sanità. E l’attrazione fatale verso la gestione. Ecco perché la trasparenza è, per troppi, indigesta. La sua ricetta, come ogni medicina sembrerà amara, ma l’efficacia potrebbe essere garantita: “La politica torni scelta di povertà”.

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Commenti

  • alfonsoderuggieri (utente non verificato)

    La sanità è l’unico settore dello stato davvero regionalizzato. E non a caso è il più marcio. Questodovrebbe far riflettere chi si schiera con convinzione per una riforma federalista

  • procivitate (utente non verificato)

    In riferimento alla recente ispezione della Commissione del Senato in Puglia una cosa mi ha fatto scompisciare dal ridere . Tra i membri della Commissione del Senato ben due sono stati Assessori Regionali alla Sanità, i Sen. Saccomanno e Mazzaracchio. Sarei curioso di sapere a quali anni di esercizio presteranno attenzione.Non sono di Sinistra ma per onestà intellettuale demo ammettere che la nostra sanità è alle pezze da almeno 20 anni.Buona verifica.

  • zagreo555 (utente non verificato)

    (continua)@sanspapier. Perchè non comincia a mettere ordine nella sua giunta?L’ipocrisia va oltre ogni limite! Chi dovrebbe cacciare Frisullo se non lui? Invita Tedesco a dimettersi? Lacrime di coccodrillo! L’orgoglio dell’assessore alla trasparenza?Dove stava,sulla Luna,su Marte? La perdonanza? La trasparenza indigesta? La politica=scelta di povertà? Sepolcri imbiancati! Pensate di prendere per il c…persino i santi?

  • zagreo555 (utente non verificato)

    Ok,@sanspapier:condivido ed aggiungo. Mal comune mezzo gaudio?No,noi eravamo”la Puglia migliore”.La Puglia contro tendenza?Unmil€ di deficit!La dispon.di Vendola?Si,a tenere il coperchio sulla pentola!La furbata del rimpasto?Segnali di fumo non riusciti! “Ammin.competente;ossessionata dalla legalità”?Ma mi faccia il piacere, direbbe De Curtis!La mistificazione no!Il coraggio del SindacoSegretarioPersidente? No,questo è troppo.(continua)

  • BiagioElefante (utente non verificato)

    “Dobbiamo aspettare che la magistratura ci racconti la verità”. Una volta era Niky a denunciare la verità;adesso che ha prove e potere,finge di non vedere.
    A proposito Gelormini,invece di esaltare le ipocrisìe di Emiliano(che è il primo da espellere,che usa e ABUSA in comune per il potere PD) contro Frisullo,tu che sei informato,a parte la sanità di Tedesco, dicci di quello che faceva le società con le ditte delle energie rinnovabili, o di quello che ha un business nell’informatica.

  • avanpopolo (utente non verificato)

    VENDOLA fin dal 2005 era stato sollecitato dai comitati di partecipazione democratica per “vendola presidente” a non conferire delega a Tedesco bensì le associazioni spingevano per Tommaso Fiore(oltre al prof. Petrella e il prof. Chiarello). VENDOLA rispose testualmente: “SONO COSTRETTO A DARE LA SANITA’ A TEDESCO”. Ancora oggi aspettiamo spiegazioni… COORDINAMENTO REGIONALE ASSOCIAZIONI COMITATI MOVIMENTI – Puglia

  • svravaz (utente non verificato)

    condivido l’articolo:vendola,a rischio di perdere i numeri in consiglio,ha fatto una scelta coraggiosa,ha dato un messaggio da clonare ovunque.
    aggiungo:se si vuole risolvere il problema sanità,si entri negli studi dei prof di medicina.si veda quali lettoni grossi hanno dovuto frequentare certe ricercatrici e dottoresse,si veda in quante pubblicazioni sono stati inseriti i nomi di figli e nipoti e lecchini,che non hanno mai messo piede nei laboratori:chi sfonderà le porte di questa fortezza?

  • solosole (utente non verificato)

    ” La politica torni scelta di poverta ” ma Gerolmini farla marciare anche sulle gambe e sugli uomini che abbiano dimostrato di avere cuore,passione, voglia di dare più che ricevere, aiutare chi è indietro, spirito di servizio,solidarietà,rigore intelettuale, capacità,professionalità e non essere uomini di apparato,o figli di palazzinari,di lobby ecc. ecc.

  • sanspapier (utente non verificato)

    (segue) Pochi giorni fa abbiamo appreso dal sodale di Vendola,Emiliano, che il nostro governatore sapeva del malaffare che si consumava nell’assessorato Tedesco, ma “il cambio di deleghe” che gli suggeriva l’amico era “politicamente difficile”. Oggi Vendola con grande spudoratezza viene a dirci che bisogna usare il “bisturi del chirurgo”per incidere sui “grumi di interessi illeciti nel sistema sanitario”. Io(che sono di sinistra), mi vergogno per lui,diventato pigmeo del coraggio e della verità.

  • sanspapier (utente non verificato)

    Caro Gelormini, grazie del tuo buon articolo, ma per me non è consolante sapere che la Sanità è marcia in tutta Italia. Mal comune mezzo gaudio?? No di certo.Stiamo alla Puglia. E’ verissimo che la situazione sanitaria pugliese sotto la Presidenza dell’attuale ministro Fitto è stata un autentico disastro, ma è altrettanto vero che l’on.Vendola si presentò agli elettori come il “rivoluzionario gentile” il cui scopo era “soprattutto la moralizzazione” e poi tutte le altre bellissime cose.(segue)

  • Levantino (utente non verificato)

    Il nepotismo che proliferava in Puglia (e non solo nella sanità)con il centrodestra non è mai morto, ma con il centrosinistra (il nepotismo)è stato almeno scalfito?
    La meritocrazia, inesistente in Puglia con il centrodestra (e non solo nella sanità), è mai nata in Puglia con il centrosinistra? E non guardiamo solo alla fascia d’età dei più giovani… altrimenti prestiamo il fianco alla solita demagogia proiettando le soluzioni-illusioni nel futuro … mai definito nei tempi.