Le mozzarelle pugliesi conquistano l’Estonia

La Redazione

Gli imprenditori torneranno in Puglia per approfondire e acquisire le tecniche delle aziende locali

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Torneranno in Puglia per approfondire tecniche e conoscenza del settore lattiero-caseario, i rappresentanti dell’Associazione dei produttori lattiero-caseari estoni capeggiati dal presidente Jaanus Murakas, e accompagnati dall’avv. Giuseppe Iazeolla, console onorario per la Puglia della Repubblica d’Estonia. Dal primo al tre settembre scorso – a pochi giorni dalla Fiera del Levante, la Campionaria internazionale che da settantatrè anni raccoglie imprenditori da tutto il bacino mediterraneo e non solo – la delegazione ha fatto capolino nella Terra di Bari per visitare alcune delle più importanti aziende del settore che costellano la nostra provincia e la neonata Bat. Dopo aver visitato l’azienda F.lli Capurso di Gioia del Colle e le cantine Albea di Alberobello che ospitano anche un museo del vino, i componenti dell’associazione che costituisce circa l’80% della capacità produttiva del Paese, si sono trattenuti nel centro nevralgico della Valle d’Itria per ammirare le meraviglie dei trulli, con le sapienti spiegazioni di una guida locale.

La visita mirava a scoprire le aziende che lavorano ‘dal produttore al consumatore’, e per constatare le differenze tra una lavorazione industriale ad elevata automazione, una mediamente industriale e l’altra ancora artigianale.
Gli operatori estoni sono rimasti letteralmente impressionati dalle bellezze di Puglia e dalle capacità tecniche e tecnologiche delle aziende visitate, a riprova di un sempre crescente interesse da parte dei Paesi in sviluppo imprenditoriale nei confronti della cultura eno-gastronomica che costituisce il volano dell’attività economica pugliese. Da registrare naturalmente l’attività che gli italiani, in piena cooperazione e nell’assoluto rispetto degli accordi bilaterali tra i due Paesi, svolgono dagli anni Novanta nel territorio estone.
Secondo fonti accreditate, il settore primario ha tradizionalmente occupato un posto di rilievo nell’economia estone, e sia l’agricoltura che l’allevamento, dopo anni di collettivizzazione, hanno avuto una forte ripresa. Dal 1991 in poi, con la fine dell’occupazione sovietica, una serie di riforme ha permesso il passaggio dal sistema di collettivizzazione delle terre alla privatizzazione, grazie alla quale la terra e le case vennero restituite a chi le possedeva nel 1940. Il tutto diede seguito ad un rinnovato interesse per l’agricoltura, stimolato più tardi dall’ingresso del Paese nell’Unione europea e quindi dalle possibilità offerte dal mercato unico.

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Commenti

  • BiagioElefante (utente non verificato)

    Ci sono già accordi italo-estoni per produrre in Estonia,pagando chi lavora 50 euro al mese? De Castro ci pensa all’equiparazione salariale in parallelo con quella commerciale? O pensa solo a creare false denominazioni protette a beneficio di truffatori-elettori pugliesi? Come per la ciliegia IGP, poi miseramente naufragata a Bruxelles?!

  • fdmba (utente non verificato)

    Va bene così! E’giusto e conveniente trasferire, nell’Estonia dal libero mercato,le esperienze tecnologiche per impiantare cantine e produrre mozzarelle,purchè fra qualche mese non ce la menate con il vino estone che fa concorrenza, le mozzarelle che non sono buone,ed il piagnisteo ciclico sui prodotti che vengono dall’estero che fanno concorrenza ai nostri.Il mercato è libero,infatti, proprio perchè ha due porte da una si incassa, dall’altra si paga…o no!