A Bari una piattaforma digitale tra studenti informatici e imprese
E’ la novità del corso di Informatica e Tecnologie per la Produzione del Software, alla facoltà di Scienze dell’Ateneo barese.
A Bari nasce una piattaforma digitale per il contatto diretto fra studenti informatici e imprese. L’iniziativa, nata per accorciare le distanze tra universitari e mondo del lavoro, sarà varata nel nuovo anno accademico dal corso di laurea in Informatica e Tecnologie per la Produzione del Software presieduto dal professor Giuseppe Visaggio, alla facoltà di Scienze dell’Ateneo barese. Una novità che irrobustisce la filosofia alla base del corso: il colloquio costante con il mondo imprenditoriale. Non a caso, quest’anno continuerà la serie di incontri mensili fra studenti e top manager di grandi, medie e piccole imprese, locali e nazionali. Come avviene in poche affermate Università del Paese.
Questi i principali punti di forza di un corso che vanta dati invidiabili: per i neolaureati il tasso di occupazione immediata, entro un mese, è del 95 per cento. Ma molti degli studenti trovano lavoro già prima della fine degli studi, per di più coerenti con le specializzazioni acquisiste nel corso di laurea. Nato solo quattro anni fa, con durata triennale, accoglie circa 150 iscritti l’anno laureandone annualmente una sessantina. Le iscrizioni sono in corso: il test di ammissione si terrà il 10 settembre (info: segreteria studenti Campus, tel. 0805443482; www.di.uniba.it; visaggio@di.uniba.it).
La piattaforma, nata lo scorso anno come mezzo per lo scambio di competenze fra studenti, sarà ora accessibile anche per le aziende, che avranno modo di constatare le competenze in via di formazione nel Corso di laurea, in relazione alle singole esigenze aziendali. I seguitissimi incontri con i top manager, che l’anno scorso hanno annoverato aziende del calibro di Telecom o Ibm, quest’anno prevedono da settembre a maggio manager di Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Mac&Nil, Exprivia, Praxis, Parco Tecnologico di Salerno, BV-Tech, Isips, Sudsistemi.
La linea guida, dunque, è sempre il rapporto con le aziende. Altro esempio: durante la frequenza dei corsi più professionalizzanti lo studente potrà partecipare a progetti open source gestiti da imprese locali rivolti a destinatari esteri, potendo dunque collaborare in progetti internazionali con sviluppatori più esperti. E travalicando il semplice stage. “Insomma, un insieme di strumenti – sottolinea il prof. Visaggio – che da un lato consente a chi studia di capire meglio i requisiti professionali richiesti dalle imprese; dall’altro permette a queste ultime di conoscere le competenze degli studenti, anche misurandone l’efficacia nelle fasi applicative”.
Iscriversi ad Informatica e tecnologie per la produzione del software – la laurea consente l’iscrizione all’albo degli ingegneri – implica poi la possibilità di accedere alla rete che vi gravita attorno, direttamente collegata all’Università: dal laboratorio di ricerca avanzata su software engineering SerLab alla spin off universitaria Ser & Practicies, che crea e fornisce servizi – come la formazione on demand – e prodotti annoverando fra i propri soci Università, ricercatori SerLab e sei imprese del settore. Senza dimenticare il nuovo Centro di competenze Daisy-Net, unico in Puglia nel settore dell’ICT, a cui partecipano tutti gli atenei pubblici pugliesi e ben trenta aziende. La sua sede, a Tecnopolis, sarà inaugurata a ottobre.
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