Caltagirone, l’Udc e le mani sull’Aqp

Dalla segreteria Idv riceviamo e pubblichiamo

Il duro j’accuse dell’Italia dei Valori al governatore pugliese

2 7 commenti

Cari amici,
Francesco Gaetano Caltagirone, detto anche Francolino e suocero di Pierferdinando Casini, è uno degli imprenditori più potenti d’Italia, il decimo con un fatturato di 1,7 miliardi di euro e 5.600 dipendenti, le sue ricchezze ammontano a circa 2,6 miliardi di dollari (dati del 2008).

Gli interessi di Caltagirone spaziano dalle infrastrutture (Vianini SpA) al cemento (Cementir SpA), dai quotidiani (come Messaggero e Mattino) alle banca (Monte dei Paschi di Siena), dal Gas all’energia, fino ad arrivare all’acqua attraverso la società ACEA SpA di cui è azionista. ACEA è il primo operatore idrico in Italia dal momento che serve il 12% della popolazione nazionale direttamente o con società controllate.

La privatizzazione dell’acqua sembra la soluzione magica per i problemi finanziari legati ai grandi carrozzoni pubblici succhia risorse. Anche l’acquedotto pugliese, il primo acquedotto d’Europa incorre nel destino della privatizzazione. Il governo presieduto da Massimo D’Alema, dopo aver concesso ad AQP un mutuo ventennale di circa 392 miliardi a carico dello Stato, a maggio del 1999 con decreto legislativo sancisce la trasformazione dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese in società per azioni, aprendo anche per questa importantissima infrastruttura la via della privatizzazione.

Ma cosa centra l’ AQP con Caltagirone? L’ex Ente Autonomo sulla via della privatizzazione aveva stuzzicato l’interesse di grossi gruppi come Enel, Italgas e la stessa ACEA che, inserendosi nel gioco finanziario, tentava di scalare l’AQP. Ma nel 2001, per gettare acqua sul fuoco e rimandare le operazioni finanziarie a stagioni meno “calde”, il governo Berlusconi fa un regalo all’allora Presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto. Un regalo da 936 milioni di euro: fondi che servono a creare un azionariato pubblico per AQP, con l’87% di azioni alla Regione Puglia e il 13% alla Regione Basilicata.

Gli appetiti sull’ente idrico pugliese tuttavia non si placano, semmai si tenta il giro largo: nel 2004, il solito Francesco Gaetano Caltagirone dichiara alla stampa, nel corso dell’assemblea in cui si approva il bilancio 2004 della Caltagirone Spa: “penso che la Caltagirone SpA abbia la possibilità di arrivare al 50% o alla maggioranza di Eniacqua Campania.” E la stessa Vianini Lavori, la società con cui il gruppo Caltagirone partecipa ad Acqua Campania, ammetteva di puntare anche alla gestione dell’Acquedotto Pugliese in una cordata con ACEA. Una sorta di risiko il cui obiettivo è mettere insieme le caselle per arrivare a controllare tutto il settore, acquisendo anche l’ultimo soggetto pubblico, l’AQP. In questi giorni assistiamo ad un appassionato corteggiamento all’UDC di Casini, genero di Caltagirone, da parte di PD e PDL. In relazione a questo, poniamo al PD una sola domanda: l’accordo con l’UDC costerà la privatizzazione dell’acqua ai pugliesi?

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Commenti

  • grutigliano (utente non verificato)

    che ridicola posizione… tanto di pietro ha detto che non appoggeranno vendola. che bisogno c’è ancora di insistere per mostrarsi superiori?

  • elleti48 (utente non verificato)

    sempre a criticare gli altri..e a costruire quando???
    Domanda: meglio gestire la Regione in accordo con l’UDC (qualcosa di costruttivo si farà sempre e di centro-sinistra) o essere minoranza con il 49% e dover vedere le realizzazioni della destra e di FITTO in particolare???????

  • elleti48 (utente non verificato)

    sempre sospetti ed insinuazioni… (prima Tedesco, ora Casini e caltagione) a quando le prove e le certezze. Almeno caro Zazzera, nel 92 Dipietro presento prove ed accuse precise e circostanziate. Vivete sono come partito delle critiche alla Sinistra e delle contrapposizioni violente a Berlusconi. Fino a quando vi potrà seguire il vostro elettorato su questi argomenti??? Ultim elezioni, vi dice niente il forte divario tr percentuale delle Europee e % delle Amminstrative?????

  • LUREAL (utente non verificato)

    L’acquedotto pugliese non solo fa bere,ma anche MANGIARE molta gente,perche’ l’andazzo dovrebbe mutare?I politici,gli amministratori,gli imprenditori si passano il testimone l’un l’altro,ma non cambia nulla!LUREAL

  • gandalf (utente non verificato)

    L’art. 23 bis del D.L. 112/2208 (introdotto di soppiatto dalla legge di conversione), per intenderci la norma che ha sancito la privatizzazione dell’acqua, bene pubblico per eccellenza, è stato votato anche dalla sedicente Sinistra che siede in Parlamento. Avete capito in che mani siamo? Davanti fingono di attaccare Berlusconi (mettendola sul piano del gossip e non dei programmi), sottobanco fanno affari con Mammona.

  • spurga (utente non verificato)

    ma l’idv candiderà giacomo olivieri come presidente della Regione Puglia? Ma l’IDV di zazzera alla cui corte siedono i sudditi pirro e sisto da dove apprende queste notizie? che bello accusare sparando nel mucchio o conoscendo le notizie di prima mano direttamente dagli organi d’indagine

  • nicola20 (utente non verificato)

    Se succederà, nessuno poi dica che non si era detto!
    Meglio avvisare e tentare di cambiare l’eventuale corso delle cose che criticare tanto per criticare!
    In quanto al commento n.6, che dire?
    Le candidature(?)alla Regione cosa hanno da vedere con l’AQP? Informare i cittadini non é “sparare nel mucchio”: é un dovere civile! In quanto alla “corte di ….”; scusa ma l’amico in che cortile alberga…gratis?