Vita (e morte) da cani in Puglia

Antonello Dell'Anna*

Cani avvelenati (e dunque uccisi) nell’indifferenza (quasi) generale

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Una indescrivibile sensazione di vuoto e di solitudine e’ quella che mi assale ogni volta che ripercorro quella strada di campagna,dove non trovo piu’ quei 7 cani di un piccolo branco di randagi,che con ansia aspettavano al centro strada l’arrivo della mia auto.

Cani randagi del Comune di Modugno,o forse meglio erroneamente pensare:cani di nessuno,che da anni quotidianamente sopportavano pietre in faccia e bastonate da parte dei contadini del posto,senza che alcuno si prendesse cura di loro. Cani che ogni giorno per sopravvivere dovevano schivare l’arrotamento doloso delle grosse ruote dei trattori di passaggio per quella desolata contrada di campagna.

Risale,infatti alla meta’ di luglio,il rinvenimento inspiegabile dei corpi senza vita (o meglio carcasse,come preferiscono definirli i veterinari) di quattro di loro. Tutti con una caratteristica in comune:colorito viola-bluastro delle mucose del cavo orale(lingua e gengive).Una quinta (femmina) ritrovata ancora viva,con gli stessi segni,presentava in piu’ una grave insufficienza respiratoria. Fu possibile portarla prima in una lussuosa clinica veterinaria privata di Bari,nel vano tentativo di salvarla,e successivamente,non migliorando le condizioni cliniche,all’Istituto di Veterinaria dell’Universita’ di Bari(con sede a Valenzano).I Veterinari delle due strutture,furono entrambi immediatamente concordi nel formulare come prima ipotesi diagnostica un verosimile avvelenamento da Paraquat. In piu’ una radiografia del torace evidenziava: un pneumomediastino,presumibilmente dovuto alla rottura dell’esofago o delle vie respiratorie (ingestione e/o inalazione di sostanze tossiche),che impediva la normale escursione polmonare,responsabile della dispnea. La cagnetta dopo due giorni di lenta agonia respiratoria e vani tentativi di terapia moriva. Altri due,che mai si allontanavano dal luogo,non sono stati piu’ ritrovati.

IL BALLETTO DELLE RESPONSABILITA’

I CARABINIERI DI MODUGNO:chiamati sul posto per accertare la situazione,rispondevano di essere impegnati in una operazione anti-rapina(sicuramente piu’ importante della vita di un cane).

NELLA STAZIONE LOCALE:Trattandosi di un reato penale(ci si muoveva con l’ordinanza dell’On. Martini sulle esche avvelenate alla mano),era necessaria l’attestazione di un veterinario per poter far partire una denuncia ufficiale.

I DUE VETERINARI che avevano visitato la cagnetta viva,alla richiesta di una relazione medica:il primo si limitava solo ad una descrizione del quadro clinico,senza esprimersi in ipotesi diagnostiche anche solo puramente presuntive;il secondo elencava tutte le possibili cause di morte di un animale,tra cui anche l’avvelenamento.

IL DIRIGENTE VETERINARIO ASL: DOTT.SSA ANNA CONTINOLO dopo un sopralluogo fugace avvenuto alle 20.00 di sera sosteneva che eventuali accertamenti autoptici sull’animale dovevano essere richiesti a proprie spese da chi avesse rinvenuto le carcasse(e cioe’ dallo scrivente)

Il giorno seguente,quindi,fu caricato in auto il corpo dell’animale ormai in rapida decomposizione a causa del caldo,per essere trasportato all’Istituto di Veterinaria di Valenzano per l’esame autoptico. Il tutto sotto il sole infernale di luglio,con il climatizzatore dell’auto guasto e con il nauseante odore della putrefazione(termine medico legale che sta ad indicare quel processo che inizia immediatamente dopo la morte sotto il naso.

ALL’ISTITUTO DI VETERINARIA:il dirigente responsabile del servizio di anatomia patologica rifiutava il corpo dell’animale,in quanto trattandosi di reato penale,il rilievo autoptico doveva essere richiesto dal dirigente Asl.Dopo aver richiamato telefonicamente ai propri compiti il dirigente Asl,si riportava l’animale nella sede Asl di Modugno,per essere conservato in cella frigorifera e successivamente trasportato(questa volta da loro ) a Putignano,finalmente per l’esame autoptico e a Foggia per gli esami tossicologici

A tutt’oggi nessuna notizia.

Sconcertante,vero?

CONSIDERAZIONI:

-un cane randagio da’ piu’ fastidio da morto che da vivo,e per ovviare a questi fastidi,in questi casi,si cerca sempre di occultare il fatto pur trattandosi di un vero e proprio reato penale

-fa rabbia che la sostanza ipotizzata Paraquat (vedi scheda tecnica del Ministero della Salute)e’ un fitofarmaco estremamente tossico anche per gli esseri umani,oltre che per gli animali. Ed e’ per questo motivo, provvisto di rintracciabilita’:

1)dovrebbe esserne registrata la vendita su apposito registro

2)chi lo adopera deve essere provvisto di un apposito patentino

3)devono essere utilizzate particolari precauzioni nel suo utilizzo

Con un po’ di buona volonta’ forse si poteva anche risalire all’autore del fatto.

-mi chiedo,infine,se in questi casi,non sia giuridicamente leggittimo richiamare anche il Comune a responsabilita’ penali,dal momento che con le sue omissioni(mancato censimento della popolazione canina libera sul territorio,mancata sorveglianza del territorio stesso,omessa custodia degli animali in suo possesso)si e’ reso indirettamente complice di tali reati penali.

* associazione Chiliamamisegua

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Commenti

  • LUREAL (utente non verificato)

    Ma se ammazzano le persone e gli omicidi vengono subito liberati,quando li prendono,figuriamoci se si fanno rispettare le Leggi afferenti gli animali!Niente sterilizzazioni,rimpallo di responsabilita’ ecc.I canili municipali NON si fanno oppure ci si accoda con gente che li sfrutta,maltratta,utilizza,i cani,solo per incassare dai Comuni…che spesso NON controllano!Anche i gatti vengono avvelenati!Vergogna!LUREAL

  • sanspapier (utente non verificato)

    Trattare male, o peggio ancora uccidere un animale, è quanto di più disumano si possa commettere. E’ esattamente come aggredire e uccidere una persona indifesa. La razza umana è senza dubbio alcuno la peggiore. Da animalista al quadrato sottoscrivo quanto detto dalla Dell’Orzo alla Maugeri. Andiamo oltre il sindaco in altre faccende affaccendato. Dimostriamo di avere una coscienza civica e apriamolo questo benedetto canile municipale!Coraggio!!!

  • claustef (utente non verificato)

    Posso darLe un commento da un punto di vista veterinario, facendo io parte della categoria che, a torto o a ragione, spesso vedo bistrattata sui giornali, fosse anche solo per l’ignoranza della realtà dei fatti con cui le cose vengono descritte. Non posso commentare l’operato delle altre categorie di lavoratori, ma in quel caso, solo un parere legato alla mia esperienza personale su fatti analoghi.

  • LUREAL (utente non verificato)

    A proposito di veleni,in bari,nell’isolato fra via Dante,Sagarriga,P.Amedeo e Q.Sella vengono sistematicamente avvelenati i gatti stanzianti.,e muoiono soffrendo molto.I sospetti vertono su un paio di “galantuomini” ma le denuncie contro ignoti restano lettera morta.In compenso sono ricomparsi i topi!LUREAL