Minervini e la politica dei cittadini

Francesco Maisano

“Il PD deve nascere da una discussione pubblica piuttosto che dalla vecchia pratica oligarchica delle cariche dall’alto”

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Ha le idee chiare Guglielmo Minervini: l’assessore regionale alla trasparenza, neocandidato al ruolo di segretario regionale del Partito Democratico, mostra sicurezza e buoni intenti nella conferenza stampa di presentazione del piano strategico che il PD adotterà nella nostra regione per le prossime primarie. La parola chiave è solo uno, declinata al plurale: i cittadini. Minervini ha più volte ribadito quella che sarà la sua strategia e quella del PD per un rinnovamento ed una trasformazione del partito di maggioranza del centrosinistra: la politica di tutti. Non più una politica che governa dall’alto ma una politica di giovani e vecchi, una politica di uomini e donne comuni insieme per una valorizzazione del nostro territorio e per un futuro politico di sicuro avvenire. E’ stato un fiume in piena l’assessore Minervini che per lunghi tratti ha tenuto banco con parole incoraggianti che fanno ben sperare per il prossimo futuro: “Non abbiamo paura del futuro – ha esordito l’assessore originario di Molfetta– e per questa ragione vogliamo unire tante energie nello spazio di una politica che produca la decisione. Il PD ha senso se libera le energie bloccate, soprattutto quelle dei giovani, se sprigiona le idee e le passioni affinché diventino una forza che incide nei cambiamenti. Il PD, cioè, deve nascere da una discussione pubblica e condivisa piuttosto che dalla vecchia politica oligarchica delle deleghe dall’alto”. Poi si passa al motore propulsore di tale politica: “La vera risorsa della Puglia è rappresentata dalle persone. E’ fondamentale liberare le energie affinché i cittadini si sentano veri protagonisti e non comparse del racconto. Lo diciamo chiaramente: noi crediamo nei cittadini e nelle cittadine di Puglia”. Infine l’assessore passa a declamare quelli che sono i veri punti della sua linea di condotta politica: “Noi abbiamo già studiato un’agenda di lavoro per definire obiettivi e priorità. In primis vogliamo una democrazia partecipata ossia dobbiamo immaginare un governo comunicativo, dialogante con gli enti locali, le organizzazioni sociali ed i cittadini attivi perché le decisioni che funzionano sono quelle che si prendono insieme. In seguito pensiamo che occorra passare dalle politiche dell’emergenza alla politica dei cicli: va cambiata la prospettiva considerando i problemi del territorio non più emergenze ma vere sfide per lo sviluppo di una Puglia verde e sostenibile”.

Minervini prosegue poi prendendo in esame altri punti della sua politica: “Sulla salute, occorre promuoverla e non soltanto curare la malattia. Su questo punto abbiamo accumulato ritardo perché abbiamo approvato leggi importanti ma solo recentemente abbiamo iniziato ad attuarle. Siamo consapevoli che su questo ambito il giudizio dei cittadini sarà più esigente e a tal proposito siamo pronti ad aumentare il loro coinvolgimento ed il loro controllo sociale. Infine è fondamentale sviluppare una politica della bellezza e della sapienza: dobbiamo recuperare un rapporto positivo con la risorsa produttiva principale della nostra terra che è la bellezza. La Puglia deve scegliere di fare della bellezza e della qualità il suo principale fattore produttivo, non solo il suo elemento d’identità, difendendo inoltre la sua pluralità di culture, saperi, identità locali che non si sono liquefatti nella modernità”.
Parole e musica di Guglielmo Minervini. Adesso attendiamo che le risposte date dietro ad una scrivania si traducano in fatti sul campo.

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Commenti

  • liberalamente (utente non verificato)

    Una domanda a Minerivini: di quante tessere è aumentata l’adesione al PD in terra di Bari e in Puglia in vista del Congresso? Spero in una risposta. Grazie

  • avantipopolo (utente non verificato)

    Si culpa in nobis est,auferte imperium indignis,si in vobis,nemo deorum nec hominum sit,qui vestra puniat peccata, Quirites:vosmet tantum eorum paeniteat. Discordia ordinum,patrum ac plebis certamina,est venenum urbis huius.Dum nec nobis imperii nec vobis libertatis est modus,dum taedet vos patriciorum, hos plebeiorum magistratuum, sustulerunt hostes nostri animos.Quid vobis vultis?Tribunos plebis concupistis:concordiae causa concessimus.