Che fine farà l’ufficio diritti degli animali (UDA) del comune di Bari?

Finalmente il Sindaco Emiliano ha terminato, almeno per quanto riguarda la formazione del nuovo consiglio comunale e della nuova giunta, il faticoso lavoro che lo ha visto molto impegnato per la delicatezza delle scelte.
In tale considerazione, ho voluto aspettare, per verificare, per non tediarlo, data la “delicatezza” del mio ruolo a favore degli animali nell’ufficio diritti degli animali da me fermamente voluto ed istituito fra mille difficoltà, se, anche per me, Michele emiliano avesse trovato, malgrado non fossi stata eletta (e lui dovrebbe sapere perché) una soluzione che mi consentisse di continuare a svolgere il lavoro iniziato, con tanta passione, dall’inizio della mia consigliatura (2004) ad oggi.
Tutti sanno che svolgo, nella città di Bari, attività di volontariato, e non solo per animali, dal 1988, anno in cui, oltre a costituire, con mio marito Enrico Dalfino, il prof. Attilio Alto e due artiste di batik romane . L’associazione culturale “Puglia oggi “, che promuove attività culturali di beneficenza a sostegno di chi soffre, sono stata investita della presidenza dell’A.C.A. (ass. pro cani abbandonati) sino al 2004, anno in cui ho dovuto dimettermi dall’associazione per conflitto di interessi col comune di Bari a cui avevo dato, sino a quella data, solo vantaggi, date le sue inadempienze a riguardo della costruzione del canile comunale, sin dal 1995 (L.R.12/95), anno in cui riuscii a stipulare una convenzione per 400 cani, all’ex macello comunale, con l’amministrazione Di Cagno Abbrescia, che durò quasi 3 anni, e il cui numero raggiunse la punta massima di 1200 esemplari per le numerose cucciolate che venivano abbandonate dietro il cancello dell’ex macello comunale.
Naturalmente la convenzione era sempre per 400 cani per cui da quel momento iniziarono i problemi economici dell’A.C.A. ma la promessa del Sindaco Di Cagno Abbrescia della realizzazione del canile comunale a Torre Tresca per 1200 cani ci dette la speranza che a breve l’A.C.A. avrebbe risolto i suoi problemi.
Pertanto, a causa del numero elevato raggiunto e la struttura fatiscente ove risiedevano i cani che, nel frattempo, erano diminuiti a 700 per le adozioni, e i decessi, il Sindaco Di Cagno Abbrescia con una ordinanza stabilì il trasferimento dei poveri animali alla Mapia s.r.l., contravvenendo alla L.12/95. ho accettato tale soluzione solo a patto di seguire i nostri animali nella Mapia, firmando un accordo di programma col comune e con la struttura privata per dare accesso ai nostri volontari nella suddetta e continuare a curare i nostri animali.
Purtroppo, dopo un po’ di tempo, abbiamo cominciato a notare che molte cose non funzionavano, per cui le abbiamo evidenziate ai proprietari della Mapia s.r.l. sperando che avrebbero a breve provveduto; invece ci ritrovammo, un certo giorno di fronte al divieto di ingresso nei recinti dei nostri animali imposto proprio dall’allora assessore all’ambiente Michele Roca .
È chiaro che da quel momento venne meno l’accordo di programma per cui l’A.C.A. fu costretta a diffidare il comune di Bari a riguardo dell’illegittimità della mancata realizzazione del canile comunale e quindi di omissione di atti d’ufficio spreco di danaro pubblico abuso di potere dopo tutti questi preamboli credo, sia giusto chiarire che tutti questi motivi mi hanno indotto a candidarmi con Michele emiliano, per la fiducia che mi ha ispirato quando l’ho conosciuto e soprattutto per la sua qualifica di uomo di legge .
Purtroppo, ad oggi non si è realizzato ancora niente malgrado una sentenza vinta nel 2003 su ricorso dell’A.C.A. al TAR Puglia. Il progetto esiste i fondi ci sono, il luogo dove costruirlo c’è .
Cosa si aspetta insomma? la realizzazione del canile comunale è assolutamente prioritaria, al fine di bloccare l’introduzione di ulteriori animali nella struttura privata della Mapia nel rispetto della normativa vigente (L.26/2006 art. 2) riportando così il comune di Bari nella legalità.
Tutto ciò dipende dalla velocità di realizzazione della struttura comunale e, nel contempo, trovare strutture territoriali idonee, gestite dalle associazioni, dove allocare finalmente i cani che sono custoditi dalle stesse in strutture abusive e non, e che sono, al momento, coperte dal comune, legittimo proprietario, con una convenzione ? che spreca danaro pubblico senza peraltro risolvere il problema, con un criterio di “par condicio” inesistente, data la situazione diversa l’una dall’altra.
Detto tutto ciò credo, a questo punto, di avere “il diritto“ di considerazione da parte del Sindaco Emiliano per tutto ciò che la mia associazione ha fatto per la città di Bari nell’arco di 20 anni e di darmi la soddisfazione di seguire direttamente l’iter della realizzazione del canile comunale che sento come una mia creatura per cui ha combattuto per tanti anni, subendo umiliazioni continue e rimettendoci per i ritardi subiti sia economicamente che fisicamente altro che conflitto di interessi!
*ex consigliere comunale
Commenti
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Come animalista sostengo in pieno la richiesta legittima di Anna Dalfino. Della citata Mapia srl ho da sempre pessime informazioni.Non è un “centro di accoglienza per cani abbandonati”(=canile), ma un autentico lager. L’interesse della Mapia non è mai stato il benessere dei cani, già traumatizzati dall’abbandono o… dai maltrattamenti, ma il profitto che ne deriva dalla loro presenza. Un “vero” canile a Bari è un esempio di grande civiltà! Ed è anche una bella prova dell’Emiliano-bis!
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A mio avviso alla domanda primaria sono quattro (4) le Istituzioni Comunali di Bari che dovrebbero dare atto alla domanda ha (risposta) posta positiva oh negativa, 1) Sindaco. 2) Giunta. 3) Direttore Generale. 4)Segretario Generale. Del Seguito del Lavoro svolto come posto *ex consigliere comunale Sig.ra Anna Dalfino. E’ domanda posta come cittadino.
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In quanto la struttura potrebbe rientrare alla realizzazione dei 30.000. Posti di lavoro promessi.
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Alcune considerazioni:i cani non votano,come i gatti,e i loro “padroni”,(che brutto termine) allorche’ votano pensano ad altro.Vi sono Leggi,regolamenti,anche dei fondi,pochini in verita’,ma un poco per TUTTI i politici e’ piu’ importante,opportuno,piacevole…forse “conveniente” interessarsi di altro…e delle bestiole tutti se ne fregano,salvo qualche “fissato”.LUREAL
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La Dalfino parla come se fosse l’unica in questa città ad essersi occupata di cani. Il mondo animale è più ampio e a me risulta una realtà cittadina molto più ampia e variegata. Il sindaco quindi non è affatto “obbligato” alla considerazione reclamata dalla ex-consigliera, può scegliere tra molte risorse, non necessariamente esterne all’amministrazione.






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