Segreteria Pd Puglia, parte la campagna elettorale
Aldilà delle intenzioni di fairplay, già si avvertono i primi scontri
I quattro candidati per la segreteria pugliese del Pd cominciano il confronto. Temi, forme e idee di un partito che non ha ancora rappresentato la ‘casa di tutti’, così come nelle intenzioni primordiali, terranno banco fino al 25 ottobre, giornata in cui si svolgeranno le primarie.
Sono il segretario uscente Michele Emiliano, Segio Blasi, Guglielmo Minervini ed Enrico Fusco. Ma secondo le preferenze dei quasi 50.000 democratici pugliesi iscritti nei 270 circoli, accederanno alle votazioni popolari i candidati con almeno il 5% dei consensi nei circoli e con il 15% dei voti su scala provinciale.
Il vero outsider è il Michele Emiliano, non appoggiato da nessuno dei candidati nazionali. Non ha paura e ha deciso ugualmente di ricandidarsi “non per alimentare la mia personalità, ma per restituire la possibilità di decisione e scelta ai cittadini pugliesi”. A marzo aveva promesso di lasciare, ma “le condizioni in Puglia sono cambiate”. L’annuncio di cinque mesi fa “era dettato dalla paura del momento, dalla tensione della campagna elettorale ed è arrivato molto spontaneamente, spiazzando tutti”. Oggi le cose stanno diversamente. “Il Pd per diventare partito di governo”, ha dichiarato il segretario, “deve fare in modo che l’apertura non abbia alcun limite”. Poi, la frecciatina a D’Alema e al suo candidato Blasi. “Ho sentito le sue critiche sulla mia doppia carica”, ha continuato, “ma non tengono conto che proprio lui detiene il potere in Puglia da più di 20 anni”.
Convinto che il doppio impegno (istituzionale e di partito) non sia affatto dannoso ma che aiuti a governare meglio, forte di un largo consenso popolare ma pronto a rinunciare in caso di convergenze di programmi, Emiliano accenna al “bisogno di pluralità del partito, anche quando si vuole partecipare in pochi, anche da soli. Il Pd ha bisogno di gente che pensi con la propria testa”. A loro si rivolge, a coloro che due anni fa elessero con più di 200.000 voti lui che non aveva né partiti né potenti alle spalle. Ma non è l’unico motivo. “Chi si candida oggi”, ha affermato Emiliano, “deve dire che governerà per ricandidare Nichi Vendola. Non si può difendere solo il Pd. Vendola è un uomo per bene e il pd ha il diritto e il dovere di ricandidare il presidente uscente”.
Più impacciato il dalemiano Sergio Blasi, consigliere provinciale di Lecce e ottimo sindaco di Melpigano che sostiene la mozione Bersani. “Mi sento molto motivato”, ha esordito, “io penso a un partito che sia in grado di smorzare il protagonismo dei singoli e che allarghi la discussione delle modalità in cui intendiamo procedere”. Totale trasparenza nelle decisioni politiche e diffusione della cultura e dei saperi per una scuola quale rimedio alle disuguaglianze nel suo programma. E un grande obiettivo: mettere il Mediterraneo al centro delle politiche future. “È lì che si gioca la grande sfida”, ha sottolineato Blasi. “La linfa vitale de partito sono i circoli”, ha concluso, “dovessi essere eletto, la mia stanza sarà nei 270 circoli della regione”.
L’assessore regionale alla trasparenza Minervini, invece, richiama l’attenzione sull’importanza del confronto che serve a dare unità al partito. “È il momento che serve a dirci le cose che non ci siamo mai detti prima”, ha precisato, “in più, le primarie hanno evitato di mettere in discussione Vendola e il lavoro svolto finora”. Aldilà delle ombre di questi ultimi tempi, Minervini tiene a sottolineare lo “straordinario patrimonio comune che rappresenta il governo regionale”. Il suo è un Pd aperto, vero e vivo. “É finita l’epoca dei supereroi, inizia quella dei cittadini”. Una menzione particolare va a lui per aver espresso la propria convinzione di come la sfida politica e democratica passi anche dal web 2.0. Affermazione assolutamente condivisibile.
Per finire, Enrico Fusco. Lui, che è presidente dell’Arcigay Bari e che da diversi anni si batte per il riconoscimento dei diritti civili, sostiene la mozione Marino, che gli “calza a pennello”. Laicità, ma anche ambiente, lavoro, formazione e integrazione. A partire dalle donne. “Solo 8 sono le donne su 60 candidati alla guida dei partiti regionali”, ha detto Fusco, “perché il congresso del Pd funziona come il Risiko, un gioco esclusivo degli uomini, che hanno scritto e applicato le regole. Prestare attenzione al problema è un fatto di democrazia”. Anche lui tira le orecchie a D’Alema, che prima “criticato la candidatura di Emiliano (precendentemente indicato come soluzione unitaria proprio da Marino, ndr) e poi ha candidato Sergio Blasi, sindaco e consigliere provinciale (comunque pronto a dimettersi, ndr). Sommessamente, mi preme ricordarvi che sono l’unico a non ricoprire ruoli istituzionali”.
La sua idea di Pd è semplice, chiara e senza ombre. “Il Pd deve prendere posizioni nette”, ha concluso Enrico Fusco, “prima di pensare di allargare al centro o rincorrere il centrodestra, ripensiamo alle politiche dell’Udc su certi temi”.
Infine, l’elogio a Nichi Vendola. “Il migliore candidato per la successione di se stesso”.
Commenti
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Blasi lo conosco solo x festa taranta ma dubito abbia carisma tale da aggregare 6 province;Minervini si autoincensa da solo,avendo di fatto fallito nel suo mandato assessorile: molti spot,poca sostanza.Peggio di lui,qualche Dc.La Calefato sarebbe stata meglio di Fusco,visto che ci sono così poche donne.A chiacchiere sono tutti bravi. Ma i fatti x ora li abbiamo visti solo con Emiliano. E poi basta con D’Alema,per pietà!
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Basta con D’Alema? Una parola. Basta vedere la gioiosa macchina da guerra messa in piedi allo Scheraton, con un unico obiettivo segare Emiliano,
delegittimarlo per ricondurlo a più miti consigli, per aver osato disturba re il manovratore.Continua così Max che come hai distrutto il partito, segherai l’albero su cui tu e tutti i tuoi notabili siete ben seduti ed appollaiati -
Forse sfugge a molti che Emiliano non ha vinto (o stravinto) al primo turno, ma è andato al ballottaggio. Questo ha un significato che dovrebbe far riflettere. Inoltre che significa che “il PD deve diventare un partito di governo aperto a tutti”? Questo vuol dire due cose: o il PD diventa un guazzabbuglio di idee e di persone che dicono tutto e il contrario di tutto, (per cui non potranno mai governare); oppure è solo uno slogan elettorale molto di moda che non dice assolutamente nulla.
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peccato che Blasi sia conosciuto solo per “la notte della taranta” e non per il suo comune a 5 stelle (uno dei primi comuni virtuosi). Peccata la scelta di Fusco: sembra fatta apposta per non nuocere: Patrizia Calefato avrebbe creato seri problemi a Dalema e Franceschini (pasando per Emiliano).
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ricandidare vendola alla regione nuovamente? ma qualcuno e’impazzito, nel pd ci sono molte figure di gente competente, serie, ma certamente capaci di saper governare, uno su tanti e’l’onorevole francesco boccia,che taranto ancora oggi gli farebbe una statua in piazza , per cosa ha fatto per loro, vediamo chi e’ l’ imbeccille di turno che negherebbe il vero,,,,,
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Questi giudizi sembrano un poco ingenerosi ed affrettati… fate almeno iniziare la campagna delle primarie! Cerchiamo di non prevenuti ma capaci di ascoltare: questi giorni sono e saranno bollenti, meglio andare al mare, riposarci e magari riflettere.
Forse è meglio x tutti. -
……e pensare che la Sinistra si era data, parzialmente unendosi, l’intento di compattezza interna e di opposizione unica alla Destra di Berlusconi!!!!






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