Dalla Svezia alla Georgia, il viaggio in bici di due amici rugbisti

la Redazione

Insieme giocano nella Capitolina Rugby di Roma e hanno un sogno: unire l’Europa attraverso il loro sport e l’energia pulita

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In bici dalla Svezia alla Georgia, passando per la Lettonia, la Lituania e l’Ucraina. 1100 chilometri tutti di pedalate. È l’idea stravagante che due giocatori della Capitolina Rugby di Roma stanno realizzando. Uno si chiama Francesco, un avvocato romano, e l’altro Nicola, ingegnere di Bari vecchia. I due si sono resi conto che, nell’immaginario collettivo, l’Europa è ancora quella formata da nazioni più rappresentative come Inghilterra, Francia, Italia, Germania, Spagna e poche altre. Invece, l’Unione Europea è costituita da ben 27 paesi.

E allora il rugby sta per diventare lo strumento fondamentale attraverso cui entrare in contatto con le persone di questi paesi e stimolare integrazione e nascita di contatti, a partire proprio dall’Italia e dalla Svezia. Altro punto in comune dei due è l’energia. Durante il viaggio cercheranno di parlare, conoscere e scambiare opinione sul tema con le diverse popolazioni che incontreranno sulla strada. Per loro, infatti, è arrivato il momento di spostare l’attenzione di tutti verso fonti energetiche alternative e pulite. Per questo viaggeranno pedalando su due ruote.

Si parte dalla Svezia perché attualmente è il paese di turno per la presidenza dell’UE e perché da sempre gli svedesi sono sensibili al tema dell’energia rinnovabile. Francesco, inoltre, vive a Stoccolma e gioca con il club multietnico degli Stockholm Exiles.
Obiettivo del viaggio? Entrare in contatto il più possibile con la gente per stimolare e creare un reale senso di integrazione tra questi paesi e il resto d’Europa.

Il rugby sarà protagonista del progetto, favorirà e renderà più dirette le interazioni con le persone per la capacità, propria di questo sport, di abbattere rapidamente le barriere tra le persone in ogni parte del mondo.
I due visiteranno, in ogni capitale toccata (Riga, Vilnius, Kiev e Tbilisi), le federazioni di rugby e un club locale per dare il via a rapporti più intensi. In questo saranno supportati dalla Federazione Svedese e dal FIRA-AER che hanno appoggiato il loro progetto.

“Non è facile organizzare un viaggio del genere per tanti motivi”, dichiarano Francesco e Nicola, “dalle questioni burocratiche alle difficoltà logistiche. Ad esempio, fino all’ultimo momento non sapevamo in quale giorno della settimana partisse la nave che ci porterà in Georgia. Ma anche per le difficoltà di allenamento, di reperire il materiale adatto all’impresa”.

“Molti amici hanno dato un contributo, economico o un semplice consiglio, e hanno capito che per noi quello che è importante è mandare un segnale chiaro: il rugby può essere uno strumento di condivisione importante, non solo in campo ma anche fuori, ed è per questo che abbiamo deciso di utilizzare le nostre conoscenze in modo positivo e propositivo per un progetto che crediamo sia davvero interessante”.

Sul sito web www.rugbybike4europe.org sarà possibile seguire le sorti e il percorso dell’intero viaggio.

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Commenti

  • VincenzoGadaleta (utente non verificato)

    Ciao Nico…allora non posso che augurarti un buon viaggio….ti auguro di conoscere tanta gente e di fare una gran bella esperienza…mi raccomando e ricordati che quando torni devo venire con cippalla a vdere il bari che gioca all’olimpico…un bacio….