Test preselettivi ai prof, Cgil: “Il razzismo della Lega non passerà”

Antonio Scotti

Mimmo Pantaleo: “Siamo di fronte a qualcosa di pericoloso per la civiltà del nostro Paese”

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Sdegno, incomprensione. Ma anche scoramento e nervosismo. Il giorno dopo la proposta delle Lega di sottoporre gli insegnanti a test preselettivi per consentire l’accesso agli albi regionali, la reazione dei docenti è di unanime riprovazione.
La prima a manifestare il proprio pensiero è stata la Flc Cgil: "Nella scuola italiana la cultura razzista e antimeridionale della Lega non passerà – dichiara in una nota il segretario generale Mimmo Pantaleo -. Si punta a regionalizzare, nel nome di un falso federalismo, il sistema nazionale d’istruzione penalizzando le aree più deboli del paese”. La proposta degli uomini del Carroccio prevede che all’interno del test preselettivo per accedere agli albi regionali, si valuti la conoscenza delle tradizioni culturali e linguistiche del territorio dove i docenti gradirebbero lavorare.
Come noto la maggior parte degli insegnanti che lavorano nel settentrione hanno origini meridionali. Un anno fa, dopo l’affondo del ministro dell’Istruzione Maristella Gelmini sulla presunta preparazione inferiore di alcuni maestri del Mezzogiorno rispetto a quelli del Nord, fu lo stesso Umberto Bossi a lanciare la proposta di “assegnare docenti padani in Padania”.
Sul web la reazione degli insegnanti, specie dei precari, non è mancata: “Lavoro da quattro anni a Cuneo e provengo dalla Basilicata, il dialetto non lo conosco e non credo di volerlo imparare, m’interessa solo insegnare ai ragazzi quanto previsto dalla disciplina per cui lavoro e cioè la matematica”.

Sulla stessa linea anche il sindacato diretto da Guglielmo Epifani: “Pur di discriminare gli insegnanti del sud – continua Pantaleo – si arriva ad affermare che contano più la conoscenza delle tradizioni e del dialetto che i titoli di studio, quasi che alla bambine ed ai bambini, alla ragazze ed ai ragazzi bisognerebbe insegnare non la cultura, la storia e la lingua del nostro paese ma i dialetti territoriali”.
“Siamo di fronte a qualcosa di tremendamente pericoloso per la civiltà del nostro paese che non merita quella deriva regressiva”, conclude Pantaleo.
Al Provveditorato di Bari i docenti sono alle prese con la verifica dei punteggi, decisivi per il prossimo anno scolastico. E sulla proposta della Lega cade il più severo dei commenti di una maestra precaria: “I leghisti dovrebbero leggersi la Costituzione prima di dire certe sciocchezze”.

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Commenti

  • Antomita (utente non verificato)

    Ma non si tratta di leggere la costituzione, anche perchè leggerla non vuol dire anche capirla… ma di ignoranza e stupidaggine pura..se non fosse stato per la mano d’opera prima..e la cultura terrona importata dopo, i signori leghisti vivrebbero ancora con l’anello al naso..il figlio di bossi ne è l’esempio vivente..