Comunisti: ricominciamo….

Ludovica De Benedetti

Sostanziale l’autonomia dal PD

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Roma, 18 luglio, centro congressi di via Frentano.Si apre oggi una nuova fase politica per la “sinistra alternativa” che si è decisa, dopo anni di incontri e scontri, a mettere da parte i vecchi rancori fra partitini e partitelli, fra comunisti e socialisti, fra compagni e compagne, per ripartire con un grande progetto comune che veda finalmente unite in un’unica federazione tutte le forze ed i movimenti a sinistra del PD.

L’incontro si è aperto con la registrazione di un’intervista ad Haidi Giuliani che ha voluto ricordare i terribili fatti di Genova 2001 e sottolineare l’importanza di ricominciare proprio da lì: dalla lotta di classe e dal conflitto sociale che sono il cuore stesso della democrazia. Si sono poi succeduti gli interventi di numerosissimi ospiti; per più di sei ore uomini e donne, ragazzi e ragazze con differenti storie politiche alle spalle e appartenenti a diversi partiti e movimenti hanno deciso di confrontarsi per stabilire i punti fondamentali al fine di “costruire un’efficace opposizione sociale politica e culturale in grado di proporre e rendere credibile un’uscita da Sinistra dalla crisi”. In nome di questo tentativo si sono stabilite alcune parole chiave: prima di tutte l’UNITà che ridia forza e credibilità ad una sinistra che a causa di litigi, scissioni e divisioni ha perso milioni di elettori uscendo addirittura dal parlamento.

In secondo luogo l’AUTONOMIA: l’autonomia dal PD con cui si può forse dialogare (su questo gli ospiti si sono divisi provocando anche rabbiose reazioni del pubblico), ma da cui non si deve dipendere; l’autonomia dall’UDC e dall’IDV portatori di ideologie liberiste e capitaliste, e, infine, l’autonomia all’interno della stessa federazione in cui nessun partito o movimento deve cercare di prevaricare o inglobare un altro soggetto. Altro tema fondamentale di questa giornata è stata la crisi che manderà a casa milioni di lavoratori e che obbliga le sinistre ad una presa di responsabilità che le porti a scoprire e inventare nuove forme di assistenza sociale per permettere a tutti il diritto al lavoro e alla dignità. Si dovranno trovare soluzioni alternative al capitalismo che ha sempre creato solo ingiustizie e squilibri economici analizzando l’attuale situazione economica mondiale.

 Oltre all’unità, all’autonomia e al diritto al lavoro, un valore fondamentale che va salvaguardato dagli attacchi del Berlusconismo è la DEMOCRAZIA e ciò è possibile solo attraverso l’attuazione di programmi comprensibili e chiari, attraverso una netta presa di posizione su temi come il conflitto di interessi e i diritti civili, attraverso una battaglia per il pluralismo in tutti i campi e contro il bipartitismo e le leggi vergogna varate dalla maggioranza.

Hanno concluso il congresso Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero. Nei loro discorsi hanno introdotto un’altra parola chiave: STUDIO: come analisi della storia, delle radici e dell’identità del movimento che permetta di comprendere il presente, capirne i problemi ed arrivare a risolverli; studio come diritto fondamentale che deve essere accessibile a tutti per creare una nuova generazione consapevole, che possa portare nuove esperienze e innovazioni nei partiti e nella politica per cambiare veramente le cose. E per far questo c’è bisogno di una scuola di qualità e soprattutto pubblica. Ai giovani vanno poi garantite concrete possibilità per il loro futuro e va premiato il merito per evitare la “fuga di cervelli” che si è vista negli ultimi anni.

Quali sono a questo punto le proposte concrete per il futuro? Nuove assemblee in tutto il territorio per ascoltare la voce della base; la creazione di gruppi di lavoro che studino i temi che vanno affrontati subito e redigano il regolamento di questo nuovo soggetto politico che ha l’ambizione di diventare il nuovo punto di riferimento per chi, anche se non comunista, crede ancora nella sinistra e nella democrazia e vuole combattere l’odio xenofobo e l’avanzata delle destre in nome della laicità, dei diritti e della libertà.

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Commenti

  • GIANTOD (utente non verificato)

    The answer, my friends, is: rassegnatevi! E andate a lavorare! E per favore non scomodate nè i Beatles (The long and winding road), nè Bob Dylan (Blowin’ in the wind), nè il Papa. Nulla di più lontano da Voi! Non seguite infine il consiglio di Diliberto: se Vi mettete a studiare, rischiate di accorgervi della Vostra obsolescenza. Amen.

  • areyouready (utente non verificato)

    comunisti ricominciamo…… si ad andarvene tutti via…..

  • sanspapier (utente non verificato)

    A Giantod invece un pò di serio studio farebbe molto bene. Eliminirebbe il pregiudizio, tarlo che inibisce la cultura veramente libera.

  • GIANTOD (utente non verificato)

    Il pregiudizio si impara studiando come SANSPAPIER, cioè solo quello che torna utile alla propria causa…Tutto il resto, persone comprese, non sono legittimate ad esistere. Cultura surrettizia.

  • santini57 (utente non verificato)

    ormai è così schematico,la sinistra deve pensare ai poveri,il centro ai cattolici praticanti,è la destra alla borghesia.Ma se tutti i partiti pensassero a tutti,non ci sarebbero tutte queste sperequazioni.E logicamente le forze dell’ordine e i militari,dovrebbero essere neutrali,e pensare solo ha difendere la carta della costituzione.

  • sanspapier (utente non verificato)

    Carissimo Giantod, 1°:il “vero” studio è studio e basta(ed è a questo che mi riferivo). 2°:Solo gli “orientamenti” di pensiero e di vita che ciascuno “liberamente” sceglie di acquisire dallo Studio, possono essere di “destra” o di “sinistra”.3°:sono proprio le tue affermazioni che celano una “cultura surrettizia”. Peccato che proprio tu non te ne accorga. Per me è chiuso qui!!