Stasera guido io: la sicurezza stradale è con l’Ania
Servono anche più etilometri e più controllo sulle strade secondo Giovanni Resta dell’Aci
Ieri sera allo Switch di Bisceglie e al Trappeto di Monopoli, questa sera al Malé di Santa Cesarea Terme e al Praja di Gallipoli: tornano per il secondo anno in Puglia i simulatori di guida della Fondazione Ania, che riunisce le agenzie assicurative di tutta Italia. L’impegno per il 2009 e di riaffermare insieme all’Aci e alla Diageo l’importanza della prevenzione delle stragi del sabato sera. Con Stasera Guido Io, iniziativa patrocinata dal Ministero per la Gioventù, l’Ania promuove la politica del bob, del guidatore designato dalla compagnia, colui che indossa un braccialetto e al bar si impegna a bere solo analcolici. Nei pressi dei locali della movida pugliese la fondazione distribuirà materiale informativo, dei gadget e anche un contratto, un impegno di chi guida ad evitare di alzare il gomito per il bene suo e della compagnia. “Chi guida in maniera irresponsabile può uccidere ciascuno di noi, quindi bisogna farlo smettere! – ha dichiarato Umberto Guidoni, Segretario Generale della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale – Mettersi al volante in stato psicofisico alterato significa trasformare l’auto in un’arma impropria, con l’altissima probabilità di provocare delle vittime. Infatti, secondo le stime congiunte della Toronto University e dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, entro i prossimi anni l’alcol alla guida rappresenterà, dopo il cancro, la principale causa di disabilità e mortalità prematura in Italia. La posizione della Fondazione ANIA è di tolleranza zero nei confronti di chi si mette al volante dopo aver bevuto; per questo, è necessario applicare un unico principio ‘chi guida non beve e chi beve non guida’. Pertanto, massima libertà nei confronti di chi vuole consumare alcolici, a patto che non si metta mai al volante dopo aver bevuto”. I dati Istat riferiti al 2007 e rielaborati dall’Ania mettono in evidenza 230.871 incidenti stradali con 5.131 decessi e ben 1.752 vittime tra i 18 e 34 anni sulle strade italiane. 621 le morti registrate solo nei week end. La Puglia vanta un non invidiabile 7% di queste cifre parametrate al livello nazionale: 11.776 incidenti, con 19.652 feriti e 366 morti.
In provincia di Bari c’è un morto ogni 47 incidenti: nel 2007 sono stati ben 5181 e hanno causato 110 vittime. L’abuso di alcool causa il 30% dei decessi per incidenti stradali, senza dimenticare che se non si muore a causa di un bicchiere di troppo, spesso, come calcola l’Ania, su un milione di feriti registrati dalle compagnie assicurative ben 150 mila subiscono dopo l’incidente stradale una invalidità permanente.
“Chi guida non beve – ha sottolineato Giovanni Resta, Direttore Regionale dell’Automobile Club Puglia – e il guidatore designato è la soluzione più efficace per contrastare l’incidentalità imputabile all’alcol. Va pertanto incentivata la formazione nelle famiglie e nelle scuole, che devono trasmettere esempi di vita equilibrata. L’azione educativa deve poi integrarsi con un’attività di controllo delle Forze dell’Ordine maggiormente orientata a prevenire gli incidenti. Su questo obiettivo le dotazioni dei Comandi delle Polizie locali dei piccoli Comuni dimostrano ancora uno squilibrio: il 44% dispone di almeno un autovelox ma solo il 7% ha in dotazione un etilometro. Il Progetto di Legge per la sicurezza stradale varato dalla Commissione Trasporti della Camera può dare un impulso significativo alla prevenzione degli incidenti, grazie anche all’accoglimento di numerose proposte dell’ACI tra cui l’effettiva destinazione alla sicurezza stradale di una quota dei proventi delle sanzioni”.
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