Polizia, allarme sicurezza lanciato dal Sap

Riceviamo e pubblichiamo

Mancano mezzi e uomini affinché l’estate in Puglia scorra serena

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Con l’arrivo dell’estate e in previsione del consueto aumento esponenziale dei flussi turistici, la Segreteria SAP di Bari sta effettuando una serie di visite e riunioni presso gli uffici di Polizia che saranno maggiormente gravati nei mesi di luglio e agosto.

Il quadro che ne emerge è preoccupante. Il personale della Polizia di Stato in servizio presso il COA (Centro Operativo Autostradale) ha rappresentato che lungo tutto il tratto di competenza del Centro di Bari (che controlla le arterie autostradali dell’intera regione Puglia) le pattuglie disponibili sono ridotte alla metà di quelle previste. In media tre pattuglie dovranno controllare oltre 600 km di autostrade (considerando entrambe le direzioni). Per questo genere di servizio, la Polizia dispone di 4 reparti operativi: a Foggia, a Trani, a Bari e a Taranto. Ciascuno dovrebbe assicurare 1-2 pattuglie per ogni turno, ma a causa della cronica mancanza di personale in genere si riesce ad assicurare una sola pattuglia, e qualche volta nemmeno quella.
Drammatica, poi, la situazione nella Sala Operativa che dovrebbe controllare e gestire tutta la rete: è presidiata da un solo operatore, che deve provvedere al monitoraggio della situazione, a rispondere al telefono, a comunicare via radio con le pattuglie e a curare la tenuta dei registri di eventi e segnalazioni, a interfacciarsi con gli altri enti istituzionali (in particolare i gestori autostradali), a interrogare i terminali per controllare targhe e nominativi… nemmeno un polpo ci riuscirebbe.

Su un altro fronte, quello del porto di Bari, meta di migliaia di viaggiatori (turisti e professionisti) in arrivo e in partenza, sia comunitari che extracomunitari, la situazione non è migliore.
Il personale addetto ai controlli di frontiera è sgomento. Tre, quattro poliziotti si ritrovano a dover gestire la partenza e l’arrivo di migliaia di persone, autovetture e mezzi pesanti.
Un compito semplicemente impossibile, se svolto come si dovrebbe. Basterebbe controllare la corrispondenza di ciascun passaporto o documento di viaggio con la persona che lo possiede, la targa dell’autovettura su cui viaggia, la presenza di eventuali clandestini a bordo dei mezzi, e già solo questo bloccherebbe navi e passeggeri per ore e ore, se non per intere giornate. Non parliamo poi di effettuare quei minimi controlli di sicurezza (interrogazione dei nominativi al terminale, esame dei documenti per verificare eventuali falsificazioni, controllo del possesso di sufficienti mezzi di sussistenza) che dovrebbero garantire l’impermeabilità della frontiera nei confronti di criminali, terroristi, clandestini e persone ricercate: si giungerebbe alla completa paralisi del traffico portuale.
La situazione, già critica, diventa tragica sul fine settimana, quando il traffico passeggeri raggiunge punte insostenibili.
Il Codice Frontiere Schengen (Regolamento CE 562/2006) stabilisce che i cittadini di paesi terzi debbano essere sottoposti a controlli approfonditi.
Ciò è evidentemente impossibile, come abbiamo detto.
E allora si ricorre a un “trucco”. Si applica l’art. 8 del Codice, che recita:
“In circostanze eccezionali ed impreviste le verifiche di frontiera alle frontiere esterne possono essere snellite. Tali circostanze eccezionali ed impreviste sono considerate sussistere quando eventi imprevedibili provocano un’intensità di traffico tale da rendere eccessivi i tempi di attesa ai valichi di frontiera e sono state sfruttate tutte le risorse in termini di organizzazione, di mezzi e di personale.”
In questo modo, in pratica, i poliziotti si limitano a timbrare passaporti e documenti di viaggio e… chi s’è visto s’è visto. Anche perché se si perde tempo, autorità portuali e società di navigazione iniziano a rumoreggiare e fioccano le telefonate: i ritardi costano.
Ma a ben vedere, l’art. 8 parla di circostanze eccezionali e impreviste: di vera e propria emergenza. Ma al porto di Bari questo succede sempre. Come può parlarsi di evento imprevedibile?
A farne le spese, innanzitutto, il personale: costretto a carichi di lavoro eccessivi, sottoposto a costanti variazioni di turno, spesso smonta all’una, alle due di notte, per rimontare alle sette del mattino. Lo aspettano ore di sole cocente, migliaia di persone da “controllare”, l’aria irrespirabile per gli scarichi di centinaia di automezzi e camion che si imbarcano o sbarcano.

Ma ne fa spese anche la sicurezza.Infatti, tanto è difficile per un terrorista entrare in Italia attraverso l’aeroporto (dove tutto scorre in maniera ordinata e controllata), tanto è facile passare attraverso il porto: basta viaggiare in un giorno ad alta densità di traffico.

Non va meglio per i treni e la Polizia Ferroviaria, dove il problema non è solo quello della mancanza di personale, ma anche l’insufficienza di risorse economiche. E’ stato riferito che per potenziare gli uffici di Polizia ferroviaria di Lecce, si cercano volontari tra il personale in servizio a Bari, disposto ad andare in missione a Lecce… senza la prevista retribuzione di trasferta.
Situazione davvero paradossale – giacché retribuzioni ed emolumenti costituiscono un diritto irrinunciabile del lavoratore – in ordine alla quale il Sindacato Autonomo di Polizia sta procedendo a verifiche. E’ chiaro che la Polizia di Stato sta accusando il colpo inflitto dai tagli di spesa e dalla riduzione delle assunzioni. Gli organici sono in deficit di migliaia di unità rispetto a quelle previste, i carichi di lavoro aumentano sempre più e l’età media del personale cresce inesorabilmente (e con quella, acciacchi e malattie). E come se non bastasse, continuiamo a registrare sprechi di denaro in progetti di scarsa efficacia quando non siano assolutamente inutili: così i fondi stanziati dalla Regione per aumentare i servizi di controllo del territorio nelle ore serali e notturne; così il sistema di fotocellule installato presso la Stazione Marittima e mai reso operativo, ecc…

John Battista
Segretario Provinciale SAP Bari

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Commenti

  • sanspapier (utente non verificato)

    Non basta “registrare sprechi di denaro….”, dovete chiedere con incisività (la modalità la scegliete voi) che questo denaro “sprecato” cambi direzione e serva per nuove urgenti assunzioni, senza tagli di spesa. I vari governi, da quello del Comune a quello Centrale, dovrebbero tenere più alla vostra efficienza che a quella delle preoccupanti ronde.

  • nickgabri48 (utente non verificato)

    Politica non comment…