Facite Ammuine

Mariano Leone
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Diciamocelo,
i provvedimenti del nostro querulo Ministro del tesoro mi hanno ricordato un provvedimento della marina borbonica. Prevedeva che in caso di ispezione i marinai che stavano a poppa dovevano recarsi a prua , quelli di prua dovevano andare a poppa. Dovevano fare ammuina, far vedere che si muovevano, che si davano da fare.

Come definire gli ultimi provvedimenti del ministro? Della stessa qualità . Facite ammuine. Fate finta di fare. Tutti all’insegna dell’effetto annuncio. Sarà dato un contributo agli imprenditori che di fronte alle scelta di licenziare i propri dipendenti decidono di tenerseli.
Bella iniziativa. Quante risorse dedicare a questo affascinante progetto ? Non si sa, sono dettagli. Quale proceduta adottare ? Non si sa, sono dettagli.
Riduzione al 50% della tassazione per gli utili reinvestiti. Stupendo provvedimento. Quando gli imprenditori ne potranno usufruire? Prevedibilmente per il sistema delle scadenze di bilancio non prima dell’Aprile dell’anno prossimo. Questo non viene detto, ma sono dettagli . Per un problema attuale si propongono soluzioni da applicarsi in futuro. I Tremonti Bond dovevano servire a dare liquidità alle banche per poi riverberarla agli imprenditori.

Gli imprenditori, quelli veri, quelli che non fanno parte della dozzina di famiglie che gestiscono rapporti privilegiati e di parentela con banche e classe politica non hanno ricevuto nulla.
Anzi non si conoscono gli effetti dei Tremonti Bond sulle imprese. Le banche continuano a fare profitti in un sistema produttivo che arranca. Banche ricche e imprese povere. In tutti gli altri paesi sarebbe un paradosso, ma non in Italia. Gli imprenditori oltre alla contrazione del credito e alla contrazione dei consumi avevano ed hanno un altro elemento di criticità.
Hanno crediti nei confronti della pubblica amministrazione non soddisfatti.
Pensavo che fosse solo una valutazione dettata dal mio limitato panorama professionale, invece scopro che sono 80 miliardi i crediti che gli imprenditori attendono dell’amministrazione pubblica.

Anche in questo caso c’era stata una promessa di sollecito dei pagamenti. Ma appunto solo una promessa.

Disoccupazione.
Anche per la disoccupazione il Ministro ha un atteggiamento conforme a quello del suo premier. Dileggiare il sistema di rilevazione della disoccupazione. Recentemente ha anche lui aderito al nuovo sport nazionale. Ridicolarizzare gli istituti di rilevamento dei dati econometrici in nome dell’ottimismo . Dai dati Istat, ai centri di rilevazione della Banca d’Italia, ai pareri concordi degli economisti , tutto quello che disturba il manovratore deve essere tacitato in nome dell’ottimismo.
Unico vero motore del superamento della crisi.
Il reddito procapite italiano è fra i più bassi d’Europa. Basta non dirlo .

Dal ’92 la ricchezza del paese si è spostata dai redditi di lavoro dipendente a rendite e profitti.
Basta ignorare il fenomeno. Ci aspetta una serie di condoni e scudi fiscali come nella migliore tradizione del nostro ministro.
Intanto possiamo bamboleggiarci con il federalismo fiscale , quando e se si realizzerà sarà un problema della classe politica della prossima generazione .
Le entrate tributarie in questo primo trimestre sono diminuite e non solo per contrazione dei consumi ma anche per una recrudescenza dell’evasione fiscale .
La Corte dei Conti ci porta ulteriori dati sul volume della corruzione . Forse questa e la via italiana al superamento della crisi . Si tratta di estenderla anche ai titolari di reddito da lavoro dipendente, così la smetteranno di lamentarsi
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