Il dopo Conte è iniziato oggi

Ventura: “L’obiettivo è la continuità”
Il dopo Conte è iniziato oggi. Ore 11,30, sala stampa del San Nicola, presentazione di Giampiero Ventura, l’uomo ai cui schemi il tecnico salentino si era ispirato. Il nuovo arrivato è pacato, calmo e sobrio. Ha l’esperienza dalla sua. E’ il 58° allenatore della storia del Bari e il 15° dell’era Matarrese. Lui personalmente allena da 27 anni, ed è a circa 800 partite professionistiche. Gli si domanda se si sente emozionato. Risponde che allena per libidine, perché per lui, al punto della carriera in cui è, più che apparire gli importa essere.
Ventura per continuare il progetto tecnico-tattico intrapreso. E’ questo il sunto delle motivazioni che hanno portato al suo arrivo. Sin dall’inizio, nelle prime dichiarazioni, si vede che il nuovo tecnico è più allineato alla linea societaria del precedente. Si parla del nucleo storico che ha portato alla promozione (uno dei principali punti di acredine tra Conte e società), che Ventura vuole ritoccare, ma non smembrare. “Quando si vince un campionato – afferma il neo arrivato – c’è entusiasmo e si porta nella testa, anche a livello inconscio, un bagaglio vincente per dimostrare di meritare di essere entrati dalla porta principale nella massima serie”. Si parla di arrivi (la fretta in sede di campagna acquisti era una delle altre accuse mosse all’ex allenatore): “non ci si può permettere di avere fretta nel comprare e di rischiare di sbagliare acquisti. Meglio andare cauti e aspettare un paio di giorni”. Si parla ancora delle affinità tra lui e Conte, e delle analogie tra il suo Pisa e l’ultimo Bari, non a caso preso ad esempio proprio dall’ex tecnico salentino. “Visto che sono stato io ad applicare per primo quel sistema di gioco, credo che fosse più il gioco di Conte simile al mio, che viceversa”.
Estrapolate così, le dichiarazioni di Giampiero Ventura possono correre il rischio di sembrare spocchiose, e invece è emersa l’immagine di un uomo semplicemente sicuro di sé e desideroso, per usare le sue stesse parole, di “dare risposte”, evidentemente ad addetti a lavori di società della massima serie che ultimamente non puntavano più di tanto sulle sue capacità (visto che le richieste pervenivano tutte da società di serie B). Si riparte dunque dal 4-2-4, “un modulo che si può applicare tranquillamente anche in A, ma non certo in tutte le partite”. Con Antonio Conte Ventura dice di avere un buonissimo rapporto e di averlo sentito appena sei giorni fa, ma di aver, come poi chiarirà anche Giorgio Perinetti, raccolto la sua eredità soltanto dopo che la sua esperienza in biancorosso si era conclusa. Sembra un tecnico più aziendalista del preceente, ma ci tiene a chiarire che “aziendalista è un conto, lacchè un altro”. “L’obiettivo – dice – è di dare continuità a un modo di giocare e di permettere al gruppo di ritagliarsi uno spazio importante in un campionato importantissimo”. Gruppo che non va smembrato, ma ritoccato. “E’ giusto ripartire dal nucleo che ha vinto il campionato, ma qualcosa andrà ritoccato. Il Bari ha vinto la B meritatamente, ma i campionati sono diversi. Deve arrivare gente dotata di qualità e di fisico.E’ ovvio che ho fatto dei nomi, se no mi avrebbero già licenziato”. Nessun accenno specifico, però.
Di cifre relative al suo ingaggio non si parla, ma l’impressione che se ne trae dalla espressione del suo viso e dalle parole del Presidente (“abbiamo firmato il contratto giusto”) è che siano parecchio inferiori a quelle che avrebbe percepito Antonio Conte.
Il Presidente, già, lui che, tornando per un attimo solo alla querelle con Conte, dice di averlo considerato come un figlio, ma di essere rimasto sorpreso da certe prese di posizione con lui, che ne pensa del suo nuovo tecnico? “Ventura viene dalla gavetta come me – asserisce – l’augurio che gli posso fare è che lui possa dare alla tifoseria la gioia avuta con l’allenatore Conte. La società è passata dalla gioia per la promozione all’amarezza del cambio di panchina. Ora siamo qui per tornare a gioire”.
Come Conte Ventura è stato portato da Giorgio Perinetti, che ricorda di averne sentito parlare per la prima volta quando questi era ancora giocatore, per bocca addirittura di Niels Liedholm. “Riusciamo con Ventura a lavorare per la prima volta insieme 17 anni dopo. L’ho proposto perché avevamo poco tempo per indugiare e perché rappresenta la continuità. Ha idee e fa giocare bene le sue squadre. Voglio precisare che l’equazione Conte- garanzia e Ventura – disimpegno della società è errata. Io ritenevo Conte in A una intrigante scommessa, mentre Ventura rappresenta una spregiudicata certezza”.
Gli chiediamo, data la sintonia pressoché totale col nuovo tecnico, se a questo punto non sia dispiaciuto di non averlo portato a Bari prima. “Col senno di poi tutto sembra diverso. Noi puntavamo sulla conferma di Conte, ma anche quando lui era in trattative con altra società quello di Ventura era uno dei due nomi alternativi. Voglio specificare, per correttezza, che l’abbiamo interpellato solo quando si trovava in America, e non prima. Abbiamo perso tempo, questa è la verità in effetti, ma voglio guardare il lato ottimistico, dicendo che è meglio che con Conte ci siamo chiariti per tempo”.
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