Pdl: ricominciare dalla gente
Abbiamo perso ai ballottaggi. Non siamo stati capaci di riportare a votare la nostra gente. I numeri di questa tornata elettorale sono impietosi.
Al primo turno hanno votato per la coalizione di centro destra 92.133 elettori, al secondo turno hanno votato per il candidato sindaco Di Cagno Abbrescia appena 67.217 persone, con una perdita secca di 24.916 voti, pari a circa il 27% dell’elettorato. Praticamente il 14% in meno di affluenza alle urne si è tramutato in un -28 del candidato di centrodestra, mentre il candidato di centrosinistra ha portato i suoi voti da 98.052 al primo turno a 100.021 al ballottaggio, forse con un effetto minimo dell’apparentamento con l’UDC.
Il “pacchetto” candidato sindaco non ha funzionato: la campagna elettorale, la comunicazione, il programma, il rapporto con gli elettori, le questioni con gli ex alleati. E’ stato tutto sonoramente bocciato dall’elettorato.
Al primo turno siamo riusciti ad arrivare al ballottaggio grazie ad un risultato notevole dei candidati consiglieri che hanno tirato il candidato sindaco. Tale traino, evidentemente, è venuto meno al ballottaggio evidenziando la pochezza della candidatura in campo. Un ottimo sindaco, una bravissima persona ma, purtroppo, in questa fase, un pessimo candidato. Lo dicono i numeri ed i numeri non consentono appello.
Che fare adesso?
Il modello dirigistico del partito non funziona più. Le scelte calate dall’alto allontanano gli elettori e non riescono a mettersi in sintonia con le persone, con le città.
La “P” di PDL sta per “popolo” e non per “partito”. E’ dal popolo che bisogna ricominciare.
Continuando l’analisi delle elezioni, e guardando i risultati degli eletti, appare immediatamente agli occhi che, in tutta la Puglia, sono state premiate le persone che sono riuscite di più ad interpretare la voglia di cambiamento della gente, gli interessi e la difesa del territorio. Da Emiliano, a Schittulli allo stesso Mennitti, che si è scagliato con forza contro il rigassificatore a Brindisi.
Ed ancora, nelle liste degli eletti, è stata premiata la freschezza, la gioventù politica. I più suffragati, a Bari, a Foggia, a Lucera, in provincia, alle europee, sono persone giovani e grintose. Hanno messo in soffitta i vecchi arnesi.
Per le prossime regionali il PDL, se vuol vincere, deve cambiare completamente e decisamente registro. Occorre iniziare immediatamente il tesseramento, arrivare ad un congresso regionale il prima possibile, coinvolgere il più possibile la gente, i militanti; indicare coordinatori che abbiano piena legittimazione popolare. E poi, contemporaneamente, far si che gli enti riconquistati siano un esempio di efficacia, efficienza e buon governo del territorio, magari mandando qualcuno a scuola negli enti amministrati dalla Lega.
Bisogna ricucire gli strappi con chi, pur essendo di centrodestra, è rimasto fuori dal PDL. Sarebbe bello che per far questo si ricorresse allo strumento delle primarie di coalizione per decidere la candidatura del Presidente della Regione: una legittimazione di popolo fresca, condivisa e determinante. Per coinvolgere la gente, eliminare le divisioni tra fratelli e dare forza al candidato comune.
La gente di destra è stufa delle sconfitte brucianti, è stufa delle decisioni calate dall’alto, è stufa di vedere il proprio territorio svenduto e sfruttato. O il PDL diventa un partito di popolo, oppure muore. Da soli, il 51% è lontano. Con candidati calati dall’alto, lo è ancor di più.
Dante Leonardi
Commenti
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E mi auguro veramente che qualcuno li colga,Dante,quei messaggi che stiamo cercando di lanciare.Le regionali sono dietro l’angolo e le prospettive non sono proprio rosee.Se poi consideri che alcuni dei grandi strateghi ha lavorato oggi per il suo scranno alla Regione Puglia,non c’è da stare molto tranquilli!
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Concludendo caro Dante,se il PDL è seriamente intenzionato a cambiar rotta deve dimostrarlo subito.Primarie per l’individuazione del Candidato alla Presidenza della Regione Puglia e per il Candidato Sindaco di Bari.La candidatura a Sindaco di Bari non può essere individuata un anno prima delle elezioni.Il PD ha già le idee chiare per il dopo Emiliano, e se il candidato dovesse essere Antonio Decaro non ti nascondo che io lo sosterrei.
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La cosa più assurda è che nonostante avessi declinato ogni suo invito, ho tuttavia sostenuto apertamente per ben tre volte la sua candidatura. Dopo questa confessione “forse ridicola” credo di poter dire che non credo che il PDL potrà mai riorganizzarsi e pertanto l’unico spazio che potrà essere concesso a chi non sia afferente a gruppi di potere è quello di manovali utili in campagna elettorale e di menti scomode da candidare.
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Io devo ammettere di aver molto sbagliato in questi 10 anni. Avevo la possibilità di lavorare con il mio amico Sindaco Emiliano e dopo essergli stato accanto nei 15 mesi precedenti la sua candidatura non avevo maturato il convincimento che bisognava liberarsi da ogni pregiudizio ideologico. Non si contano gli inviti di Emiliano a collaborare con lui ai quali io non ho risposto.
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2005: hai deciso cosa vuoi fare da grande? 2009 . mi stai stressando per te non c’è spazio nel PDL.Volendo potrei ricordarti cosa ti disse Di Cagno Abbrescia : le candidature devono partire dal basso, oppure Pennisi :stai fermo un giro.
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Francamente non credo che il PDL abbia voglia di riorganizzarsi attribuendo un valore a persone non afferenti ai soliti gruppi di potere. Oggi il PDL “BARI” ha una sola necessità:imbarcare gli ex AN per non perdere la partita del 2010. Caro Nicola,ricordi cosa ti chiese Attanasio subito dopo le regionali del 2005 e cosa ebbe a dirti a gennaio 2009?
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Noi cerchiamo di ripartire dal basso.Ma i capataz (o i ras) lo vogliono?Un abbraccio,Dante.
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Per quanto mi riguarda,Dante,continuerò la mia militanza a destra,avendo ampiament dimostrato (ed Antonio Uggenti con me e più di me) cosa conto.Con l’UDC assente sul territorio,con candidati al Consiglio comunale che si accordavano con Acquaviva o con Di Gravina (amici cui voglio bene),con canddati alla Presidenza di Circoscrizione che,dicono, sosteneva la candidata di MPA,ebbene ritengo di aver avuto uno splendido risultato.Ciò mi inorgoglisce e mi fa ritenere ancora di più che avevo ragione.
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Tu credi veramente che qualcuno sia veramente interessato a quello che quattro idioti come noi (perchè tali ci considerano,Dante) vanno dicendo in giro?Da parte mia,continuerò a spendermi come ho sempre fatto,alla luce del fatto che qualcuno,dopo la mia provvisoria candidatura nell’UDC,alla fine mi ha chiamato per l’aiuto.Ma era troppo tardi!Ed io sono contento per la mazzata (e non mi riferisco a DCA ostaggio di quattro derelitti che si pensano strateghi).
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Ed allora,Dantedi cosa stiamo parlando?L’analisi seria ed approfondita che noi stiamo cercando di portare avanti (e tu sai quanto mi spettasse il posto che rivendicavo,alla luce di quanto fatto, e che invece è stato dato ad altri perchè espressione di gruppi di potere peraltro messi già sotto inchiesta),dovrebbero farla altri partendo proprio dalle nostre considerazioni.
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Tutti questi quesiti ci sono necessari per capire chi effettivamente vuole un cambio radicale di rotta nella gestione del PDL all’interno del quale io personalmente mi vedo (anche se di fatto qualcuno -uomo morto che cammina,per la precisione-ha decretato bontà sua la mia esclusione,se non per portare voti,dopo tutta la mia attività peraltro riconosciuta).
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Infatti mi sfugge il perchè una persona come Gianluca Paparesta (tanto per fare un nome),per cui Filippo si è speso,ad un certo punto sia diventato consigliere di Michele Emiliano.Ma il punto non è questo quanto:si vuole effettivamente rivedere la questione centroderstra?Bene.Ed allora:chi siamo?Dove andiamo?Con ci andiamo?Perchè ci andiamo?
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Lo stesso Filippo Melchiorre (che stimo e che forse non mi stima per motivi che tu ben conosci:ma è un problem suo ed i fatti mi hanno dato ragione) è uomo di apparato,anche se ha dato ampie garanzie in ordine alla sua appartenenza a destra (nonostante le sue “origini”) ed alla sua affidabilità.Ma c’è un ma.
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Invero tale intenzione (lodevole),oltre che tentata da me sul territorio di Ceglie già nel 2005,si scontra con un dato di fatto inopinabile:se non sei organico a qualche gruppo di potere o a qualche erede di Pinuccio Tatarella (erede che ormai si è giocato alla grande tutta la propria parte) non andrai da nessuna parte.
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Una precisazione:la richiesta di informazioni circa il mio sogno “da grande”,avanzato da Attanasio,caro procivitate,è del Giugno 2007 allorquando fu chiesto anche a te cosa fare da grande.Evidentemente volevano essere nostri mentori (o c’era qualcos’altro alle spalle).
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E comunque la candidatura in quota UDC (partito che mi sembrava il più adatto per fare politica in un momento in cui a Bari la politica la si stava lasciando in mano a politicanti di destra e di sinistra) mi è servito per comprendere quali e quanti errori siano stati commessi dagli strateghi nostrani.Per deficienze proprie (e non per meriti altrui) il centrodestra ha perso Bari.
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Ed oggi si deve fare la stessa cosa.Ma la domanda è sempre la stessa:si ha intenzione di coinvolgere soggetti che sono stati volutamente esclusi?E poi,Dante,sempre le stesse domande prodromiche ad un cammino comune:chi siamo?Dove andiamo?Con chi ci andiamo?Perchè ci andiamo?Guarda che non sono domande “tanto per”,ma servono per capire molte cose.
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Io una idea ce l’avrei ed è quella portata avanti sin dal Settembre 2005 quando con pochi pazzi scatenati come me,si decise di mettere su un piccolo comitato cittadino che non rispondeva e non risponde ad ordini di scuderia.Abbiamo avuto riscontri sul territorio dalla gente,da quella gente che si vuole coinvolgere per meri fini elettoralistici e che poi viene lasciata nel dimenticatoio.
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Dopo 4 anni anni mi ritrovo davanti la stessa situazione,con gente (in buona fede e motivata) a dire le stesse cose.Dante,rispetto al 2005 cosa è cambiato?Allora c’erano due partiti,mentre oggi c’è ne è uno solo dove comandano sempre gli stessi.Ho sempre creduto e credo nel progetto partito unico,ma mi (e ti) pongo una domanda:come fare per recuperare consenso?
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Caro Dante,mi ricordo di quando -nel maggio 2005,subito dopo le elezioni regionali- ci fu un incontro in federazione:si doveva discutere delle mazzate avute e delle proposte della gente (da cui anche allora si voleva ripartire).C’era anche Mantovano,allora Commissario Prov. di An.E noi lì tutti a dire,a parlare,a far parte dello sfogatoio.E Loro lì a (far finta di) ascoltare.
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Caro Nicola, io parlo del partito che vorrei e di come fare a vincere le prossime sfide. E secondo me le due cose coincidono. Poi sono nella posizione di non poter influenzare alcunché, se non scrivendo ed intervenendo. E lo faccio, anche grazie a Fortunata e ad internet. Dopodiché, chi vuole intendere intenda. I messaggi sono lanciati per essere colti, se nessuno li coglie, nè io nè tu ci possiamo far nulla (ma qualcosa arriva, stanne certo).
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E comunque,caro Dante,la costruzione (e non ricostruzione,perchè oggi non c’è nulla!) deve avvenire anche dalle persone che devono costruire.Se uno pensa ai cacchi suoi (come sempre è successo),non si va da nessuna parte.Ed il centrodestra oggi là sta andando,mentre noi stiamo solo parlando.Allora:chi siamo?DOve andiamo?Con chi ci andiamo?Perchè ci andiamo?Aspetto fiducioso delle risposte.
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La mia candidatura nelle liste UDC,con ben sai,è stata coronata da quasi 400 voti (dopo la Commissione elettorale),mentre Pino Rana ed i candidati vari dell’UDC (ad eccezione di Marco Cornaro che mi ha dato un piccolo aiuto suCarbonara) stavano facendo accordi con tutti tranne che con me.E’ stato un bel riconoscimento al mio lavoro per strada (e non pontificando).
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Ho dato ampia dimostrazione di stare fra la gente come quando ho organizzato un convegno (a mie spese) per Cava Di Maso;quando ho fatto in modo che fosse inaugurata (con i libri che ho vinto a seguito di un saggio ed alla cui presentazione nel Marzo 2007 doveva presenziare anche Melchiorre – ma non venne);e tante altre volte.
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Tu parli di coivolgere in prima persona la gente.Ma pongo a te ed a tutti una domanda:sapete cosa signifi stare in mezzo alla gente.Io credo di starci e ne ho data ampia dimostrazione,ad esempio,quando con l’aiuto di pochissimi genitori ho organizzato una raccolta di firme a Poggiofranco per l’asilo dei nostri figli,mentre Bronzini & C. tramavano alle mie spalle per mettermelo in quel posto.
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Dante,se non ti conoscessi personalmente,direi che sei un utopista.Il PDL muore alla lunga se rimangono certi personaggi a gestirlo a tutti i livelli.E’ vero che il PDL è creazione e diretta emanazione di Berlusconi;ma senza gente dove va?Allora le fatidiche domande:chi siamo?Dove andiamo?Con chi ci andiamo?Perchè ci andiamo?
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Per questo occorre costruire un partito serio, inteso come luogo in cui le varie anime del cdx possano trovare un confronto ed una sintesi democratica. Scrivere, intervenire, spiegare, serve proprio a questo, a far aprire gli occhi ad una classe politica che pensa solo alle poltrone ed a fare il Risiko sulla testa della gente. Il PDL è un progetto ambizioso e difficile, senza militanza muore.
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Allora,Dante,dove andiamo?Con chi ci andiamo?Perche ci andiamo?E soprattutto chi siamo?No,perchè se con noi ci devono essere cariatidi,inetti,eredi di …,il centrodestra ve lo rifate voi chè a me viene da ridere!Fatemi sapere se posso essere utile visto che io almeno un progetto in testa ce l’ho (e sono in ottim compagnia)!E farò di tutto per attuarlo,anche a costo di farlo ancora una volta a discapito del centrodestra.
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Eppure quando DCA mi ha chiamato,ho risposto che io personalmente lo avrei sostenuto;ma la frittata era stata fatta.Di chi la colpa?Un sano esame di coscienza ci vorrebbe da parte di chi ha permesso la diaspora ed oggi si arroga i meriti di qualcosa che non gli appartiene.Bari è rimasta nelle mani di inetti alla prova dei fatti (e di dimostrazioni ne sono state date),mentre gli strateghi de noartri non hanno capito niente!
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Caro Dante,apprezzo il tentativo tuo (e sottolineo tuo) di coinvolgere quanti più soggetti nella costruzione sul territorio di un agglomerato di centrodestra che possa coagulare quanta più gente capace possibile.Di persona ne abbiamo parlato più volte e siamo giunti alla stessa conclusione:bisogna partire dalla gente.
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Sui modi di formazione delle Giunte (o di selezione delle candidature e presidenze) non credo che a sinistra se la passino meglio. Basta vedere a chi avevano offerto la presidenza della circoscrizione Carbonara-Ceglie-Loseto o basta vedere la salatissima marketta che Emiliano ha dovuto passare al pugno di voti (inutile) dell’UDC. Anche qui, la democrazia interna è un’utopia, così come il riconoscimento del merito.
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La tua analisi caro Leonardi fu fatta dopo le sconfitte del 2004 e del 2005 da autorevoli esponenti di An e FI, ma a quanto pare la loro arroganza gli ha impedito di commettere nuovamente i medesimi errori.Avevo rappresentato il desiderio di essere candidato alla Presidenza della VI Circoscrizione, forte come i fatti hanno dimostrato di essermi sempre speso per la nostra città ed in particolare per il territorio in cui vivo e lavoro.
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Successivamente la mia attività politica proseguì all’interno di AN in qualità di Responsabile Provinciale per i rapporti con la cittadinanza e come collaboratore del Sen. oggi Deputato F.sco Divella, per il quale fino a qualche mese fa ho studiato e predisposto le interrogazioni parlamentari.
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Ovviamente non ho accettai in silenzio quanto tramato alle mie spalle,forse perchè in qualità di Presidente di Pro Civitate e per amicizia personale avevo asserito pubblicamente che la candidatura di Michele Emiliano a Sindaco di Bari l’avrei comunque sostenuta,ma rappresentai ogni protesta ai reggenti “si fa per dire” di AN.Come avevo deciso sostenni la candidatura di Emiliano Sindaco e di Scorza a Presidente della VI Circoscrizione .
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Nel 2004 chiesi di essere candidato per il rinnovo del Consiglio della VI Circoscrizione nella lista di AN e nonostante ogni rassicurazione improvvisamente “a mezzanotte” fui escluso dalla lista e dirottato in una lista minore denominata Alleanza per Bari. pur ottenendo oltre 240 preferenze non fui eletto, ma la cosa più bella fu scoprire che al mio posto in AN erano state candidate persone che avevano ragranellato 12, 25, 40 preferenze.
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Come forse Le è noto sono Presidente del Movimento Civico Pro Civitate sin dalla sua costituzione “1999” e a titolo personale simpatizzante e militante prima del MSI-Dn e successivamente di AN.Sono stato Consigliere di Facoltà al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia per Azione Universitarial,membro del Coordinamento Provinciale di AN e collaboratore Parlamentare “senza alcuna tessera e/o riconoscimento economico” per gli Pn.li Polizzi,Gallo,Tatò e Divella.
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Io purtroppo non mi unisco al coro di voci che apprezzano la sua analisi caro Leonardi, non perchè non la condivida,bensì perchè è la stessa proposta da altrui simpatizzanti e/o politici successivamente alle elezioni del 2004 e del 2005.Il centro destra poteva “volendo” investire e candidare soggetti appartenenti alla società civile il cui impegno sociale e politico era ed è assai noto,ma in perfetta attuazione del manuale Cencelli ha candidato persone espressione “forse” di gruppi di potere.
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Caro niza67, riceviamo dalle 400 alle 500 email al giorno sulle varie caselle del giornale.
Il tuo contributo deve esserci sfuggito.
Rimanda alla mia casella personale
fortunata@email.it
e credo che, conoscendoti, non avremo alcun problema a pubblicarlo -
Il candidato,la comunicazione,il programma…Sempre colpa degli altri?E se invece i baresi avessero bocciato il progetto politico?In Puglia,a differenza che sul piano nazionale,il centrosx ha saputo mettere in campo un progetto valido che ha convinto un elettorato solitamente diffidente e conservatore.Merito della politica innovativa di Vendola e del pragmatismo e della comunicativa di Emiliano.Un mix vincente perché convincente.
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Infine un appunto:avevo inviato un pensiero dal titolo “Emiliano ha vinto,W Emiliano” in cui analizzavo -dal mio punto di vista – la sconfitta di di Cagno Abbrescia.Una domanda:che cosa c’era di giornalisticamente non interessante?Se qualcuno vorrà rispondermi (anche in privato,essendo noti anche i niei recapiti),ne sarò ben felice.Grazie
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Tu che ti sei speso per Filippo Melchiorre (che se andrà con Emiliano non farà torto a nessuno,visto il comportamento assunto nei suoi confronti),vallo a dire all’”uomo morto che cammina”.E digli di riferirlo anche alla “protesi di Fitto”.Il vento in Italia spira a destra e Bari l’hanno fatta diventare un enclave:complimenti a Grilli,uomo morto che cammina & C.
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Dopo la mazzata del 2005,i tuoi discorsi (che condivido appieno) erano quelli che si sentivano in federazione ed in Forza Italia.Dopo 4 anni,si fanno le stesse fesseria.Qualcosa non quadra:o si crede di essere immuni dalle mazzate (e abbiamo visto che non è vero!) o qualcuno non ha capito di come ci si comporta (e allora nel 2010 ci saranno altre mazzate).
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Bravo,Dante;peccato che la tua lucida analisi pecchi in un punto.I candidati non sono stati tutti calati dall’alto,ma per alcuni versi sono espressione di gruppi di potere (La Cascina,su tutti) che hanno fatto sì che anime di destra-destra siano state messe in condizioni di andare via (uno su tutti,Nicola Zanni) salvo poi tentare di ricucire in extremis (leggi ballottaggio).Sono strateghi,questi del PDL?
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Bravo sig.Leonardi. La sua analisi della sconfitta è pienamente condivisibile. Peccato che non ci sia nel suo pezzo alcun riferimento alle improvvide critiche sull’abbattimento di Punta Perotti e le capziose manovre per tenere chiuso il Petruzzelli. Anche quando si fa cenno al “traino” dei consiglieri al primo turno si evita di parlare dell’intervista di Greco sul “caso Patrizia”. Spero non siano quelle le “forze giovani” del cdx alle quali si riferisce. Ripartire dal basso, in tutti i sensi…
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Il mio nome è stato subito depennato e il PDL ha preferito candidare un valido professionista dell’area medica che però di politica ne sa poco o forse nulla “”Dr. Federico Schettini”.Alla luce di quanto detto ho accettato l’invito dell’UDC, partito dal quale ho preso immediatamente le distanze, e in tanti possono testimoniare che alla luce di alcuni eventi non connessi alla elezione,avevo detto che non ci sarei rimasto un solo minuto oltre il necessario.
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Come nel 2004 ho sostenuto la candidatura a Sindaco di Michele Emiliano sin dal primo turno e credo di aver indirettamente agevolato la riconferma di Scorza Presidente alla VI Circoscrizione.Ti ho raccontato tutto ciò,perchè tu capisca quale trattamento la classe dirigente di AN e FI oggi appassionatamente PDL, riservano alla gente.
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Se Melchiorre fosse stato il candidato sindaco e se il partito si fosse unito dietro di lui, la campagna elettorale sarebbe stata molto diversa e la vittoria sarebbe stata dirompente. Però il risultato del referendum ha dato una risposta a chi vuole il bipartitismo: sia a sinistra che a destra ci sono molte anime, devono essere coinvolte tutte, ed in modo trasparente e democratico, nella formazione dei governi, delle assemblee e nella scelta delle candidature.
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Il PDL è un contenitore dove solo chi non vuole non è capace di apprezzare quanto conti essere afferente a FI o ad AN . La storia è maestra di vita!La Destra Italiana “MSI-DN AN” accogliendo FI, è diventata ospite in casa propria. Se il candidato Sindaco del PDL fosse stato un uomo afferente ad AN “tutti eccetto Tatarella” forse oggi commenteremmo un risultato diverso, non una vittoria,ma neanche una sconfitta così pesante .
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Vedrai quanti trombati e/o mai candidati e/o mai eletti saranno nominati in Giunta o nei vari Consigli di Amministrazione.Solo allora capirai come funziona il sistema.Tuttavia,per quanto riguarda la candidatura a Sindaco per il Centro Destra del mio amico d’infanzia Filippo Melchiorre,dubito che il PDL la accetti,almeno fino a quando Filippo sarà di fatto afferente ad AN.
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La logica spartitoria interna al PDL,si è di converso riflessa anche all’interno della corrente a cui afferiscono gli ex di AN. Sarebbe assurdo negare che il PDL è diviso al suo interno in almeno due correnti afferenti a FI e AN.Ammettere il contrario sarebbe sciocco!del resto avrai modo di comprendere taluni meccanismi allorquando apprenderai della composizione della Giunta alla Provincia di Bari.
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E’ evidente che sulla base dei numeri FI aveva titolo per rivendicare maggiori opportunità,ma per quel che rappresenta da sempre in termini di mal costume avrebbe dovuto accontentarsi anche del 10%.La destra in Italia non è mai stata attore di processi giudiziari e mediatici, almeno fino a quando non si è apparentata con FI e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
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Caro Dante69, nel 2004 è accaduto esattamente quello che è accaduto nel 2009. le liste sono state predisposte in modo tale da proteggere chi godeva di talune protezioni. I candidati sono stati individuati non sulla base di criteri oggettivi e meritocratici,bensì in osservanza di una politica spartitoria.Volendo fare una analisi appropriata,dovremmo iniziare a parlare delle fatgidiche quote AN 30% FI 70%.
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almeno farete tesoro di questa batosta?
sarete + accomodanti?
+ propositivi?
+ innovativi?
allontanerete dal PDL certi loschi figuri che allontanano e non avvicinano la gente alla politica?
BHO’……. -
adesso vi siete ricordati di ricominciare con la gente e dalla gente????
avete fatto una campagna elettorale assolutamente non propositiva.
un opuscolo ridicolo fatto x contestare quello di emiliano
e fatto anche male xchè mancava di idee,propositi, impegni. -
Nel cdx ci può essere posto per tutti, l’importante è che la dialettica tra le varie forze sia ispirata a criteri di merito, rappresentatività e democrazia. La strada più difficile può essere la migliore per tutti. Specie per la Puglia.
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Ora c’è un partito da costruire sul territorio, con la democrazia interna, con i criteri di rappresentatività, strettamente legato ai territori. Questo partito dovrà poi scegliere il candidato presidente. E non il contrario. Se fosse possibile, poi, mi piacerebbe che siano fatte le primarie di coalizione, coinvolgendo i fratelli che ora sono con l’UDC, con la Poli, o quelli come i nostri Procivitate o Niza, tutte risorse sprecate se tenute fuori.
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Onestamente, non so quello che è successo anni fa. L’estate scorsa ho cercato di appoggiare la candidatura di Filippo Melchiorre Sindaco, che avrebbe rappresentato proprio quello che dico nell’articolo. I fatti hanno dimostrato che avevamo ragione. I numeri dicono, senza possibilità di smentita, che viene premiato chi è più vicino alla gente ed al territorio. Emiliano ha rappresentato meglio i baresi. Non si può non riconoscerlo.
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Della gente ne parliamo dopo le regionali! Attanasio disse : le candidature devono partire dal basso! Ebbene, quella del Dr. Schettini per citarne una delle nove alle Presidenze, da dove giunge? Se ha titolo, rappresenti quanto detto al tavolo del PDL e mi faccia sapere cosa le rispondono. Creda a me le diranno che è acqua passata e che bisogna guardare avanti “ai loro interessi”.Viva cordialità Vitantonio Uggenti
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Non sono l’unico ad aver avuto problemi con i dirigenti di AN e per saperne di più dovresti guardare quanti tra i candidati nelle liste UDC al Comune,alle Circoscrizioni e alla Provincia provenivano da AN.Il vero sconfitto in queste elezioni amministrative non è il PDL ma AN .Tu parli di “ricominciare dalla gente”! No caro Leonardi! La gente da settembre servirà solo ai soliti noti che ambiscono a farsi riconfermare alla Regione!
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un’analisi seria e coerente, Dante, come i tuoi interventi in questa campagna che ti hanno contraddistinto da chi ha usato solo attacchi – spesso insulsi – al sindaco. Ritengo, come te, che la sconfitta della destra è stata decisa dall’alto. parlaimo anche della mancanza di un programma per la città? ho sentito solo te parlare seriamente, con i fatti. continua a lavorare per la nostra città, fa bene a tutti!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito