Segnali di lenta ripresa del mercato immobiliare

La Redazione

A Bari il meeting degli agenti immobiliari pugliesi

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In un periodo difficile, nel quale l’intera economia nazionale vive un diffuso e generalizzato ristagno, i primi segnali di ripresa arrivano proprio dal mercato immobiliare.
Da sempre ritenuto l’investimento più sicuro, specialmente per famiglie e giovani coppie, anche in Puglia l’acquisto di un immobile continuerà in futuro ad esercitare grande fascino, stimolato da prezzi stabili e dall’incremento di nuove costruzioni.
La conferma arriva dal VII Convegno Regionale FIAIP (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) Puglia, che si è svolto ieria Bari, dal titolo “Nuovi scenari e vecchie certezze. Il mattone come risorsa per il rilancio dell’economia. Stati generali dell’immobiliare in Puglia”.
Serve un impulso all’economia dal settore bancario e creditizio attraverso azioni che agevolino l’accesso a mutui e finanziamenti.
E in questo contesto un ruolo sempre più importante di raccordo tra le parti è affidato all’agente immobiliare, che deve garantire alla clientela altissima professionalità, servizi innovativi e il pieno rispetto del nuovo codice deontologico.
Un impegno pratico e morale che la FIAIP ha sottoscritto da tempo con grande determinazione e continuità e che si ritrova oggi in questo importante momento di incontro, di riflessione e di proposte operative condivise con i principali protagonisti del settore immobiliare, come hanno sottolineato nel corso dei loro interventi il presidente nazionale della Federazione Franco Arosio, il segretario nazionale Andrea Rubino, il presidente regionale pugliese Osvaldo Clemente e il presidente FIAIP della provincia di Bari Luigi Calasanzio.

Ma come sta andando il nuovo anno per il mercato immobiliare pugliese e nazionale?
“L’investimento immobiliare continuerà a rappresentare un punto di riferimento per gli investitori” – ha dichiarato Vito Bellomo, presidente ANCE Bari Sezione costruttori edili di Confindustria Bari – “e questo rimane, a mio avviso, una certezza nell’orizzonte dell’edilizia. Il settore invece deve orientarsi in scenari del tutto nuovi per ciò che riguarda il prodotto, le competenze professionali, il rapporto con la Pubblica Amministrazione. Una clientela sempre più esigente impone, infatti, di dotare di un crescente contenuto di innovazione i manufatti e ciò, a sua volta, richiede l’impiego di nuove professionalità e nuove competenze. La complessità del quadro normativo di riferimento e una urbanistica sempre più orientata a interventi integrati e non episodici imporrà infine anche una diversa modalità di rapporto pubblico-privato. In altre parole, si può dire che fare impresa in modo tradizionale non sarà più possibile”.

“Nel nostro Paese, più che in altri, la proprietà immobiliare è molto di più di una semplice opzione tra le diverse forme di oggettivazione del valore. Il bene casa, per gli italiani” – ha spiegato il notaio Biagio Spano, presidente del collegio notarile di Bari – “ha un valore affettivo che prescinde e trascende la semplice stima del mercato immobiliare. Il nostro mercato immobiliare, proprio per l’attenzione primaria che l’ordinamento riserva al bene casa in considerazione del peculiare attaccamento alla proprietà della abitazione, sta subendo in misura abbastanza limitata, gli effetti di una crisi che, nata in Paesi retti da sistemi giuridici diversi dal nostro, ha drammaticamente penalizzato le economie nazionali a causa della asimmetria tra finanza ed economia globali e diritto”.

Quali sono dunque le prospettive per il futuro dell’immobiliare? Secondo Paolo Crisafi, segretario di Assoimmobiliare e direttore del magazine dell’associazione dell’industria immobiliare, “nei prossimi dieci anni il mercato immobiliare italiano permetterà grandi opportunità per gli investitori, privati e istituzionali, e le imprese. L’Italia infatti ha una serie di deficit che devono essere colmati in tempi relativamente rapidi per potersi allineare gli standard internazionali. La sfida strategica è quella della modernizzazione del Paese. Se questa linea passa, allora il mercato immobiliare e la società italiana entrano a pieno titolo nel nuovo secolo. Altrimenti ci aspetta un duro declino. Ma ritengo che le spinte positive siano decisamente maggiori di quelle contrarie. Alcuni economisti prevedono la ripresa dalla crisi, o comunque un netto recupero, verso la fine del 2009. Altri indicatori portano invece a valutare che, nello scenario globale, la crisi potrà essere considerata definitivamente alle spalle nel 2010”.

“La crisi attraversa anche gli imprenditori edili e serve un nuovo patto fra chi produce e chi commercializza gli immobili” – ha dichiarato Maurizio D’Amato, direttore scientifico Osservatorio Mercato Immobiliare del Politecnico di Bari. “La specializzazione consente la diminuzione del rischio complessivo degli investimenti. Per prepararsi a questo nuovo patto gli agenti immobiliari devono cambiare pelle e da semplici mediatori passare ad assumere le nozioni della consulenza immobiliare, dotandosi di metodi e strumenti professionali e contribuendo a riqualificare la filiera del settore immobiliare. A questo fine si dovrebbe favorire proprio in questi momenti la nascita di Center for Real Estate, centri di eccellenza che abbiano la doppia finalità di erogare formazione ma anche di sviluppare ricerca per gli agenti immobiliari, gli imprenditori edili e le banche nel settore della valutazione, consulenza e finanza immobiliare”.

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Commenti

  • Levantino (utente non verificato)

    Servono case che permettano di risparmiare nel consumo energetico. Tutte le case esistenti (al sud soprattutto) sono energivore. Questi argomenti (da noi) producono soltanto smorfie di disappunto, l’argomento invece è serio e consentirebbe di “vivacizzare” il mercato. Certo se gli imprenditori meridionali, da pigroni, anzichè evolversi,vogliono continuare a lavorare come cinquantanni fa, possoo pensare ad andare in pensione.