Alla Laterza Cuba, Garibaldi e altre mille storie
In libreria spazio al festival dell’Habana Latina
‘Garibaldini a Cuba’. Nuovo libro di spessore, e nuova presentazione tardomeridiana alla Laterza.
Stavolta però, in orizzonti più ampi della sola promozione editoriale: la conferenza s’inquadra nella seconda edizione di Habana Latina, manifestazione d’interscambio culturale tra la Puglia e Cuba, inaugurata stamattina presso l’Aula delle lauree della Facolta’ di Giurisprudenza dal presidente della Regione Nichi Vendola, dal rettore dell’ateneo Corrado Petrocelli, e dall’ambasciatore di Cuba Rodney Lopez Clemente; l’evento organizzato dal dipartimento di Scienze storiche e sociali dell’Universita’ di Bari e dall’ente governativo cubano che gestisce il centro storico dell’Avana, l’Oficina del Historiador, in collaborazione con l’Ambasciata di Cuba in Italia, prevede una settimana di conferenze, mostre e concerti, danze e degustazioni.
Ed ecco appunto, ‘Garibaldini a Cuba’, ‘un libro collettaneo’, come lo definisce Aldo Garzia, co-autore del libro, sopperendo all’assenza dell’ultima ora del curatore Carlo Lambiase.
Nel 1850, a New York, avveniva il primo incontro di pensieri e cuori in rivoluzione. Poco meno di cinquant’anni dopo, nel 1895 molti erano i soldati garibaldini ed i giovani intellettuali italiani rimasti delusi dall’esito monarchico del loro Risorgimento, che ancora tornavano a Cuba, alla ricerca d’un’altra rivoluzione di cui innamorarsi e per cui donare la propria vita.
‘Abbiamo cercato – spiega Garzia – di mettere insieme specialisti della rivoluzione italiana e cubana di entrambi i paesi. Il periodo d’indagine storica è ben circoscritto: la seconda metà del XIX secolo, e in particolare il trentennio, quello che va dal 1868 al 1898, della Guerra d’Indipendenza di Cuba. L’obiettivo , altrettanto preciso, è di tratteggiare un parallelo col Risorgimento italiano; e grazie alla figura centrale di Garibaldi, l’eroe dei due mondi, il minimo comune denominatore delle due vicende, i risultati della ricerca sono d’interesse e qualità straordinaria!’.
Lambiase cura l’organicità di saggi eterogenei (eccellentemente firmati da Sprengel, Calvanese, Capolongo, Alfonso Lopez, Partierra Sera e dagli stessi Garzia e Lambiase), ma dalla comune scientificità d’impostazione, capace di muovere dall’oggettività delle testimonianze scritte pervenuteci in originale, a conclusioni di decisiva acutezza.
E tra le righe d’un resoconto di rigorosa storicità documentaria, emerge un racconto fantastica, quello d’una sorta d’irripetibile gemellaggio rivoluzionario fra due paesi destinati poi, da corsi e ricorsi storici, a separarsi in uno iato storico-culturale forse incolmabile.
E’ la storia di una combinazione, di una coincidenza storica, capace per molti anni di unire i combattenti per la libertà di Italia e di Cuba. In una dimensione lontanissima nel tempo, ancor più che nello spazio, quando non esistevano rapporti internazionali o promozioni low-cost; solo due pianeti diversi d’uno stesso universo per la gente comune. Cuba era un’isola remota, forse felice, dai tratti sfumati, un po’ mitici, quasi ‘atlantici’; per raggiungerla, bisognava varcare le Alpi, quindi spingersi fino a Parigi, ed attraversare l’Atlantico, e poi passare da New York in Florida. Unire insieme le fatiche più improbe d’Annibale, Cesare, Colombo e Caboto, per calcare infine le bianche spiagge dei cayos cubani, tra mangrovie, uvacaletas, palme, campi sconfinati di canna da zucchero.
In testa e nel cuore, fermenti di libertà.
Utopie d’un mondo lontanissimo, e forse, svanito.
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