Ma dov’è questa crisi?

Mariano Leone

…non c’è nemmeno in Italia

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Diciamocelo,
abbiamo elaborato una via italiana al superamento della crisi.
Basta ignorarla e basta ignorare tutti gli uffici studi e le statistiche. Basta ignorare le elaborazioni dell’Ufficio Studi della Banca d’Italia, per esempio.
Ma non solo, basta ignorare le rilevazioni tecniche ma anche i giornalisti, gli economisti e tutti questi uccelli del malaugurio che a furia di parlare di crisi finiscono per evocarla.

La fonte di tutto il sapere, l’unica vera fonte di conoscenza, ha detto che oggi non c’è nessuno in Italia che perdendo il lavoro non venga aiutato dallo Stato. Vuol dire che così è. La nostra fonte unica della conoscenza ha detto che c’è la cassa integrazione per i precari come per i lavoratori a progetto. Vorrà dire che così è. Qualcuno non se ne è accorto. Peggio per lui.

Se poi, qualcuno come Mario Draghi stima che 1,6 milioni di italiani lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento, vuol dire che non è informato.
Questo qualcuno si incaponisce a consultare l’Ufficio Studi della Banca d’Italia invece di informarsi su Porta a Porta. Come si fa a dare credito all’Ufficio Studi della Banca d’Italia piuttosto che alle affermazioni in televisione direttamente dalla fonte primaria dell’informazione. Anzi sarebbe il caso di eliminare questi residui di informazione scientifica come l’Ufficio Studi della Banca d’Italia.

Visto che siamo alle spese superflue eliminiamo anche l’ISTAT. Non possiamo ammettere che un Ministro dello Stato Italiano come Brunetta possa essere smentito da una rilevazione statistica come quella dell’Istat. Se Brunetta ha detto che la povertà in Italia è diminuita perché contraddirlo con le rilevazioni statistiche. Fra l’altro ci rimane anche male. L’ISTAT ci rappresenta un primo trimestre 2009 particolarmente negativo.

Nel primo trimestre 2009 il PIL è diminuito del 2,6% rispetto al trimestre dell’anno precedente . Ma non è importante, lo dice il Ministro. I consumi.
I consumi sono calati dell’1,7 % rispetto al trimestre dell’anno precedente. Possiamo dire che sono calati solo del 1,7%. Suona meglio. Poi guardando nelle viscere della rilevazione statistica scopriamo che il calo dei consumi è stato parzialmente compensato. Indovinate da che cosa? Ma non ditelo al Ministro, per favore.

Il calo dei consumi è stato compensato, udite, udite, dall’incremento dello 0.8% della spesa della Pubblica Amministrazione. Ancora l’ineffabile: “ in Italia la povertà è diminuita, sembra paradossale e controcorrente ma queste sono le statistiche”. E via a spiegare con numeri e statistiche la sua affermazione.
Perfino l’assemblea degli industriali che di solito tifa per lui ha cominciato a rumoreggiare.
Forse qualcuno di loro aveva letto le rilevazioni che parlano di un incremento della povertà assoluta e magari era presente quando Draghi nella relazione annuale ha detto: “I lavoratori in cassa integrazione e coloro che cercano una occupazione sono già intorno all’8,5% della forza lavoro, una quota che potrebbe salire oltre il 10%: proseguirebbe la decurtazione del reddito disponibile per le famiglie e dei loro consumi, nonostante la forte riduzione dell’inflazione”

La soluzione è a portata di mano ma nessuno la vuole adottare. La soluzione è mandare i lavoratori in cassa integrazione, quelli che ritengono di non averne diritto e i nuovi poveri a Porta a Porta, così si convinceranno e la finiranno di dare notizie fasulle ai loro rilevatori statistici.

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Commenti

  • chiabra (utente non verificato)

    condivido in tutto la lettura del signor Leone…bell’articolo

  • pica (utente non verificato)

    ironia amara ma, purtroppo, più che giustificata.