Debora: un’operazione mediatica per “salvare” il PD

Dario Ginefra*

Ancora una volta si cerca il taumaturgo, l’uomo o la donna della Provvidenza

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Sono passati pochi giorni dalle elezioni europee, il risultato delle amministrative è ancora da definire completamente (perché, è bene tenerlo presente, il 21 giugno ci giocheremo delle partite importanti) e già si apprende di preparativi alle grandi manovre, con conseguenti spostamenti di truppe e di ufficiali, in funzione degli equilibri congressuali del Partito Democratico. Vengo, in particolar modo, a sapere di disegni sulla figura di Debora Serracchiani.

Ovviamente, non intendo minimamente discutere delle qualità politiche e personali di Debora, della passione con cui si è impegnata nel progetto del Pd, della grinta e della determinazione con cui ha messo tutta se stessa nelle elezioni europee che l’hanno vista candidata. Tutte cose che sono pronto a riconoscere. E però, in tutta franchezza, mi sento di dover esprimere i miei dubbi, se non proprio il mio disagio, di fronte all’ennesima operazione costruita attorno al personaggio mediatico di turno. Il personaggio che suscita scalpore ai Tg, il personaggio il cui famoso grido d’allarme, rivolto ai vertici del partito, circola su youtube, viene ripreso sui social network, viene rimandato mille e mille volte sui forum di discussione telematici. E non sto dicendo che Debora sta montando una speculazione o una campagna pubblicitaria su se stessa.

Dico che mi sembra di assistere, una volta di più, e al di là delle stesse intenzioni di Debora, all’ansiosa ricerca del leader taumaturgico, della persona che da sola può salvare le sorti del partito: persona a cui viene riconosciuto questo potere perché “appare”, perché “buca lo schermo”. Ecco i motivi per cui parlo di operazione mediatica. Un’operazione in cui si inseguono, o ci si illude di inseguire, i modelli e gli schemi della destra. Senza aver capito che ormai non è più vero che la destra vince perché è trascinata dalla figura carismatica del “grande capo”. Non si comprenderebbe, altrimenti, il clamoroso successo della Lega, che in quest’ultima tornata elettorale, oltre a consolidare il suo potere al Nord, è riuscita nello sfondamento al Centro.

La destra vince perché rappresenta in maniera organica determinati blocchi sociali, sintetizzandone gli interessi. Vince perché ha elaborato un modello culturale che ha saputo imporre nella maniera di pensare degli italiani, prima ancora che nelle urne. Un modello culturale basato sull’individualismo e sui piccoli egoismi, su cui noi, certamente, non siamo d’accordo. Ma siamo stati in grado di individuare e proporre modelli alternativi e – soprattutto – convincenti, o abbiamo finora navigato a vista? Di questo, mi sembra, si deve parlare. Su questi temi siamo chiamati a confrontarci. Non su chi sia il personaggio che detiene la “formula salvifica”. Anche perché operazioni del genere, in piena franchezza, mi sembrano scorciatoie, soluzioni imposte dalla fretta. E la fretta è l’esatto contrario della democrazia. Capisco che non siamo più abituati a un ragionamento del genere (condizionati come siamo, anche in politica, dai ritmi televisivi), ma la democrazia richiede calma, pazienza e, soprattutto, lentezza.

E allora, l’invito che mi sento di rivolgere, a tutte e a tutti, è quello di utilizzare gli spazi di riflessione che si aprono in vista del congresso del Pd, per interrogarci e per confrontarci sul profilo del partito, sul suo orizzonte ideale e valoriale, sulle risposte ai grandi temi sociali, culturali, etici, economici. Recuperare il senso della politica come progetto collettivo: questa è la sfida che abbiamo davanti. Non possiamo più permetterci, perché non lo capirebbero per primi i militanti, i sostenitori e gli elettori, soluzioni di alchimia politica, basate sulla composizione ingegneristica degli organigrammi o sugli “imbellettamenti”.

*Deputato Pd

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Commenti

  • DEMOVOLA (utente non verificato)

    E’ GIUSTO CHE IL PD SI AUTOLIQUIDA….

  • baresevero (utente non verificato)

    condivido l’analisi. una domanda: on Ginefra, lei quindi afferma che il PD per proseguire lo “sfondamento culturale” deve prima di tutto mandare a casa gran parte della propria classe “dirigente”? e cioè D’alema e i suoi sgherri per passare al vecchiume proveniente dalla Margherita?

  • ginefra (utente non verificato)

    1) o scrittoto che la Serracchiani è brava;2) Ho aggiunto che il tema del congresso non può essere solo chi deve fare, ma chi deve fare cosa;3) Io vorrei un Partito Democratico dove ogni iscritto possa avere la chance che è stata accordata a Debora:4) Diffido quando i media di colpo si interessano ad una persona; 5) Se tutto rimane come è oggi con in aggiunta la Serracchiani temo che verranno tradite le stesse speranze che questa giovane donna ha auspicato nella famosa assemblea dei circoli

  • LucaS79 (utente non verificato)

    Il PD perde per tanti motivi. In parte l’analisi di Ginefra e’ giusta, ma manca l’autocritica sul modo ambiguo ed equivoco di rapportarsi a berlusconi. All’opposizione e’ facile puntare il dito contro tv e conflitto d’interessi; ma quando si e’ al governo, bisogna dimostrare con i fatti che queste sono priorita’. cosa che il centrosinistra, per vari motivi, ha mancato di fare. Questo ha minato notevolmente la credibilita’ dell’attuale ceto dirigente, e spiega il flusso di voti verso di pietro.

  • baresevero (utente non verificato)

    condivido l’analisi. una domanda: on Ginefra, lei quindi afferma che il PD per proseguire lo “sfondamento culturale” deve prima di tutto mandare a casa gran parte della propria classe “dirigente”? e cioè D’alema e i suoi sgherri per passare al vecchiume proveniente dalla Margherita?

  • angioletto_71 (utente non verificato)

    Tutti che si arrovellano il cervello sui perché il PD abbia perso consenso nel paese. Ma ragazzi ve lo dice il CENSIS, la maggior parte della gente viene “formata” dai TG, che sono monocolore ed unilateralmente schierati. In questo momento il PD potrebbe avere un programmone megagalattico, schierare Carlo Rubbia come premier ed i TG lo smonterebbero in men che non si dica. E dove non arriverebbe la propaganda becera dei TG del capo, ci penserebbero i signor Ginevra di turno!

  • santini57 (utente non verificato)

    ci vorrebbe un’altro Berlinguer,uno che sappia conquistare gli operai delusi,ed uno che guardi alla politica con senso civico e morale……….Ancora oggi sui giornali che dicono che ci sono 4 parlamentari indagati,tra cui il recidivo sig.Cuffaro,se i politici hanno paura della galera,perchè un povero cristo se la deve fare?

  • chiabra (utente non verificato)

    non metto in dubbio che il signor Ginefra possa aver detto cose giuste e sensate,ma perchè non fare un’analisi politica sul momento che sta vivendo il PD, svincolandosi dalla figura della Serracchiani?Mi sembra una rivendicazione un po’ maschilista.Certamente meglio lei di Franceschini,al quale però va dato atto di aver messo la faccia in una campagna elettorale non facile per il PD.

  • GIANTOD (utente non verificato)

    3 – Questo limite invalicabile è la vostra condanna; poi, con un populismo becero alla Di Pietro e con qualche emulo compiacente di Fabrizio Corona, magari sostenuti da una giornale “importante”, qualche poltrona la si strappa pure!

  • donny53 (utente non verificato)

    condivido l’opinione di Dario. non è inseguendo il populismo di Papi che anche noi possiamo scegliere il segretario nazionale di partito con la categoria della velina, della visibilità mediatica. tanto vale proporre direttamente Veronica Lario, e che ca….volo
    un partito è cosa seria. pensiamo a definire linea politica, programma, alleanze. dirigenti in grado di interpretare tali scelte ce ne sono molti

  • GIANTOD (utente non verificato)

    2 – La realtà è che il PD non ha un progetto politico nè espressione della contemporaneità nè comprensibile, radicato nei bisogni contingenti della società e capace al tempo stesso di convincere con prospettive di “lungo respiro”: un fallimento, insomma, dovuto ai vincoli storici del pensiero di riferimento, fra cui l’incapacità (o impossibilità) di incarnare una rinnovata visione dell’individuo che sia alternativa alla nostra.

  • GIANTOD (utente non verificato)

    1 – L’autocritica dell’On. Ginefra è sensata e profonda: gli fa onore. Solo che non capisco come mai il suo “disagio” di fronte a simili “operazioni mediatiche” si appalesi adesso e non si sia invece manifestato anche prima delle elezioni, quando un’ameba politica chiamata Franceschini ha impostato tutta una campagna elettorale su operazioni di discredito gossipparo che “bucavano lo schermo”!

  • chiabra (utente non verificato)

    so che molti uomini preferirebbero avere una Barbara Matera nel loro partito,o una Gelmini che crea pochissimi problemi al premier di turno per la sua invisibilità,inettitudine ed incapacità di imporre il proprio modo di vedere.Ma stavolta è diverso.Perchè noi donne,oltre a poter fare le letteronze (e grazie a Dio sono in minoranza)sappiamo anche pensare,parlare e fare politica!

  • chiabra (utente non verificato)

    immagino che faccia rabbia ed invidia vedere una donna così in gamba che, con la sua cultura,schiettezza, semplicità e determinazione,supera di gran lunga centinaia di uomini. Se la politica imparasse di più dalle donne ed uscisse dalle becere logiche del potere avremmo un’Italia molto migliore…a partire dal PD che ha ancora tanta strada da fare e tanto da imparare da una come la Serracchiani!

  • shrek (utente non verificato)

    (segue) Adesso ci perdiamo dietro etichette affibbiate a una “emergente” che sa essere diretta e ha dimostrato di saper usare i muovi mezzi di comunicazione meglio di tante “cariatidi” con e senza baffino. Guardiamo ai risultati, dott. Ginefra, e smettiamola di porci domande. Ieri ho visto su La7 la Serracchiani e De Magistris, e le posizioni non sembravano così distanti. Guardiamo ai fatti, costruiamo una alternativa credibile a questo Governo e smettiamola con atteggiamenti “tafazziani”

  • ginefra (utente non verificato)

    Mi scuso per gli errori di battitura MA QUESTO COMPUTER ha una tastiera che andrebbe sostituita