Via Capruzzi: notte di lavoro per RFI

Antonella Ardito

Una strozzatura in meno per la città: il nodo ferroviario inizia a sciogliersi

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Un avviso agli automobilisti che rende meno faticosa l’attesa dietro le sbarre campeggia sull’extramurale Capruzzi nei pressi di Villa Romanazzi. Il passaggio a livello resterà aperto per sempre dal primo giugno. Questo è l’ultimo tassello di una complessa operazione che vedrà da questa sera e per tutta la notte impegnati 100 uomini di Rfi in operazioni di taglio dei binari, spostamento delle linee elettriche e posizionamento dei nuovi impianti di segnalamento per permettere ai treni della direttrice Bari-Taranto di utilizzare il nuovo percorso di 4 chilometri in trincea ed evitare quindi il passaggio a livello dell’extramurale Capruzzi. "Come Rfi abbiamo investito 102 milioni di euro per raddoppiare la tratta Bari Parco sud – Torre a Mare, attivare il nuovo impianto di formazione treni e questa bretella che collega Bari parco Nord con la stazione di Bari sant’Andrea – spiega il referente barese di rete ferroviaria italiana Roberto Pagone –  e da domenica 31 maggio il primo treno proveniente da Taranto alle 6.30, sperando che non ci siano intoppi, avrà il nuovo percorso da seguire e il passaggio a livello sarà soppresso e la circolazione delle auto sarà libera". Un guadagno sensibile in tempi di percorrenza per gli automobilisti ma in particolare per la qualità dell’aria. Diminuirà anche l’inquinamento acustico e saranno meno frequenti anche le attese ai passaggi a livello che vedono passare i treni delle Fal. Ma ora inizia la grande sfida da 800 milioni di euro che prevede lo spostamento del fascio di binari nella parte sud della città e le grandi opere di trincea del fascio di ferro nella zona di Palese.

"Ora possiamo anche far passarei tubi del gas sull’extramurale Capruzzi – ha sottolineato Michele Emiliano, il sindaco di Bari-. La qualità della vita dei baresi è migliorata grazie alle piccole grandi cose che il Comune di Bari ha potuto fare con l’aiuto della Regione Puglia e di tutti gli enti che si occupano della mobilità delle merci e soprattutto delle persone, alla faccia della confraternita di tirapiedi che vede sempre tutto nero. Oggi Bari si muove, per i baresi non è più un incubo prendere l’auto, perchè sanno che hanno mezzi alternativi". Intanto come promesso dall’assessore regionale i trasporti Mario Loizzo, sarà attivata dal primo giugno la navetta numero 40 che condurrà  dalla stazione centrale al Policlinico, visto che tanti pendolari provenienti da Taranto utilizzavano la stazioncina adiacente al complesso sanitario.

“Questa positiva innovazione, prelude all’avvio del più articolato e complesso iter di progettazione e di realizzazione del Nodo ferroviario che, dopo l’iniziale finanziamento di 398 M€ a carico del PON, e i successivi finanziamenti già assentiti, potrà rapidamente vedere il suo concreto avvio. – ha ricordato Mario Loizzo in merito al nodo ferroviario – Infatti, chiusa la Conferenza di servizi istruttoria, Italferr procederà all’aggiornamento e alla integrazione del progetto preliminare sulla base delle osservazioni avanzate in sede di Conferenza; seguiranno la elaborazione dello studio di impatto ambientale e il progetto di cantierizzazione con l’approvazione finale di RFI. Il tutto, entro settembre sarà inviato al CIPE per le approvazioni delle previste procedure, in modo da poter finalmente partire con le gare e con la cantierizzazione delle opere. Come si vede, il sogno di realizzare il Nodo ferroviario di Bari è già diventato una realtà di cui debbono prendere atto sia gli scettici in buona fede, sia quelli interessati ad ostacolare in ogni modo lo sviluppo della città e della Regione.

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Commenti

  • shrek (utente non verificato)

    Qualcuno non dice che in gran parte dei lavori di RFI sono state impegnate gran parte delle ditte di Matarrese: dal raddoppio della Bari P.Sud-Torre a Mare all’IFT. Ovvero proprio coloro che si stanno presentando a questa campagna elettorale criticando il “Piano del ferro” del Comune di Bari e sollevando polveroni sull’assegnazione di altri cantieri alla DEC dei De Gennaro. Mi chiedo se questo sia un modo coerente di agire, o se è davvero voler tornare a “mettere le mani sulla città”…